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Retinopatia Diabetica

 

La retinopatia diabetica, nota anche come malattia oculare diabetica, è una condizione medica in cui si verifica un danno alla retina dovuto al diabete, ed è una delle cause principali di cecità, soprattutto per le persone di età compresa fra i 20 ed i 64 anni. Questa patologia può colpire fino all'80% delle persone che hanno avuto il diabete per un periodo di 20 anni o più. Almeno il 90% dei nuovi casi può avere conseguenze meno gravi se adeguatamente diagnosticato e trattato, per mezzo di un adeguato monitoraggio e cura degli occhi. In Piemonte, questa particolare attenzione è usata soprattutto nell'ambito dell'ASL Città di Torino e delle strutture sanitarie della Città della Salute e della Scienza, nonché presso gli Ospedali Mauriziano di Torino, San Luigi di Orbassano e nelle Aziende Sanitarie Locali ASL TO5, Cuneo 1, Cuneo 2 e in quella di Biella. Per quanto riguarda questa malattia, dal momento che è strettamente correlata al diabete, occorre un percorso di cura e prevenzione, effettuato per mezzo di un'azione sinergica fra il diabetologo e l'oculista. Grazie a tale metodologia di screening preventivo, è possibile ridurre notevolmente il numero di casi che possono aggravarsi ulteriormente. Queste cure specialistiche verranno presto introdotte in tutte le altre strutture sanitarie, presidi ospedalieri ed ASL della Regione Piemonte, fra cui l'ASL di Alessandria, l'ASL di Asti, l'ASL di Novara, l'ASL TO3, l'ASL TO4, l'ASL TO5, l'ASL di Vercelli e l'ASL del Verbano Cusio Ossola.

La retinopatia diabetica spesso non presenta segni precoci di allerta. Anche l'edema maculare, che può causare una rapida perdita della vista, potrebbe non dare segni di avvertimento per un certo tempo. In generale, tuttavia, una persona con edema maculare probabilmente avrà una visione offuscata, rendendo ad esempio difficile la lettura. In alcuni casi, la visione migliora o peggiora durante il giorno. Nella prima fase, chiamata retinopatia diabetica non proliferativa, non ci sono sintomi, i segni non sono visibili all'occhio e i pazienti hanno una visione di 20/20. L'unico modo per rilevare questa fase iniziale è la fotografia del fondo, in cui si possono vedere dei microaneurismi. Se c'è una visione ridotta, l'angiografia a fluorescenza può essere eseguita per vedere la parte posteriore dell'occhio. I vasi sanguigni retinici si restringono o si bloccano in modo chiaro, e questo fenomeno si chiama ischemia retinica, cioè una mancanza di flusso sanguigno.

L'edema maculare, in cui i vasi sanguigni perdono il loro contenuto nella regione maculare, può verificarsi in qualsiasi fase iniziale della malattia. I sintomi dell'edema maculare sono una visione offuscata e immagini scure o distorte, che non sono le stesse in entrambi gli occhi. Il 10% dei pazienti diabetici può avere una perdita della vista relativa all'edema maculare. La tomografia a coerenza ottica può mostrare le aree di inspessimento della retina, causate dell'accumulo di fluido, dell'edema maculare.

Nella seconda fase, i nuovi vasi sanguigni anomali che si formano sul retro dell'occhio portano alla retinopatia diabetica proliferativa. Questi vasi sanguigni possono scoppiare e sanguinare, causando emorragia vitrea e visione sfocata, perché questi nuovi vasi sono fragili. La prima volta che si verifica questo sanguinamento, potrebbe non essere molto grave. Nella maggior parte dei casi, lascia solo poche tracce di sangue o macchie galleggianti nel campo visivo di una persona, anche se i punti spesso vanno via dopo poche ore.

Questi punti vengono spesso seguiti, dopo pochi giorni o settimane, da una perdita maggiore di sangue, che sfoca la visione. In casi estremi, una persona può solo essere in grado di distinguere la luce dal buio dall'occhio colpito. Il sangue può presentarsi per qualche giorno fino a mesi o addirittura anni, prima di essere eliminato dall'interno dell'occhio, e in alcuni casi il sangue non sparisce. Questi tipi di emorragie di grandi dimensioni tendono ad accadere più di una volta, spesso durante il sonno.

Per mezzo dell'esame del fundus, un medico vedrà macchie tipo lana di cotone, emorragie a fiamma, ossia lesioni simili a quelle causate dall'alfa-toxina del Clostridium novyi, ed emorragie dot-blot. Tutte le persone affette da diabete mellito sono a rischio, quelle con diabete di tipo I e quelle con diabete di tipo II. Più è grave la malattia diabetica di una persona, maggiore è il rischio di sviluppare un problema oculare. Dopo 20 anni di diabete, quasi tutti i pazienti con diabete di tipo I ed una percentuale maggiore del 60% dei pazienti con diabete di tipo II hanno un certo grado di retinopatia. Tuttavia, queste statistiche sono state pubblicate nel 2002 utilizzando dati di quattro anni prima, limitando l'utilità della ricerca. Studi precedenti avevano anche mostrato una chiara soglia glicemica fra le persone a rischio alto e basso di contrarre la retinopatia diabetica.

Durante la gravidanza, la retinopatia diabetica può anche essere un problema per le donne con diabete. Si raccomanda pertanto che tutte le donne in gravidanza con diabete effettuino degli esami agli occhi ogni trimestre, per proteggere la loro visione. Le persone con sindrome di Down, che hanno materiale extra cromosoma 21, non acquisiscono quasi mai una retinopatia diabetica. Questa protezione sembra essere dovuta ai livelli elevati di endostatina, una proteina anti-angiogenica, derivata dal collagene XVIII, ed il gene che lo produce si trova sul cromosoma 21.

La retinopatia diabetica è il risultato di danni ai piccoli vasi sanguigni e ai neuroni della retina. I primi cambiamenti rilevati nella retina a causa del diabete, che portano alla retinopatia diabetica, includono un restringimento delle arterie retiniche associato ad un ridotto flusso sanguigno alla retina. La disfunzione dei neuroni della retina interna, seguita nelle fasi successive da cambiamenti nella funzione della retina esterna, sono associati a sottili cambiamenti nella funzione visiva. La disfunzione della barriera retinica del sangue, che protegge la retina da molte sostanze nel sangue (incluse le tossine e le cellule immunitarie), porta alla perdita di componenti del sangue nel neuropile retinico. Più tardi, la membrana basale dei vasi sanguigni retinici si addensa, ed i capillari degenerano e perdono cellule, in particolare periciti e cellule muscolari lisce vascolari, e questo conduce alla perdita di flusso sanguigno, ischemia progressiva e aneurismi microscopici, che appaiono come strutture a palloncino che escono dalle pareti dei capillari. Questo, poi, causa il reclutamento di cellule infiammatorie ed una disfunzione avanzata, nonché degenerazione dei neuroni e delle cellule gliali della retina.

I piccoli vasi sanguigni, come quelli dell'occhio, sono particolarmente vulnerabili alla scarsa regolazione del glucosio nel sangue o glicemia. Un accumulo eccessivo di glucosio danneggia i piccoli vasi sanguigni della retina. Durante la fase iniziale, chiamata retinopatia diabetica non proliferativa, la maggior parte delle persone non nota alcun cambiamento nella propria visione. I cambiamenti iniziali sono reversibili e non minacciano la visione centrale, e sono talvolta chiamati retinopatia simplex o retinopatia di sfondo. Alcune persone sviluppano una condizione chiamata edema maculare, che si verifica quando i vasi sanguigni danneggiati emettono fluidi e lipidi sulla macula, la parte della retina che ci permette di vedere i dettagli. Il fluido porta a gonfiore della macula, che sfoca la visione.

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