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La Generazione Z o dei "Post-Millennials" è la coorte demografica nata, per l'appunto, poco dopo i Millennials, ma anche poco prima. Anche se non ci sono date precise ed un ampio consenso, i demografi ed i ricercatori utilizzano tipicamente la metà degli anni '90 e la metà degli anni 2000 (o 2010) come anni di inizio e di termine di questa generazione. Un aspetto significativo di questa generazione è l'uso diffuso di Internet fin dalla giovane età. I membri della Generazione Z sono in genere a proprio agio con la tecnologia informatica, ed interagiscono sui siti di social media per quanto riguarda una parte significativa dei loro rapporti interpersonali. Alcuni commentatori hanno suggerito che crescere attraverso la "Crisi" ha dato alla coorte una sensazione di instabilità e di insicurezza. Gli autori William Strauss e Neil Howe hanno scritto diversi libri sull'argomento delle "generazioni" e sono ampiamente accreditati per via delle loro teorie sui "Millennials". Howe, tempo fa, affermò: "Nessuno sa come si chiamerà la prossima generazione dopo i Millennials". Nel 2005, tuttavia, la loro azienda sponsorizzò un concorso online in cui gli intervistati avevano votato in modo decisivo per il nome Homeland Generation. Questo avveniva non molto tempo dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre del 2001, e come si sa una conseguenza del disastro è stata che gli americani non si sono sentiti più sicuri a casa, così come in generale la popolazione mondiale. Howe ha però descritto tale definizione come "non totalmente coniugata" alla generazione, ed ha affermato: "I nomi vengono inventati da persone che hanno un grande seguito da parte della stampa. Tutti cercano un aggancio."

Ragazzi Della Generazione Z

 

Nel 2012, USA Today ha sponsorizzato un concorso online per scegliere il nome della prossima generazione dopo i Millennials. È stato suggerito il nome di Generazione Z, anche se il giornalista Bruce Horovitz ha pensato che alcuni avrebbero potuto trovare il termine fuori luogo. Alcuni altri nomi proposti erano: iGeneration, Gen Tech, Gen Wii, Net Gen, Nativi Digitali (definizione comunque ampiamente utilizzata, soprattutto per indicare i ragazzi che fin da bambini utilizzano i dispositivi informatici portatili) e Plurals. Il termine Postmilennals è un nome dato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani e da Pew Research, nelle statistiche pubblicate nel 2016, mostrando le relative dimensioni e date delle generazioni. Le stesse fonti hanno dimostrato che, a partire dall'aprile del 2016, la generazione dei Millennials, numericamente, aveva superato la popolazione dei "Baby Boomers" negli Stati Uniti (77 milioni rispetto ai 76 milioni del 2015). iGeneration (o iGen) è un nome che diverse persone sostengono di aver coniato. Il rapper di Stanford MC Lars ha usato questa definizione in una sua canzone del 2006 intitolata "iGeneration", che lo ha reso popolare su MTVu. Il professore di psicologia ed autore Jean Twenge afferma che il nome iGen era "appena entrato nella sua testa" mentre stava guidando vicino alla Silicon Valley, e che aveva intenzione di usarlo come titolo del del suo libro sulla generazione millenaria fino a quando è stato superato dal suo editore. Il demografo Cheryl Russell sostiene di aver utilizzato il termine nel 2009. Nel 2012, la rivista Ad Age pensava che iGen fosse "il nome che meglio si adatta e che porterà alla comprensione di questa generazione". Nel 2014, uno studente di NPR ha notato che iGeneration "sembra essere vincente" come il nome Postmillennials. È stato descritto come "un'occhiolino e cenno all'iPod e all'iPhone di Apple".

Frank N. Magid Associates, un'agenzia di pubblicità e marketing, ha definito questa coorte come "La Generazione Pluralista" o "Plurals". Turner Broadcasting System ha anche sostenuto di chiamare la generazione Post-Millennials con il termine "Plurals". MTV ha etichettato la generazione "The Founders", basandosi sui risultati di un sondaggio condotto nel marzo del 2015. Il presidente di MTV Sean Atkins ha commentato: "hanno questa autoconsapevolezza che il sistema è stato rotto, ma non possono essere la generazione che dice che di spezzarlo ancora di più". Statistics Canada ha notato che la coorte è talvolta definita "la generazione di Internet", in quanto è la prima generazione che nasce dopo la diffusione di Internet (primi anni '90). In Giappone, la coorte è descritta come "Nativi Neo-Digitali", un passo oltre la precedente coorte descritta come "Nativi Digitali". I nativi digitali comunicano principalmente con testo o voce, mentre i nativi neo-digitali usano video o film. Ciò sottolinea il passaggio da PC a cellulare e da testo a video fra la popolazione neo-digitale. Statistics Canada definisce la Generazione Z a partire dall'anno di 1993, e non riconosce la coorte di Millennials tradizionale. Randstad Canada descrive la Generazione Z come quella nata fra il 1995 e il 2014. Il Centro di Ricerca McCrindle australiano definisce la Generatione Z come quella dei nati fra il 1995 e il 2009, a partire da un aumento registrato dei tassi di natalità e adattando la loro definizione più nuova di una generazione di span di età massima di 15 anni. Una relazione del 2014 di Sparks and Honey descrive la Generazione Z come quella dei nati nel 1995 o successivamente. L'autore Jean Twenge descrive la iGen come quella dei nati dal 1995 al 2012.

Nel loro libro How Cool Brands Stay Hot, gli autori Joeri van den Bergh e Mattias Behrer definiscono la Generazione Z come quella dei nati dopo il 1996. In Giappone, le generazioni sono definite da un periodo di dieci anni ciascuna, con "nativi neo-digitali" a partire dal 1996. MTV ha descritto la Generazione Z come quella dei nati dopo il dicembre del 2000, per via di un sondaggio condotto da questa rete telesisiva riguardo ai possibili nomi per la coorte. L'American Marketing Association descrive la Generazione Z come quella dei nati dopo l'11 settembre 2001, suggerendo che la coorte sia soprannominata Gen 9/11, sostenendo che "tutti i bambini nati dopo l'11 settembre 2001 sperimenteranno un mondo completamente diverso da tutte le generazioni che lo hanno preceduto". L'autore Neil Howe definisce la coorte come costituita da persone nate a partitre dagli anni 2005 - 2025, ma tratteggia anche la linea di divisione fra la Generazione Z ed i Millennials come "un tentativo", dicendo: "non si può essere sicuri dove la storia un qualche giorno traccia una linea di divisione fra le coorti fino a quando una generazione arriva alla maturità". Howe ha affermato che la gamma dei Millennials che inizia nel 1982 indica la finestra della nuova generazione che inizia fra il 2000 e il 2006. Secondo Forbes (2015), la generazione dopo i Millennials, la Generazione Z, costituisce il 25% della popolazione statunitense, rendendola una coorte più grande di quella dei Baby Boomers o dei Millennials. Frank N. Magid Associates stima che negli Stati Uniti il 55% della Generazione Z sia non caucasica, con il 24% ispanico, il 14% afroamericano, il 4% asiatico e il 4% multirazziale o altro.

 

Il Prossimo Mercato Generazione Z

 

La Generazione Z è costituita prevalentemente dai figli della "Generazione X", ma questi ragazzi hanno anche genitori che sono definibili come "Millennials". Secondo la Frank N. Magid, questa generazione "è quella che meno probabilmente creda che esista una cosa come il Sogno Americano, perché la Generazione X, ossia i genitori dei Plurals (Generazione Z), dimostra già essa di credere poco nel concetto di "sogno americano" fra le generazioni adulte". Secondo la Società Americana di Pubbliche Relazioni, la "Crisi" ha insegnato alla Generazione Z di essere indipendente, e ha portato ad un desiderio imprenditoriale, dopo aver visto i loro genitori ed i fratelli più anziani lottare per rimanere nel mondo del lavoro. Un sondaggio condotto nel 2013 da Ameritrade ha scoperto che il 47% dei rappresentanti della Generazione Z negli Stati Uniti (considerati qui fra i 14 ei 23 anni) era preoccupato per il debito degli studenti, mentre il 36% era preoccupato riguardo alla possibilità che tutti avessero un'istruzione universitaria. Questa generazione si trova ad affrontare un crescente divario di reddito fra le persone ed una riduzione della classe media, fatti che hanno portato ad aumentare i livelli di stress nelle famiglie.

Sia gli attacchi terroristici dell'11 settembre sia la Grande Recessione hanno influenzato notevolmente gli atteggiamenti di questa generazione negli Stati Uniti, nonché in altre parti del cosiddetto "mondo sviluppato". Poiché anche i più "anziani" membri della Generazione Z erano figli piccoli o non ancora nati quando si sono verificati gli attacchi dell'11 settembre, non vi è memoria di generazione di un tempo in cui gli Stati Uniti non fossero in guerra con delle forze legittimamente definite come terrorismo globale. Turner suggerisce che sia probabile che entrambi gli eventi abbiano provocato una sensazione di instabilità e di insicurezza fra i popoli della Generazione Z. La recessione economica del 2008 è particolarmente importante per quanto riguarda gli eventi storici che hanno caratterizzato la generazione Z, a causa dei modi in cui la l'infanzia di questi ragazzi e ragazze è stata colpita dall'ombra della recessione medesima; cioè lo stress finanziario dei genitori. Anche se i Millennials hanno sperimentato questi eventi durante la loro età, la Generazione Z è passata attraverso di loro come una parte della loro infanzia, influenzando il loro realismo e la visione del mondo.

Uno studio del 2014 di Generation Z Goes to College ha scoperto che gli studenti della Generazione Z si definiscono come leali, compassionevoli, pensierosi, aperti, responsabili e determinati. Essi considerano i loro coetanei competitivi, spontanei, avventurieri e curiosi; tutte caratteristiche che non vedono in se stessi. Inoltre, alcuni autori ritengono che alcune delle loro competenze siano state trasformate a causa della loro familiarità con i dispositivi digitali, le piattaforme e i testi. Uno studio americano del 2016 ha rilevato che la frequenza della Chiesa durante l'età adulta era del 41% fra la generazione Z, rispetto al 18% dei Millennislas della stessa età, il 21% della Generazione X e il 26% dei Baby Boom. La Generazione Z è generalmente più avversa al rischio in alcune attività rispetto alle generazioni precedenti. Nel 2013, il 66% degli adolescenti (i vecchi membri della Generation Z) aveva provato l'alcool, sceso dall'82% nel 1991. Anche nel 2013, l'8% degli adolescenti della Generazione Z mai o raramente aveva indossato una cintura di sicurezza in un'auto con qualcuno, contrariamente al 26% nel 1991.

 

Always Online Sempre Connessi

 

La generazione Z è la prima coorte ad avere la tecnologia Internet così prontamente disponibile ad un'età molto giovane. Con la rivoluzione web che si è verificata negli anni '90, sono stati esposti a una tecnologia senza precedenti nella loro educazione. Poiché la tecnologia è diventata più compatta e accessibile, la popolarità degli smartphone negli Stati Uniti è cresciuta in modo esponenziale. Con il 77% dei ragazzi di età compresa fra i 12 e i 17 anni che possedeva un cellulare nel 2015, la tecnologia ha influenzato fortemente la Generazione Z in termini di comunicazione ed istruzione. Forbes ha suggerito che nel momento in cui la Generazione Z entra nel luogo di lavoro, la tecnologia digitale è un aspetto di quasi tutti i percorsi di carriera. Anthony Turner caratterizza la Generazione Z come un "legame digitale a Internet" e sostiene che possa aiutare i giovani a sfuggire alle lotte emotive e mentali che affrontano offline, ossia quando non sono connessi. Secondo i consulenti statunitensi Sparks and Honey nel 2014, il 41% della Generazione Z trascorre più di tre ore al giorno usando computer per fini diversi dal lavoro scolastico, contro il 22% del 2004. Circa i tre quarti dei 13-17enni usano i loro cellulari quotidianamente, per più tempo della TV. Più della metà delle madri intervistate afferma che Internet li influenza nelle decisioni per l'acquisto di giocattoli, abbigliamento, cibo, intrattenimento, TV, mobili e computer. Fra i social media, Instagram e Snapchat sono i più popolari. Per non parlare di Facebook, Twitter e Whatsapp, più popolari fra i Millennials, solitamente. Nel 2015, circa 150.000 applicazioni dell'App Store di Apple, ossia il 10%, erano educative e rivolte ai bambini fino al livello universitario. Una vera e propria "generazione digitale" si sta formando in questi anni nel mondo. Anche se i ricercatori ed i genitori concordano sul fatto che il cambiamento nel paradigma educativo sia significativo, i risultati dei cambiamenti sono misti. Da un lato, gli smartphone offrono il potenziale di un coinvolgimento più profondo nell'apprendimento e nell'insegnamento più individualizzato, rendendo questa generazione potenzialmente più istruita. D'altra parte, alcuni ricercatori e genitori sono preoccupati che la prevalenza dell'uso degli smartphone possa causare dipendenza dalla tecnologia e mancanza di autoregolamentazione, le quali a loro volta possono ostacolare lo sviluppo dei bambini. Per non parlare del fatto che questa "istruzione" è essenzialmente frutto di ricerche effettuate in Internet, del tipo "prendi quello che ti viene servito". In pratica, sta aumentando la "quantità", ma non necessariamente anche la "qualità" delle informazioni ottenute.

Man mano che i bambini diventano adolescenti, ricevere un telefono cellulare "smartphone" (letteralmente: telefono intelligente) è considerato un rito di passaggio in alcuni Paesi, consentendo al proprietario di essere ulteriormente connesso con i suoi coetanei, ed è ora anche una norma sociale per averne uno in età precoce. In un articolo del Pew Research Center si affermava che "quasi i tre quarti degli adolescenti ha accesso ad uno smartphone e il 30% ha un telefono di base, mentre solo il 12% degli adolescenti 13-17enni dice di non avere alcun telefono cellulare". Questi numeri sono solo in aumento e il fatto che la maggioranza dei Gen Z possiede un cellulare è diventato un tratto distintivo di questa generazione. Come risultato di questo fatto "il 24% degli adolescenti è online quasi costantemente". Gli adolescenti hanno maggiori probabilità di condividere diversi tipi di informazioni, a partire dal 2012, rispetto al 2006. Tuttavia, prendono spesso determinate misure per proteggere alcune informazioni che non vogliono che siano condivise. Essi hanno maggiori probabilità di "seguire" altri ragazzi sui social media e di "condividere" ed utilizzare diversi tipi di social media o social network per scopi diversi. I test di gruppo hanno rilevato che anche se gli adolescenti possono essere infastiditi da molti aspetti di Facebook, continuano ad usarlo perché la partecipazione è importante in termini di socializzazione con amici e coetanei. Twitter e Instagram sono considerati sempre più popolari fra i membri della Generazione Z, con il 24% (e crescente) di adolescenti con accesso a Internet che hanno un account Twitter. Snapchat ha anch'esso guadagnato attrazione fra la Generazione Z perché video, immagini e messaggi possono essere inviati velocementeveloce. La velocità e l'affidabilità sono fattori importanti per i membri della Generazione Z, per quanto riguarda la scelta delle piattaforme di social network. Questa esigenza di comunicazione rapida è offerta da tutte le applicazioni popolari fra la Generazione Z, con ampio uso di emoticon ed emoji.

In uno studio condotto da alcuni psicologi, si è scoperto che i giovani utilizzano Internet come un modo per ottenere accesso alle informazioni e per interagire con gli altri. La tecnologia mobile, i social media e l'utilizzo di Internet sono diventati sempre più importanti per gli adolescenti moderni nell'ultimo decennio. I giovani stanno utilizzando Internet come strumento per acquisire competenze sociali, che si applicano alle situazioni di vita reale, e per tenersi informati circa le cose che li interessano. Gli adolescenti spendono la maggior parte del loro tempo online in comunicazione privata con persone che interagiscono con l'esterno mediante Internet in modo regolare. Anche se i social media sono usati per tenere il passo con le notizie e con le connessioni globali, sono utilizzati principalmente per sviluppare e mantenere relazioni con persone piuttosto "vicine" geograficamente. L'uso dei social media è ormai parte integrante della vita quotidiana di molti genitori che hanno accesso alla tecnologia mobile. Lo usano quotidianamente per rimanere in contatto con amici e familiari, in particolare quelli che vedono ogni giorno. Di conseguenza, l'aumento dell'uso della tecnologia mobile ha fatto sì che la Generazione Z dedichi più tempo ai propri smartphone e ai social media. Si tratta dellla prima generazione a crescere con la tendenza ad essere nell'occhio pubblico, ed aggiornare costantemente la propria vita sui social media li rende una generazione più "autoconsapevole". Di conseguenza, essi sperimentano una maggiore pressione esterna rispetto alle generazioni precedenti. Questa frequente esposizione alla tecnologia ha influenzato le loro aspettative e il loro comportamento. Il boom dominante dei social media ha un impatto psicologico sulla Generazione Z, dato che attribuisce grande importanza all'aspetto personale. Ad esempio, secondo una recente relazione di Fung Global, la Generatione Z ha speso circa 829,5 miliardi di dollari, di cui 66 miliardi di dollari spesi per categorie discrezionali, mentre la maggior parte delle spese sono state utilizzate per categorie essenziali: abitazione, buoni, trasporti e così via. Un'indagine effettuata dall'agenzia pubblicitaria J. Walter Thomson afferma che la maggioranza degli adolescenti è preoccupata per come la loro pubblicazione verrà percepita da persone o dai loro amici. Il 72% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare quotidianamente i social media, e l'82% ha dichiarato di pensare attentamente a ciò che pubblica sui social media. Inoltre, il 43% ha dichiarato di essersi pentito di alcuni "post" pubblicati in passato.

Lo sviluppo della tecnologia ha dato mobilità e immediatezza alle abitudini di consumo di questi ragazzi. L'economia "on demand", definita come "l'attività economica creata dalle aziende tecnologiche che soddisfano la domanda dei consumatori attraverso l'immediata fornitura di beni e servizi", ha fatto cambiamenti nel modo in cui questi beni e servizi vengono offerti ai consumatori. Solo la generazione che cresce al centro di questo periodo di trasformazione si stabilirà come un consumatore esigente per quanto riguarda l'immediatezza. "Compra oggi quello che vuoi oggi". Secondo un'analisi dell'Università Nordorientale, l'81% della Generazione Z pensa che un diploma universitario sia necessario per raggiungere gli obiettivi di carriera. Poichè la Generazione Z entra nella scuola superiore e comincia a prepararsi per il college, una preoccupazione primaria sta pagando un'istruzione universitaria senza l'acquisizione del debito. Gli studenti riferiscono di lavorare duro al liceo, nella speranza di guadagnare borse di studio e nella speranza che i genitori pagheranno i costi universitari non coperti da queste borse di studio se non conseguite. Gli studenti segnalano inoltre interesse per programmi come il ROTC come mezzo per coprire i costi universitari. Secondo NeaToday, una pubblicazione dell'Associazione Nazionale per l'Educazione, due terzi della Generazione Z che entra in college sono preoccupati per l'università.

Gli analisti di Goldman Sachs Robert Boroujerdi e Christopher Wolf descrivono la Generazione Z come "più conservatrice, più orientata al denaro, più imprenditoriale e pragmatica rispetto ai soldi rispetto ai Millennials". Secondo Hal Brotheim in "Introduzione alla Generazione Z", questi ragazzi e ragazze saranno migliori impiegati e lavoratori futuri. Con le competenze necessarie per sfruttare le tecnologie avanzate, saranno significativamente più utili alla tipica azienda di alta tecnologia di oggi. Brotheim sostiene che le loro preziose caratteristiche sono la loro accettazione di nuove idee ed una diversa concezione della libertà rispetto alle generazioni precedenti. Come risultato del massiccio utilizzo dei social media e delle tecnologie a cui sono abituati, essi sono ben preparati per un ambiente imprenditoriale globale. Un'altro fatto importante da sottolineare è che la Generazione Z non vuole più solo un lavoro: cerca di più. Essi vogliono una sensazione di soddisfazione e di eccitazione nel loro lavoro, che li aiuti a spostare il mondo "in avanti". La Generazione Z è desiderosa di essere coinvolta nella comunità e nel suo futuro. Prima dell'università, la Generazione Z è già nel mondo che cerca come sfruttare le opportunità professionali pertinenti che daranno loro esperienze per il futuro. In India, un'indagine del 2016 di JobBuzz.in, un'occupazione di dipendenti ed una piattaforma di rating dei datori di lavoro, ha mostrato che i professionisti della Generazione Z hanno iniziato meglio sul mercato del lavoro rispetto alla vecchia "Generazione Y".

Matt Carmichael, ex direttore della strategia dei dati alla Advertising Age, ha rilevato nel 2015 che molti gruppi "stanno competendo per trovare il nome intelligente" per la generazione dopo la Generazione Z. Mark McCrindle ha suggerito "Generazione Alpha" e "Generation Glass" come nomi per la coorte generazionale successiva. McCrindle ha previsto che questa prossima generazione sarà "la generazione più formalizzata che mai, la generazione più tecnologica e in tutto il mondo la generazione più ricca". Ha scelto il nome "Generazione Alpha", osservando che le discipline scientifiche si spostano spesso nell'alfabeto greco dopo aver esaurito l'alfabeto romano. L'autrice Alexandra Levit ha suggerito che potrebbe non essere necessario un nome per la prossima generazione, visto che la tecnologia ha reso obsolete le tradizionali coorti di 15-20 anni. Levit ha affermato: "Non riesco ad immaginare che la mia babysitter studentessa universitaria abbia la stessa esperienza del mio bambino di quattro anni", nonostante sia della "medesima" Generazione Z.

 

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