Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Farmaci

 

Due nuovi farmaci che aiutano il sistema immunitario a combattere alcuni dei tumori più letali stanno aiutando anche i pazienti a vivere più a lungo, rispetto a quanto avviene con altre terapie; questo secondo i risultati di studi clinici che dovrebbero aumentare ulteriormente la fiducia nei confronti di nuovi approcci in oncologia. La società Merck & Co ha dimostrato che il suo farmaco Keytruda ha aiutato molti pazienti con melanoma avanzato a sopravvivere di almeno tre anni, mentre la società Bristol-Myers ha dimostrato che il suo farmaco Opdivo può prolungare la vita ad un numero significativo di pazienti con cancro polmonare avanzato di almeno due anni. Questi risultati sono stati comunicati dalla American Society of Clinical Oncology, nel corso di un congresso a Chicago.

Keytruda e Opdivo sono due farmaci della "prima ondata" di medicinali immuno-oncologici di successo, il cui costo è di 150.000 dollari per ogni anno di terapia. Essi agiscono bloccando una proteina chiamata PD-1, che i tumori utilizzano per eludere il rilevamento del sistema immunitario nei loro confronti. In uno studio, i ricercatori hanno seguito 655 pazienti con melanoma avanzato, ed hanno riportato che il 40% di coloro a cui è stato somministrato il Keytruda era ancora vivo dopo tre anni dall'inizio del trattamento. Prima della comparsa di questi nuovi farmaci, questa forma mortale di cancro della pelle portava alla morte dei pazienti meno di un anno dopo che la malattia si era diffusa ad altre parti del corpo.

La sopravvivenza ottenuta grazie al Keytruda è stata più o meno la stessa anche in pazienti precedentemente trattati con un precedente farmaco immunoterapico chiamato Yervoy della Bristol-Myers. Secondo un paio di studi riguardanti il cancro al polmone, il farmaco Opdivo di Brystol-Myers ha permesso di allungare di due anni la vita dei pazienti, rispetto a quelli curati con la chemioterapia. Uno studio riguardante l'Opdivo ha coinvolto 272 pazienti con la forma squamosa non a piccole cellule di cancro al polmone (NSCLC), che era progredito dopo un precedente trattamento chemioterapico. Il 23% dei pazienti che aveva ricevuto il farmaco Opdivo era ancora vivo dopo due anni, rispetto all'8% di quelli trattati con il farmaco chemioterapico standard docetaxel.

 

Pembrolizumab O Keytruda

 

Nick Botwood, capo sviluppo della Bristol-Myers per i tumori del polmone, della testa e del collo, ha affermato: "Stiamo davvero iniziando ora a fornire la promessa della immuno-oncologia, cioè di dare al maggior numero possibile di pazienti un potenziale beneficio di sopravvivenza. C'è una netta differenza fra l'Opdivo ed il vecchio standard di cura, che è la chemioterapia." In uno studio separato, che ha coinvolto 582 pazienti con NSCLC, il 29% di quelli trattati con Opdivo dopo la chemioterapia era ancora vivo dopo due anni, contro il 16% di quelli trattati solo con docetaxel. I tipi di tumore NSCLC sono associati con il fumo, e danno una sopravvivenza relativamente a breve termine. Queste forme di cancro rappresentano l'80% dei tumori polmonari.

L'incidenza di gravi effetti collaterali, nei due studi, è stata molto più bassa con Opdivo rispetto alla chemioterapia, secondo la società. Opdivo e Keytruda sono farmaci iniettabili realizzati con biotecnologie, e stanno rapidamente diventando lo standard di seconda linea di cura per i tumori NSCLC dopo la chemioterapia, così come il trattamento di scelta per il melanoma. Essi sono anche in fase di sperimentazione contro un'ampia varietà di tumori, e in combinazione con molti farmaci, compresi altri medicinali immunoterapici ed altri tipi di farmaci antitumorali.

La Commissione Europea ha approvato il pembrolizumab (Keytruda), la terapia anti-PD-1, con un dosaggio di 2 mg/kg ogni tre settimane, per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico i cui tumori esprimono PD-L1 e che hanno ricevuto almeno un precedente regime chemioterapico. I pazienti con mutazioni tumorali EGFR o ALK dovrebbero aver ricevuto anche la terapia approvata per queste mutazioni, prima di ricevere pembrolizumab. La Commissione Europea ha inoltre approvato il nivolumab (Opdivo) per il trattamento di pazienti adulti con linfoma di Hodgkin classico (cHL) in recidiva o refrattario dopo trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) e trattamento con brentuximab vedotin. Nivolumab è ora il primo e unico inibitore di PD-1 approvato per una neoplasia ematologica nell’Unione Europea. Quest'approvazione permette la commercializzazione del nivolumab nel linfoma di Hodgkin classico in recidiva o refrattario in tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea.

 

Nivolumab O Opdivo

 

Il Nivolumab, il cui nome commerciale è Opdivo, agisce bloccando un regolatore negativo di attivazione delle cellule T e la risposta, consentendo al sistema immunitario di attaccare il tumore. La proteina PD-1 è presente sulla superficie delle cellule T attivate. Il Nivolumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, creato originariamente in laboratorio dagli scienziati della Medarex utilizzando dei topi transgenici, con un sistema immunitario umanizzato. La notizia riguardante la scoperta di questo farmaco, originariamente chiamato MDX-1106, è stata molto più tardi. Medarex ha concesso in licenza i diritti per il Nivolumab alla società giapponese Ono Pharmaceutical nel 2005. La società Bristol-Myers ha acquisito Medarex nel 2009 per 2,4 miliardi di dollari, soprattutto per il suo programma immunoterapico.

I promettenti risultati degli studi clinici, resi pubblici nel 2012, hanno causato entusiasmo fra gli analisti del settore e fra i media; la proteina PD-1 è stata avidamente perseguita come l'obiettivo biologico del momento, da aziende come Merck & Co con il Pembrolizumab (keytruda), Roche e Genentech con l'Atezolizumab, GlaxoSmithKline e Teva, tutte in competizione fra loro. Ono Pharmaceutical ha ricevuto l'approvazione da parte delle autorità di regolamentazione giapponesi di usare il Nivolumab per trattare il melanoma non operabile nel mese di luglio del 2014, e questa è stata la prima approvazione regolamentata per un inibitore della proteina PD-1. Merck & Co ha ricevuto la prima approvazione da parte della FDA per il Keytruda nel mese di settembre del 2014. Il Nivolumab ha ricevuto l'approvazione della FDA per il trattamento del melanoma nel mese di dicembre del 2014. Nel mese di aprile del 2015, il comitato dei medicinali per uso umano dell'Agenzia Europea per i medicinali ha raccomandato l'approvazione del Nivolumab per il melanoma metastatico come monoterapia. Nel mese di marzo del 2015, la FDA degli Stati Uniti ha approvato il farmaco per il trattamento del cancro del polmone a cellule squamose. Il 19 giugno del 2015 la Commissione Europea ha rilasciato un'autorizzazione per l'immissione in commercio, valida in tutta l'Unione Europea.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn




Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo