Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Torino

 

Le ASL o AA.SS.LL. o Aziende Sanitarie Locali sono Strutture Sanitarie che contengono di per sé, già nella loro definizione, le caratteristiche principali che le contraddistinguono, anche se la loro denominazione può variare, in Italia, da Regione a Regione.

- Aziende: sono Enti Pubblici afferenti alla Pubblica Amministrazione Italiana che erogano Servizi di natura Sanitaria i quali, al contempo, hanno i tratti tipici delle "aziende": personalità giuridica, autonomia organizzativa, autonomia gestionale, autonomia tecnica, autonomia amministrativa e patrimoniale, nonché svincolate da un'organizzazione centrale a livello nazionale, dal momento che dipendono dalle Regioni, dalle quali sono pagate. In pratica, le prestazioni sanitarie di cui la cittadinanza usufruisce presso le ASL, vengono poi pagate dalla Regione, in base alle sommatorie dei costi di visite mediche, esami clinici e diagnostici, etc. Sono anche Centri di Imputazione di Autonomia Imprenditoriale, secondo quanto affermato nell'Articolo 3 del Decreto Legislativo del 30 dicembre 1992, al Numero 502: "In funzione del perseguimento dei loro fini istituzionali, le Unità Sanitarie Locali si costituiscono in Aziende con personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale."

- Sanitarie: benché nelle ASL siano impiegate quattro tipologie di lavoratori con altrettanti ruoli (Sanitario, Professionale, Tecnico e Amministrativo), la componente Sanitaria è ovviamente la causa ed il fine di tutta l'attività che viene quotidianamente svolta in queste Strutture Sanitarie.

- Locali: le ASL hanno una natura tipicamente territoriale, anche se in alcune strutture viene svolta anche un po' di ricerca, condivisa con altre Regioni o con altri Paesi.

La prima forma di Assistenza Sanitaria Locale, in Italia, risale all'istituzione dell'INAM nell'anno 1943, Ente poi confermato dalla novella Repubblica Italiana nel 1947. Tutti i Servizi Sanitari Pubblici erano gestiti dalle cosiddette Casse Mutualistiche, da cui la definizione di "medico della mutua" per il "medico di medicina generale". Nel 1978 venne istituito il Servizio Sanitario Nazionale o SSN, e l'aspetto "territoriale" vide la competenza totale da parte di Enti Pubblici chiamati Unità Sanitarie Locali o USL o UU.SS.LL. Solo nel 1992, come accennato, le U.S.L. divennero A.S.L. ossia organi di competenza delle Regioni, pur avendo una propria soggettività giuridica ed autonomia; negli anni, le ASL sono state sempre più caratterizzate dalla componente imprenditoriale.

 

ASL Citta Di Torino Via San Secondo 29

 

Questo spazio web è un sito d'informazione che riguarda le Strutture Sanitarie torinesi e la Sanità in generale. Trovano largo spazio descrittivo l'ASL Città di Torino, con i suoi Presidi Ospedalieri, Poliambulatori, Ambulatori Territoriali, Residenze Sanitarie Assistenziali, Consultori Familiari e Pediatrici ed altri servizi; la Città della Salute e della Scienza, che comprende l'Ospedale Molinette San Giovanni Battista, l'Ospedale Dermatologico San Lazzaro, il CTO Centro Traumatologico Ortopedico, l'USU Unità Spinale Unipolare, l'Ospedale Infantile Regina Margherita, l'Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant'Anna, l'Istituto di Riposo per la Vecchiaia, l'Ospedale San Giovanni Antica Sede e l'Ospedale San Vito; l'Ospedale Cottolengo; l'Ospedale Mauriziano e l'Ospedale Gradenigo Humanitas. Oltre a questo, viene dato anche ampio spazio ad articoli di attualità, sempre riguardanti l'ambito sanitario, quali notizie di medicina, farmacologia, tecnologia, scienza, utilità sociale, assistenza spirituale, informazioni, trapianti e volontariato.

L'ASL unica Città di Torino o, più precisamente, Azienda Sanitaria Locale Città di Torino, è attiva dal 1° gennaio 2017, ed è il frutto dell'unificazione dell'ASL TO1 e dell'ASL TO2. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha infatti approvato, in data 6 dicembre 2016, la proposta riguardante l'accorpamento delle suddette ASL TO1 e TO2 che coprivano l'intero territorio di questo Capoluogo di Regione, che comprende attualmente otto Circoscrizioni. La delibera in questione era stata presentata alla Giunta Regionale dall'Assessore alla Sanità Antonio Saitta, ed è stata approvata a maggioranza dalla IV Commissione. La sede centrale è in via San Secondo 29, naturalmente a Torino, mentre quella legale è in corso Svizzera 164.

Questo sito web ha anche numerose funzionalità "social", ossia tipiche dei social network o reti sociali online. L'iscrizione è aperta a tutti, ed in particolari agli utenti, ai dipendenti ed agli amici delle Strutture Sanitarie di Torino. I membri registrati in Salute Torino possono pubblicare testi, immagini e video, nonché intrecciare amicizie, scambiarsi messaggi, creare gruppi, eventi ed altro ancora. Buona navigazione a tutti!

Qui di seguito è possibile vedere un'intervista al Dott. Giovanni Maria Soro e al Dott. Valerio Fabio Alberti, prima dell'unificazione dell'ASL TO1 e dell'ASL TO2 nell'unica Azienda Sanitaria Locale denominata ASL Città di Torino, nonché un video riguardante la cosiddetta "dipendenza da gioco", identificata con il recente termine "ludopatia", disturbo psichico per il quale l'ASL ha attivato diversi servizi di aiuto.

 

                       

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Scienze Mediche

 

Anticamente, le scienze umane funzionavano in maniera "sinergica", ossia i sapienti dell'antichità, a partire dalla cosiddetta "storia nota" (da circa il 6.000 A.C. in poi), conoscevano più di una specialità. Chi era medico spesso era anche astronomo, erborista, filosofo o teologo, chi era architetto sovente era anch'esso conoscitore di altre discipline dello scibile umano, e così via. Ora, questo può apparire un po' antiquato, ai nostri giorni, sia perché alcune branche del sapere sono un po' "cadute in disuso in quanto non scientifiche", sia per via dell'enorme settorializzazione ed alta specializzazione della scienza contemporanea. Anche se i "Premi Nobel" vengono assegnati ai ricercatori e studiosi in base a poche discipline scientifiche ed umanistiche, economiche, sociali o politiche, in realtà gli uomini e le donne di scienza di oggi hanno solitamente una ristretta gamma d'indagine a loro disposizione; ad esempio, un biologo può essere un biologo molecolare, oppure uno studioso di fitochimica o di genetica. Anche se le nozioni di base sono le medesime, la specializzazione è divenuta altissima, soprattutto negli ultimi due secoli circa, anche perché la mole di conoscenze e dati a disposizione e da elaborare è divenuta veramente grande. Questo può essere un bene, ma a volte rischia di far perdere la visione d'insieme delle cose.

Ultimamente, tuttavia, anche grazie alle moderne tecnologie informatiche di comunicazione e di analisi dei dati provenienti dalle ricerche, si sta creando una collaborazione sempre più stretta fra i ricercatori. Anche se in tutto ciò, naturalmente, c'è anche un aspetto competitivo, l'unione sta facendo veramente la forza, come si suol dire. Questo è visibile soprattutto in campo medico e farmacologico. Non solo, quando possibile, i pazienti sono esaminati da più specialisti mediante "consulti" o simili, ma anche le strutture mediche stesse, in quanto luoghi di azione e di cura, stanno lavorando sempre più in un'atmosfera di rinnovata sinergia. Torino, per quanto possibile, è un ottimo esempio di quanto affermato. Le sue principali strutture sanitarie, soprattutto statali, quali l'ASL Città di Torino e la Città della Salute e della Scienza in particolare, stanno rivestendo un ruolo determinante in questa nuova sinergia del sapere e della pratica sanitaria. Negli ultimi decenni, infatti, le UU.SS.LL e poi AA.SS.LL. torinesi sono diminuite di numero, con una conseguente riorganizzazione logistica, tecnica, amministrativa e del personale medico e paramedico, fino ad arrivare alla recente unione dell'ASL TO1 e dell'ASL TO2 in un'unica entica, chiamata per l'appunto ASL Città di Torino. Alcuni giornali l'hanno definita "Super ASL" ma, al di là delle definizioni, il fatto che l'esempio della Città della Salute e della Scienza venga seguito, nel corso degli anni, è un segnale evidente di rinnovata unione, sia dal punto di vista lavorativo e del servizio all'utenza, sia dal punto di vista economico. La Città della Salute e della Scienza, con i suoi importanti Presidi Ospedalieri e Riabilitativi, ha anche il vantaggio di essere geograficamente coerente, in quanto tali strutture sanitarie sono molto vicine fra loro, ossia gli edifici che costituiscono tale complesso sono adiacenti o comunque prossimi.

Alcuni sostengono che tale avvicendamento possa creare un sofraffollamento delle strutture, ma se ciascuna di esse opererà in base alla propria caratteristica peculiare, vuoi di eccellenza oppure territoriale o altro, Torino potrebbe essere una delle città italiane in cui la sanità avrà un'azione veramente efficace, al di là dei problemi di tutti i giorni e delle emergenze di ogni tipo, tipiche di questo mondo altamente controllato e "asettico" ed allo stesso tempo incontrollabile quanto affascinante, che è il mondo della cura e, se possibile, della guarigione. Sì, perché l'obiettivo finale della medicina, ovviamente, è la guarigione o ristabilimento del malato, e la cura è la parte fondamentale in questo processo. Questo è lampante, anche se la parola "cura" può assumere diverse accezioni; ad esempio, la cura di un tumore operabile avviene mediante intervento chirurgico, mentre la cura di una persona che soffre di disturbi psichici comprende una sinergia di operazioni che vanno dai colloqui psichiatrici e psicologici alla somministrazione di farmaci, dalla psicoterapia alla riabilitazione sociale della persona, etc. Anche in questo caso, l'ASL Città di Torino si è dimostrata efficiente, in questi ultimi decenni, per via di numerose collaborazioni con Associazioni non a scopo di lucro o onlus, come esse sono giuridicamente definite. Emergenza, diagnosi, cura, intervento, diagnostica... tutto pare tornare ad una sorta di "sinergia" di stampo quasi olistico che, pur con le notevoli diversità, se ben condotta potrebbe rappresentare una versione moderna dell'antica sinergia delle scienze dei nostri padri terreni.

Anche l'aspetto spirituale non è certamente da sottovalutare; tutti gli ospedali torinesi, infatti, hanno una forma di assistenza spirituale, sotto forma di sacerdoti, cappelle, iniziative, incontri, assistenza ai malati ed alle persone indigenti, etc. In questo sito, nella sezione del menù "Notizie", è possibile leggere l'attuale regolamentazione del Comune di Torino in materia di assistenza spirituale nelle strutture sanitarie. Probabilmente la maggior parte delle persone ha oggi una visione più tecnica della cura, rispetto al passato, ma l'assistenza verso le persone, costituite da soma, psiche e pneuma (corpo, anima e spirito), non va certamente sottovalutata né disprezzata, come a volte è accaduto in molte parti del mondo, Italia compresa. I preti, infatti, negli ospedali non servono solo per dare "l'estrema unzione", ossia il Sacramento dell'Unzione degli infermi, ma anche per sostenerli in un percorso di sofferenza che può essere molto breve ma anche molto lungo, sia nelle sedi competenti, sia dal punto di vista domiciliare. I credenti, infatti, sanno che nel Vangelo si parla del fatto che gli Apostoli di Gesù Cristo "ungevano con olio i malati e li guarivano". Ora, se questo oggi non è purtroppo la norma, è però vero che l'assistenza spirituale può avere un'importanza notevole, nei vari percorsi di cura e d'intervento, sociale e sanitario.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Farmaci Generici Economia

 

In alcuni Paesi, come il Brasile e la Francia, più del 20% di tutti i farmaci venduti sono generici o equivalenti. Un farmaco equivalente è una sostanza medicinale che equivale ad un prodotto di marca per quanto riguarda il principio attivo, il dosaggio, l'utilizzo, la capacità curativa, la via di somministrazione, la qualità, la farmacocinetica, la biodisponibilità ed altre prestazioni. Le definizioni di "farmaco generico" e di "farmaco equivalente" si riferiscono anche a qualsiasi farmaco che viene commercializzato con il suo nome chimico senza pubblicità, o comunque con il nome della molecola o delle molecole che ne costituiscono il principio attivo, a prescindere dalla marca del farmaco "originale".

Anche se non vengono solitamente associati ad una particolare azienda, il nome dell'industria farmaceutica che li produce dev'essere chiaramente espresso, ed i farmaci generici o equivalenti sono di solito soggetti alle leggi vigenti nei Paesi in cui vengono erogati. Essi sono etichettati con il nome del produttore ed un nome "non proprietario", ossia "generico". Un farmaco equivalente deve contenere gli stessi principi attivi della formula commercializzata dal marchio originale. L'Ente principale che regolamenta i farmaci e gli alimenti negli Stati Uniti, la FDA o Food and Drug Administration, richiede che i farmaci generici siano identici ai loro omologhi di marca, o comunque "all'interno di un accettabile intervallo di bioequivalenza". L'utilizzo della parola "identico" da parte della FDA è un'interpretazione giuridica e non letterale. Alcune sostanze biofarmaceutiche come gli anticorpi monoclonali possono essere biologicamente diversi da molecola a molecola. Le versioni generiche di questi farmaci sono note come "farmaci biosimilari", ed il loro impiego avviene in base ad un'estesa serie di regole.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Cellule Cancerogene

 

La branca della medicina che si occupa dello studio del cancro o dei "tumori" è denominata oncologia. I tumori sono conosciuti dall'umanità fin dai tempi antichi. Il cancro inizia quando le cellule di una parte del corpo iniziano a moltiplicarsi e a crescere in maniera incontrollata, e diverse parti del corpo possono essere colpite da questi tipi di patologie.

Alcune delle prime testimonianze associabili al cancro sono state rinvenute in tumori ossei fossili di mummie umane egiziane, ed i riferimenti a queste malattie sono state trovate anche in antichi manoscritti. Inoltre, sono state scoperte tracce di cancro alla testa ed al collo, in queste mummie. Anche se all'epoca la parola "cancro" non era utilizzata, la più antica descrizione nota di questa malattia è sempre riconducibile all'antico Egitto, in un periodo collocabile intorno al 3000 A.C. Si tratta di un testo chiamato Papiro Edwin Smith, ed è una copia di una parte di un antico libro di testo sulla chirurgia dei traumi egiziana. In questo scritto vengono trattati otto casi di tumori o ulcere del seno, che venivano trattati mediante cauterizzazione con uno strumento chiamato "punta incandescente". In questo trattato, comunque, si afferma che non esiste un trattamento definitivo per queste condizioni patologiche.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Streptococchi

 

Per quanto ne sappiamo, non esiste un qualcosa definibile come "malattia buona", ma alcune sono certamente peggiori di altre. Anche se una delle possibili ragioni dell'esistenza delle malattie infettive riguarda la "necessità ecologica", che comporta la diffusione di agenti patogeni che si evolvono in modi sempre più efficienti, non ci sono ragioni evidenti per cui alcuni di essi siano in grado di provocare delle morti orribili ai loro ospiti. Si potrebbe pensare che, per un agente patogeno, sia importante mantenere in vita il suo ospite il più a lungo possibile, per contagiare più persone. Invece no. Sembra quasi che un mostro sadico si sia seduto ed abbia progettato queste malattie per infondere la maggior quantità di terrore possibile nelle popolazioni. Qui di seguito è riportato un elenco di alcune delle malattie infettive più pericolose, spesso mortali e a volte molto sgradevoli.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Operatori Sanitari

 

Lungo i millenni si sono succedute moltissime tipologie di Professioni Sanitarie, dagli "stregoni" e "guaritori" ai "cerusici" delle epoche più recenti, a volte protagonisti di opere narrative di vario tipo. Naturalmente, l'aspetto spirituale che riguarda la malattia e tutto ciò che essa comporta rimane, soprattutto per via delle cause profonde di alcuni tipi di malassere, nonché per le testimonianze autentiche di numerosi miracoli avvenuti lungo i secoli in tuttà la cristianità. Dal punto di vista prettamente tecnico-scientifico e psicologico, gli Operatori Sanitari sono coloro che seguono le persone affette da un qualche tipo di patologia o evento traumatico lungo tutto il percorso della malattia, pur con ruoli e punti di vista diversi: dai primi sintomi, all'acuzie, alla cura o trattamento, fino alla guarigione, alla convalescenza ed al recupero o, putroppo, alla "cronicizzazione". Solo da un numero di anni relativamente piccolo, inoltre, si può anche avere un periodo di "osservazione" più o meno attiva, anche a scopo di studio, definito oggi con il termine anglosassone "follow-up". Ad ogni modo, per la maggior parte degli Operatori Sanitari, non si tratta solo di esercitare un lavoro o una professione, ma anche di compiere in qualche modo una "missione". Perché? Ogni mestiere ha la sua importanza, ma curare e, possibilmente, guarire le persone è sicuramente un nobile scopo, quindi il termine "missione" pare veramente corretto. Non solo le persone hanno diritto alle cure, ma anche gli animali, se possibile, ovviamente e soprattutto dal punto di vista dei veterinari e dei padroni dei nostri amici più piccoli o più grandi, a seconda dei casi.

L'elenco delle Professioni Sanitarie e delle tipologie di Operatori Sanitari, comunque assimilabili alle prime, è senz'altro piuttosto lungo. Proviamo comunque a compilarne una lista: c'è il medico, il dentista o odontoiatria, il farmacista, gli infermieri (per la maggior parte donne, come si sa), i medici che svolgono soprattutto attività di tipo chirurgico, i preparatori atletici, i tecnici (chirurgia, radiologia, neurofisiopatologia, analisi chimiche e biologiche, protesi, odontoprotesi, etc.), gli ostetrici ed ostetriche, gli OSS o operatori socio-sanitari, gli OSA o operatori socio-assistenziali,  gli psicologi, i fisiatri, i logopedisti, i medici specializzati in terapia intensiva ed anestesia, i paramedici... Insomma, una complessa varietà di figure professionali che, sempre più spesso, lavorano in sinergia.

Queste persone lavorano solitamente in ospedali, cliniche, case di cura, case di riposo per anziani, caserme, scuole, in occasione di eventi drammatici o di calamità naturali, ma anche nel campo dell'istruzione superiore ed universitaria, della ricerca medico-scientifica e dell'amministrazione della Sanità Pubblica e privata. Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda le Strutture Sanitarie di riferimento per Comuni e Regioni, come quelle facenti parte dell'ASL di Torino, alle figure citate si aggiungono gli impiegati amministrativi, i gestori dei servizi sanitari, i tecnici informatici e di ingegneria clinica, il personale che si occupa delle pulizie e della ristorazione, gli specialisti della sicurezza, etc. Tutte figure professionali che non sono solo di supporto, ma spesso sono anche di grande importanza per far sì che la macchina della Salute Pubblica e privata proceda senza troppi intoppi.

Naturalmente, "al di sopra" di queste persone vi sono politici di vario tipo e livello, i quali dettano comunemente alcune "regole" per far andare avanti il tutto, attenti alle necessità dei tempi, ai bilanci economici ed alle mutevoli aspettative della cosiddetta "opinione pubblica".

I migliori professionisti della sanità devono almeno in parte possedere delle particolari doti o qualità, innate o acquisite. Ad esempio, dovrebbero essere dei buoni comunicatori, avere una buona dose di pazienza ed autocontrollo, essere in grado di ascoltare veramente i pazienti, avere una certa empatia, sapere effettuare delle diagnosi accurate, essere altruisti, essere attenti a capire "cosa non va" in una determinata struttura o "cosa si potrebbe fare" per migliorarne le attività, nonché, eventualmente, la sicurezza degli operatori stessi, dei pazienti, degli ambienti e delle strumentazioni. A tutto ciò si aggiungono alcune qualità morali che - per amore o per forza - gli operatori sanitari dovrebbero avere: onestà, integrità, onore ed amore per i pazienti e la scienza medica. Ovviamente, tutti coloro che svolgono una professione sanitaria, a tutti i livelli, conoscono bene la regola del "non farsi fagocitare dal lavoro e dalle tristi condizioni in cui versano alcuni pazienti". In pratica, per lavorare bene in questo settore, occorre anche una certa dose di "freddezza professionale", sia per non emozionarsi troppo di fronte a casi particolarmente gravi, sia per poter affrontare pazienti, parenti ed amici che, a volte, risultano un po' "molesti".

Per quanto riguarda la carriera accademica, scuole mediche, università e centri di ricerca sono solitamente interessati ad assumere e supportare persone appassionate e che abbiano una certa esperienza pregressa in campo sanitario, anche sotto forma di volontariato, che siano disposte a partecipare a corsi di formazione, che abbiano una certa attitudine alla "leadership", dimostrabile anche su se stessi sotto forma di lavoro volontario, attività d'insegnamento, di ricerca ed altro. La carriera accademica richiede persone che abbiano una buona comprensione di cosa significhino e di cosa rappresentino l'insegnamento e la ricerca in tali ambiti dello scibile umano. In particolare i medici, qualunque sia la loro specializzazione, devono mostrare un comportamento etico, che non significa "buonismo", ma rispetto dei valori della vita in generale ed umani in particolare; devono inoltre avere anche un po' di umiltà: quando s'imbattono in qualcosa che va al di là delle proprie conoscenze o forze, è bene che chiedano l'aiuto dei colleghi o dei superiori.

I medici devono aderire ai codici ed alle norme mediche formali (provenienti dallo Stato e dalle varie Strutture Sanitarie) ed informali, nonché rispondere in prima persona del comportamento etico altrui, nel caso in cui vengano a conoscenza di fatti particolarmente gravi. I medici, per quanto possibile, devono cercare di mettere a proprio agio i pazienti, mantenere il segreto professionale nell'ambito delle Leggi vigenti, saper capire quando un paziente soffre veramente, avere una buona capacità di ascolto, sapere dare tempo al paziente di spiegare la sua situazione, nonché informare le persone in maniera semplice e chiara riguardo alle loro condizioni, soprattutto in caso di patologie o disturbi complessi o "delicati". I bravi medici si mantengono aggiornati e cercano di lasciare un buon margine decisionale alle persone che assistono, hanno un'affinata abilità di risoluzione dei problemi, non hanno timore di ammettere quando non sanno qualcosa, al fine d'informarsi meglio o, come accennato, di chiedere l'aiuto di un altro medico.

Per quanto riguarda le infermiere e gli infermieri, una caratteristica fondamentale che dovrebbero possedere è la compassione, che non è solo il "provare pena per qualcuno", ma sapersi dare proattivamente in caso di bisogno altrui, ed il capire le sensazioni di uomini e donne che sanno di essere in difficoltà e, a volte, anche in pericolo di vita. Andando oltre il "capire" c'è l'empatia, ossia la capacità di "mettersi nei panni degli altri". Non tutte le persone, anche "brave", sono empatiche, ma con l'esperienza ci si può arrivare. In alcuni casi, tuttavia, l'avanzare degli anni può al contrario far indurire il cuore e la mente del personale infermieristico, e questo dev'essere attentamente evitato, anche se le circostanze della vita possono procurare il rischio di trovarsi in questa situazione. Una brava infermiera non ha solo una buona dose di altruismo e, naturalmente, di preparazione professionale, ma anche una spiccata auto-consapevolezza, che è la comprensione verace ed interiore delle proprie capacità e dei propri limiti. Gli infermieri e le infermiere, inoltre, dovrebbero avere una certa sete di conoscenze teoriche e pratiche, soprattutto per quanto riguarda le Coordinatrici o Coordinatori Infermieristici, le "Capo Sala", insomma. I Dirigenti Infermieristici dovrebbero leggere articoli e libri di economia sanitaria, di teoria della leadership, riviste mediche e scientifiche, ottenere certificazioni di vario tipo, soprattutto grazie ad attività formative e di aggiornamento, aiutare nella formazione delle "nuove leve", seguire criticamente i cambiamenti del costume e della politica dello Stato di cui sono cittadini, avere rapporti con le organizzazioni sindacali ed eventualmente con alcune figure politiche, se necessario. Attualmente, le mutevoli condizioni economiche e sociali di Paesi come l'Italia influenzano senza dubbio anche il settore sanitario, ma gli Operatori Sanitari devono sempre avere bene in mente il benessere dei pazienti, la qualità del servizio che offrono e delle loro doti personali e, perché no, della loro missione. Piccola nota conclusiva: all'interno di una bacheca che si trova appesa al muro di un corridoio dell'Ospedale Martini dell'ASL di Torino, è possibile leggere la seguente scritta: "Se salvi una vita sei un erore, se salvi cento vite sei un infermiere."

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

I Centri Diurni sono dei luoghi in cui delle persone, spesso meravigliose, possono trovarsi insieme, agire in vari modi e ricevere assistenza nell'ambito, per l'appunto, delle ore del giorno. Questi ragazzi, anziani ed adulti, che per varie ragioni non possono svolgere attività di tipo lavorativo "ufficiali" o di tipo scolastico in qualità di studenti, possono trovare in questi ambienti dei posti accoglienti e sicuri, per periodi di tempo più o meno prolungati e con libertà decisionale sia propria, sia dei loro genitori o parenti. Essenzialmente, i Centri Diurni sono di tre tipi: quelli che accolgono persone con varie tipologie di disagio mentale, quelli rivolti ad anziani, spesso affetti da patologie neurodegenerative più o meno gravi, e quelli per le persone cosiddette "disabili", ovvero affette da handicap fisici e mentali di varia natura. La funzione precipua di questi luoghi non è tanto di "parcheggio", come qualcuno potrebbe pensare, ma di riabilitazione sociale in un contesto "protetto", grazie alla presenza di operatori sanitari di vario genere, come psicologi, psichiatri, educatori ed assistenti sociali. In particolare, le attività svolte dagli educatori professionali sono importanti per affrontare insieme agli ospiti le piccole e grandi necessità del quotidiano, non solo di tipo "materiale", ma soprattutto di natura psico-affettiva, nonché l'impegno in vari lavori ed attività ludiche inerenti l'arte, la scrittura, la visione di film, l'utilizzo di strumenti informatici, la musica, il gioco, etc.

I Centri Diurni possono essere di vario tipo ed "intensità", a seconda del livello di assistenza psicologica o talvolta anche infermieristica; forniscono un insieme di servizi e, talvolta, di trattamenti individualizzati basati sulle comunità e coordinati da personale qualificato in stretta sinergia con persone che sono a volte anche propositive ed attive, quindi non solo fruitori passivi dell'assistenza che viene loro elargita in vari modi. Spesso si tratta di adolescenti, uomini e donne con disturbi psichici che non sono in grado di lavorare o studiare a tempo pieno, e che necessitano di attività strutturate che vanno oltre quelle fattibili nella sola sfera domestica. Indipendentemente dalle cause di questi problemi mentali, vuoi di tipo biologico (come ad esempio le cerebropatie congenite o acquisite) o di tipo puramente mentale, l'aspetto della cura per mezzo del trovarsi insieme e dello svolgere varie attività è fondamentale ed anche scientificamente dimostrato. L'assistenza passiva e proattiva che si può avere nei Centri Diurni è spesso indirizzata al raggiungimento di obiettivi specifici, anche per mezzo d'interventi terapeutici di vario tipo, e consente la "transizione" di queste persone a livelli di autonomia sempre maggiori, se questo risulta in qualche modo possibile.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

L'encefalopatia spongiforme bovina o BSE, patologia spesso definita come "morbo della mucca pazza", è una malattia infettiva causata da prioni che colpiscono il cervello dei bovini; la definizione di cui sopra si riferisce ai cambiamenti osservati nel tessuto cerebrale delle mucche colpite, ed al loro relativo comportamento e sofferenza. Le proteine anormali chiamate prioni si trovano nel tessuto cerebrale di bovini malati, e sono le macromolecole che trasmettono l'infezione; nel cervello dei bovini infetti sono visibili dei cambiamenti caratteristici. L'infezione causa dei piccoli fori in varie parti del cervello, dando al tessuto un aspetto simile a quello di una spugna, quando viene osservato mediante un microscopio. Questi cosiddetti "fori spugnosi" causano un lento deterioramento del cervello della mucca, poi si manifestano altri sintomi che interessano l'intero corpo; infine segue la morte.

Se gli esseri umani mangiano il tessuto malato dei bovini, possono sviluppare la forma umana della malattia della mucca pazza, nota come "variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob" o vCJD, oppure "nuova variante" o nvCJD. Il nome di questa malattia prende quello dei ricercatori che ne hanno identificato la condizione classica. La malattia di Creutzfeldt-Jacob, nella sua forma classica, si verifica di solito in persone anziane o per via di una tendenza ereditaria del cervello, nel quale si verificano dei mutamenti; altre volte la malattia si verifica spontaneamente senza nessuna causa apparente.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Nei giorni 17, 18 e 19 maggio dell'anno 2017, a Torino è previsto un evento in cui si parlerà di... salute mentale in generale e, in particolare, di ciò che stanno facendo l'ASL di Torino e le Associazioni operanti sul territorio, correlate o meno all'Ente Pubblico. In questa manifestazione ad ingresso libero, si cercherà di fare il punto, come si suol dire, sulla psichiatria torinese e il disagio mentale nella sua globalità, ossia in tutte le sue forme più o meno patologiche. Uno degli intenti portanti di questo convegno, al quale è stato anche invitato il sindaco di Torino Chiara Appendino o, in alternativa, un Assessore delegato, è il classico ma importantissimo tema dell'andare "oltre la diffidenza ed il pregiudizio". Un altro aspetto interessante di questa iniziativa riguarda il superamento della frammentazione dei servizi, ossia la volontà di un'azione sinergica fra Strutture Sanitarie, Centri Diurni, Infermerie, Ambulatori, "Repartini Psichiatrici" degli Ospedali di questo Comune, Associazioni onlus, familiari, amici, conoscenti, simpatizzanti, etc. Alcuni Istituti Scolastici, inoltre, offriranno anch'essi vari contributi. Saranno infatti presenti delle delegazioni dell'Istituto Primo Levi, dell'Istituto Albert Einstein (riguardo alla tematica sempre più pressante del "bullismo") e del Liceo Artistico Cottini. Si parlerà inoltre di violenza domestica e salute degli anziani, il tutto inframmezzato da momenti ludici e da spunti di riflessione (concerti, film, mostre, etc.)

 

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Le malattie autoimmuni e reumatologiche sono a volte considerate "malattie rare", in base a evidenze di tipo epidemiologico, statistico e clinico. Inoltre, queste patologie possono talvolta portare a complicazioni renali di vario tipo, come le vasculiti sistemiche ed altre condizioni, ad esempio i disturbi dovuti all'accumulo lisosomiale ed il morbo di Gaucher, che oltre ai reni può interessare altri organi. Queste tipologie di malattie e le loro complicanze sono ben conosciute dagli operatori sanitari che lavorano presso il CMID o Centro Multidisciplinare di Immunopatologia e Documentazione sulle Malattie Rare dell'Ospedale San Giovanni Bosco dell'ASL di Torino, situato in zona Barriera di Milano in Piazza del Donatore di Sangue 3. Si tratta di una Struttura Complessa, ossia interessante più centri operativi, all'interno della quale quale lavorano medici, biologi, immunopatologi, nefrologi, infermieri, operatori socio-sanitari, personale amministrativo ed altre figure professionali e specialistiche. Le malattie rare possono avere diverse tipologie di origine, ed una delle più diffuse riguarda problematiche di tipo genetico, cioè dei geni che non svolgono correttamente la propria funzione, spesso a causa di mutazioni. I geni sono le entità microscopiche presenti nei cromosomi all'interno del nucleo cellulare, costituiti principalmente da DNA, i quali formano il "genoma", ossia il patrimonio genetico di un individuo. Se un gene non funziona correttamente, può portare alla produzione di proteine difettose (enzimi non funzionanti correttamente, ad esempio) o addirittura all'assenza di tali proteine e / o enzimi in un determinato organismo e, talvolta, anche nella sua discendenza. Le proteine e gli enzimi (tipi particolari di proteine con funzioni solitamente catalitiche, ossia favorenti determinate reazioni biochimiche) sono delle macromolecole costituite da sequenze più o meno lunghe di aminoacidi.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Da ormai più di tre anni, presso l'Ospedale San Giovanni Bosco dell'ASL Città di Torino, la struttura sanitaria di Chirurgia dispone di una metodologia di nuova concezione per asportare un intero lobo di un polmone in maniera poco invasiva. Questa tecnica chirurgica, utilizzata spesso quando purtroppo si tratta di cancro polmonare, nel caso in cui risulti operabile, è denominata VATS Lobectomy o Video Assisted Thoracoscopic Surgery VATS, ossia Chirurgia Toracoscopica Assistita da Video. La lobectomia, in pratica, è l'asportazione di un lobo polmonare gravemente compromesso, cioè un approccio di tipo chirurgico per trattare il cancro al polmone.

L'approccio tradizionale alla chirurgia del cancro del polmone è la toracotomia. Si tratta della resezione polmonare anatomica, cioè la lobectomia polmonare o polmonitectomia, in combinazione con la rimozione dei linfonodi dal mediastino; questa è la modalità di trattamento che fornisce le maggiori possibilità di sopravvivenza a lungo termine in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase iniziale. Le resezione anatomica del polmone richiede una dissezione dell'hilum polmonare con singola legatura e la divisione dell'arteria polmonare, della vena polmonare e del bronco, dove questi entrano nel polmone.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

I Paesi tropicali ed equatoriali sono delle aree della Terra veramente belle, almeno per chi ama la natura e la libertà, in senso stretto ed in senso lato. Nonostante queste regioni del nostro pianeta abbiano in certi casi numerosi problemi, causati soprattutto da un basso tenore di vita, si può scorgere in esse una sensazione di purezza incontaminata. Questa purezza, tuttavia, a volte va un po' a scapito delle condizioni igieniche e sanitarie, non solo per motivi socioeconomici, ma anche per via del fatto che in queste zone vivono alcuni microrganismi ed altri agenti patogeni, che a volte possono arrecare malattie all'uomo. Per chi è in procinto d'intraprendere un viaggio in queste terre, oppure per chi è di ritorno, l'Ospedale Amedeo di Savoia dell'ASL Città di Torino, ora Nuovo Polo Sanitario territoriale, mette a disposizione dei servizi dedicati alla prevenzione ed alla cura delle malattie infettive di origine tropicale ed equatoriale. Tale Struttura Sanitaria è il principale Centro della Struttura Complessa a Direzione Universitaria che si occupa, per l'appunto, delle malattie infettive, e non solo di quelle associate alla cosiddetta "Medicina dei Viaggi".

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn





Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo