Dolore

 

Nel corso di una nuova ricerca si è scoperto un obiettivo per il dolore cronico e patologico, che potrebbe portare a farmaci migliori per coloro che soffrono di questi tipi di disturbo. Il dolore cronico è una delle cause più comuni di disabilità a lungo termine. Anche se in alcuni casi il dolore cronico può essere inizialmente attivato da un incidente come un infortunio o un'infezione, nella maggior parte dei casi l'origine del dolore cronico è sconosciuta.

Poiché le cause rimangono in gran parte sconosciute, il dolore cronico non può ancora essere curato. Tuttavia, i farmaci spesso aiutano, ed i ricercatori stanno lavorando duramente al fine di trovare dei trattamenti più efficaci. Ora, un nuovo studio pubblicato nella rivista PLOS Biology ha identificato un potenziale nuovo obiettivo terapeutico per il dolore cronico, che potrebbe aiutare i ricercatori a sviluppare un farmaco alternativo per curare il dolore nel prossimo futuro.

La squadra è stata guidata dal Dott. Matthew Dalva del Dipartimento di Neuroscienze della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Lui e il suo team hanno indagato un processo chiamato fosforilazione e il suo impatto sul dolore cronico, nonché quali sensazioni che innesca. La fosforilazione è un termine che descrive un processo biologico comune in cui una proteina cambia in risposta a stimoli esterni.

Precedenti ricerche avevano permesso d'identificare un recettore del dolore chiamato N-metil-D-aspartato o NMDA e il fatto che svolge un ruolo chiave nel dolore patologico. Tuttavia, questo recettore è anche importante nella memoria e nell'apprendimento, quindi eventuali farmaci diretti a questo recettore coinvolgerebbero anche queste funzioni. Ma nel nuovo studio, il Dott. Dalva e colleghi hanno identificato un secondo recettore che svolge anche un ruolo cruciale nel dolore. Nel loro studio, gli scienziati hanno esaminato attentamente i neuroni.

In particolare, è stata condotta una serie di test di laboratorio nelle colture cellulari e in vivo, e la squadra è stata in grado di vedere che, in risposta al dolore indotto prodotto da lesioni, la proteina Ephrin B si modifica al di fuori delle cellule neuronali. Questa fosforilazione all'esterno della cellula permette al recettore della Ephrin B di attaccarsi al recettore NMDA, spostando la reazione biochimica nelle sinapsi. Questo processo altera la funzione del recettore NMDA, che porta ad una maggiore sensibilità al dolore.

Come hanno spiegano gli autori, il dolore patologico è diverso dal dolore causato da un infortunio, perché è un risultato della disfunzione cellulare. Poiché il dolore si verifica a livello cellulare, non va via anche dopo che la causa iniziale è scomparsa, come nel caso del dolore cronico o dell'emicrania comune. Perché una cellula funzioni correttamente, le proteine devono trovarsi nella posizione giusta. Ma quello che mostra il nuovo studio è che, nel caso del dolore cronico, il cosiddetto processo di fosforilazione "sposta" le proteine lontano dal neurone, provocando così disfunzione cellulare e dolore patologico. Come aspetto importante della questione, è stato impiegato un modello sui topi, mediante il quale gli scienziati sono stati anche in grado di testare alcune sostanze chimiche che sono riuscite a bloccare la sinergia indesiderata fra il recettore Ephrin B e il recettore NMDA. L'interruzione di questa comunicazione fra i due recettori ha fermato il dolore. Al contrario, l'attivazione simultanea dei due recettori ha portato ad una eccessiva sensibilità al dolore.

L'autore principale dello studio, il Dott. Matthew Dalva, ha commentato il significato dei risultati, dicendo: "Poiché la modifica della proteina che attiva la sensibilità al dolore del nervo si verifica al di fuori delle cellule, abbiamo un obiettivo più facile per lo sviluppo di farmaci. Si tratta di un campo di gestione del dolore. Anche se dobbiamo ancora scoprire l'esatto meccanismo che provoca questa modifica [...] questa scoperta offre sia un bersaglio per lo sviluppo di nuovi trattamenti sia un nuovo e potente strumento per studiare le sinapsi in generale."

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