Questo sito web Salute Torino non è il sito ufficiale dell'ASL. Riguarda la sanità torinese un po' "a tutto tondo", la medicina e la scienza in generale. Buona lettura!

Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Cellule Cancerogene

 

La branca della medicina che si occupa dello studio del cancro o dei "tumori" è denominata oncologia. I tumori sono conosciuti dall'umanità fin dai tempi antichi. Il cancro inizia quando le cellule di una parte del corpo iniziano a moltiplicarsi e a crescere in maniera incontrollata, e diverse parti del corpo possono essere colpite da questi tipi di patologie.

Alcune delle prime testimonianze associabili al cancro sono state rinvenute in tumori ossei fossili di mummie umane egiziane, ed i riferimenti a queste malattie sono state trovate anche in antichi manoscritti. Inoltre, sono state scoperte tracce di cancro alla testa ed al collo, in queste mummie. Anche se all'epoca la parola "cancro" non era utilizzata, la più antica descrizione nota di questa malattia è sempre riconducibile all'antico Egitto, in un periodo collocabile intorno al 3000 A.C. Si tratta di un testo chiamato Papiro Edwin Smith, ed è una copia di una parte di un antico libro di testo sulla chirurgia dei traumi egiziana. In questo scritto vengono trattati otto casi di tumori o ulcere del seno, che venivano trattati mediante cauterizzazione con uno strumento chiamato "punta incandescente". In questo trattato, comunque, si afferma che non esiste un trattamento definitivo per queste condizioni patologiche.

Questa malattia fu chiamata "cancro" per la prima volta dal medico greco Ippocrate (460 - 370 A.C.), considerato il "padre della medicina". Ippocrate utilizzò i termini "carcinos" e "carcinoma" per descrivere le formazioni non ulcerose, e "tumori" per le formazioni ulcerose. La parola "carcinos", in greco, significa "granchio". Più tardi, il medico romano Celso (28 - 50 A.C.) tradusse il termine greco in "cancro", la parola latina utilizzata per indicare il granchio. In seguito, un altro medico romano, Galeno (130 - 200 D.C.), utilizzò il termine "oncos" (dal greco "gonfiore") per descrivere i tumori. Oncos è la parola principale utilizzata, per l'appunto, per indicare l'oncologia o lo studio dei tumori. Attualmente, sono anche utilizzate le parole "neoplasia" o "neoformazione", che pongono l'accento sul fatto che alcune cellule iniziano a mutare ed a riprodursi in maniera incontrollata.

Durante i primi anni del quindicesimo secolo, gli scienziati svilupparono una maggiore comprensione del funzionamento del corpo umano e dei processi che causano le malattie. Le autopsie eseguite da Leonardo Da Vinci e, in seguito, da Harvey (1628) aiutarono a comprendere molte strutture anatomiche e processi fisiologici, come i meccanismi della circolazione del sangue attraverso il cuore ed il corpo. Uno studioso di Padova, Giovanni Morgagni, regolarizzò la pratica autoptica nel 1761, al fine di trovare le cause delle malattie, gettando quindi anche le basi per lo studio del cancro.
Il chirurgo scozzese John Hunter (1728 - 1793) suggerì che alcuni tipi di cancro potevano essere curati mediante interventi chirurgici. Quasi un secolo dopo, con lo sviluppo dell'anestesia, iniziarono ad essere effettuate operazioni chirurgiche regolari per rimuovere i tumori "mobili", che non si erano diffusi in altri organi. Nel diciannovesimo secolo, Rudolf Virchow, spesso definito come il fondatore della patologia cellulare, pose le basi per lo studio patologico dei tumori al microscopio. Virchow correlava il rivelamento patologico al microscopio con la malattia, e sviluppò inoltre lo studio dei tessuti che venivano asportati durante gli interventi chirurgici. Da quel momento in poi, il patologo poteva dire al chirurgo se il tumore era stato completamente rimosso.

Nel corso della varie epoche storiche, si sono succedute varie teorie sulle possibili cause del cancro. Ad esempio, gli antichi egizi incolpavano gli "dei" per i tumori. Ippocrate riteneva che il corpo umano fosse percorso da quattro "umori" o fluidi corporei: il sangue, il flemma, la bile gialla e la bile nera. Egli suggerì che uno squilibrio di questi umori, con un eccesso di bile nera in varie parti del corpo, potesse causare il cancro. Questa era la "teoria umorale". Dopo questa teoria, arrivò la "teoria della linfa". Stahl e Hoffman teorizzarono che il cancro fosse causato dalla fermentazione e dalla degenerazione della linfa, che può variare in densità, acidità e alcalinità. John Hunter, un chirurgo scozzese del diciottesimo secolo, giunse alla conclusione che i tumori si sviluppano dalla linfa, costantemente rilasciata nel sangue.

Zacutus Lusitani (1575 - 1642) e Nicholas Tulp (1593 - 1674), due medici olandesi, conclusero che il cancro fosse contagioso. Nel corso del diciassettesimo e diciottesimo secolo, infatti, alcuni credevano che il cancro fosse contagioso. Nel 1838, il patologo tedesco Johannes Muller dimostrò che il cancro è costituito da cellule, piuttosto che dalla linfa. Muller affermò che le cellule tumorali si sviluppano da elementi patogeni, denominati "blastomi", che si trovano in mezzo ai tessuti normali. Rudolph Virchow (1821 - 1902) suggerì che tutte le cellule, comprese le cellule tumorali, derivano da altre cellule. Egli propose la teoria dell'irritazione cronica, e credeva che il cancro si sviluppasse sotto forma liquida. Nel 1860, il chirurgo tedesco Karl Thiersch dimostrò che i tumori metastatizzano attraverso la diffusione di cellule maligne, e non come un liquido. Fino al 1920, inoltre, si pensava che i traumi fossero la causa dei tumori. In effetti, questo potrebbe essere vero, ma solo in alcuni casi e relativamente pochi.

Lo screening ed i check-up, per quanto riguarda il cancro, aiutano ad effettuare eventuali diagnosi precoci. Il primo test di screening ad essere stato apiamente utilizzato per il cancro è stato il Pap Test. Questo esame diagnostico, sviluppato da George Papanicolaou, aveva inizialmente l'obiettivo di comprendere il ciclo mestruale. Questo ricercatore ha poi osservato che il test poteva essere di aiuto per identificare il cancro della cervice uterina ad uno stadio precoce, e presentò la sua scoperta nel 1923. A partire dai primi anni 1960, l'American Cancer Society ACS ha promosso questo test, che è diventato in tutto il mondo uno strumento di screening largamente utilizzato. Le moderne metodologie di mammografia sono state sviluppate nei tardi anni 1960, ed ufficialmente raccomandati da parte dell'ACS a partire dal 1976.

Nella storia dei tumori, ci si è accorti abbastanza presto che la chirurgia poteva essere un trattamento d'elezione per la cura. Il medico romano Celso, però, aveva notato che nonostante gli interventi chirurgici i tumori spesso tornavano a presentarsi. Galeno ha scritto molto riguardo alle tecniche chirurgiche da utilizzare per il trattamento dei tumori, ma all'epoca la chirurgia era piuttosto primitiva, con molte possibili complicazioni, fra cui l'eccessiva perdita di sangue. La chirurgia in ambito oncologico si sviluppò soprattutto nel diciannovesimo e ventesimo secolo, dopo i progressi fatti nel campo dell'anestesia.

Bilroth in Germania, Handley a Londra e Halsted a Baltimora sono stati i pionieri della chirurgia oncologica. William Steward Halsted, professore di chirurgia presso la Johns Hopkins University, sviluppò la mastectomia radicale nell'ultimo decennio del diciannovesimo secolo per i tumori al seno. Il suo lavoro si basava su quello svolto da W. Sampson Handley. Stephen Paget, un chirurgo inglese contemporaneo di questi medici, scoprì che i tumori si diffondevano attraverso la circolazione sanguigna. Questa comprensione delle metastasi è diventata un elemento fondamentale per capire se un paziente possa o meno ottenere un beneficio dal trattamento chirurgico del cancro.

Nel 1896, un professore di fisica tedesco di nome Wilhelm Conrad Roentgen, scoprì i Raggi X e ne presentò le proprietà. Nei mesi e negli anni successivi, questa scoperta venne utilizzata dapprima a fini diagnostici, e poi anche per il trattamento dei tumori. In seguito, non si utilizzarono solo più questi raggi ad alta frequenza dello spettro elettromagnetico, ma ebbe inizio la medicina nucleare vera e propria, con l'impiego di elementi ed isotopi radioattivi e, in particolare, del radio e di macchine diagnostiche a tensione relativamente bassa.

Per quanto riguarda i farmaci chemioterapici, l'inizio fu certamente singolare. Durante la Prima Guerra Mondiale, i soldati esposti al gas mostarda, durante le battaglie, sviluppavano una soppressione tossica delle cellule del midollo osseo. Poco tempo dopo, una forma simile di composto azotato di gas mostarda venne utilizzata per alcuni tipi di tumori dei linfonodi, chiamati linfomi. Da queste scoperte in poi, la chemioterapia ha compiuto notevoli passi in avanti, tuttavia l'elemento di efficacia rimane all'incirca il medesimo: bloccare la replicazione cellulare con sostanze di per sé piuttosto tossiche e spesso potenzialmente mutagene, ma utili per rallentare lo sviluppo dei tumori.

Nel diciannovesimo secolo, Thomas Beatson scoprì che il seno dei conigli smetteva di produrre latte dopo la rimozione delle ovaie. In seguito utilizzò la rimozione delle ovaie o ovariectomia nelle donne, per contrastare il carcinoma mammario avanzato. Tuttavia, questa forma d'intervento radicale venne utilizzata prima che fossero scoperte le sostanze ormonali responsabili di questi processi fisiologici. Questo lavoro fornì le basi per l'uso moderno della terapia ormonale, che vede l'impiego di farmaci come il tamoxifene e gli inibitori dell'aromatasi, per trattare o prevenire il cancro al seno.

Dal punto di vista farmacologico, le scoperte più recenti riguardano l'immunoterapia. Con una maggiore comprensione della biologia delle cellule tumorali, diversi agenti biologici sono stati sviluppati per il trattamento dei tumori. Questi farmaci sono chiamati modificatori della risposta biologica (BRM) o immunoterapici. Fra questi ci sono gli anticorpi monoclonali. Le prime terapie a base di anticorpi monoclonali erano costituite da due farmaci: il rituximab (Rituxan) e il trastuzumab (Herceptin), approvati alla fine degli anni 1990 per trattare il cancro al seno e il linfoma, rispettivamente. Gli scienziati stanno anche studiando dei vaccini in grado di stimolare la risposta immunitaria del corpo contro le cellule tumorali. La molecola trastuzumab (Herceptin) è anche un inibitore del fattore di crescita, come il gefitinib (Iressa), l'imatinib (Glivec) e il cetuximab (Erbitux). Un altro approccio moderno e mirato consiste nel bloccare la formazione dei vasi sanguigni, con l'intento di togliere rifornimenti al tumore, mediante farmaci come il bevacizumab (Avastin).

 

 

Per quanto riguarda le Strutture Sanitarie che si occupano di oncologia a Torino e in Piemonte, si possono citare i tre ospedali dell'ASL Città di Torino: Maria Vittoria, San Giovanni Bosco e Martini; l'Ospedale Molinette, l'Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano e l'Ospedale San Giovanni Antica Sede di Torino. In particolare, in Piemonte e Valle d'Aosta esiste la Rete Oncologica, la cui sede principale è situata presso la Città della Salute e della Scienza (Ospedale Molinette). La Rete Oncologica del Piemonte vede coinvolti anche l'Ospedale San Luigi, l'Ospedale Mauriziano, l'Istituto per la Ricerca sul Cancro di Candiolo e l'ASL Città di Torino. In tutte queste Strutture Ospedaliere sono presenti i CAS o Centri Accoglienza e Servizi, che sono dei punti di riferimento dedicati ai pazienti, utili per ottenere assistenza, orientamento, supporto, prenotazioni ed informazioni. Grazie ai CAS, gli utenti degli ambulatori e dei reparti oncologici possono anche trovare aiuto per quanto riguarda gli aspetti amministrativi e gestionali, lungo l'intero percorso di cura, diagnostico e terapeutico, sia di tipo medico sia di tipo chirurgico. L'Istituto di Candiolo, specializzato nella cura e nella ricerca oncologica, è frutto del lavoro congiunto di tre istituzioni: la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro onlus, l'Università degli Studi di Torino e la Fondazione del Piemonte per l'Oncologia. Altre strutture piemontesi che offrono servizi in ambito oncologico sono l'Ospedale di Ivrea, l'Ospedale di Cuorgnè, l'Ospedale di Castellamonte, l'Ospedale di Torre Pellice, l'Ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo, l'Ospedale di Pomaretto e, nel capoluogo piemontese: l'Ospedale Cottolengo, l'Ospedale Gradenigo Humanitas, l'Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant'Anna, l'Ospedale Infantile Regina Magherita, la Casa di Cura Sedes Sapientiae e la Clinica Santa Caterina da Siena.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn




Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo