Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Statine

 

Le statine, note anche come inibitori della HMG-CoA reduttasi, sono una classe di farmaci che riducono i livelli di lipidi nell'organismo. Le statine sono utilizzate per curare le malattie cardiovascolari e ridurre la mortalità nei soggetti ad alto rischio. Vi sono forti evidenze che le statine sono efficaci nel trattamento delle malattie cardiovascolari nelle fasi iniziali, ossia nella prevenzione secondaria, e nelle persone ad alto rischio ma senza che abbiano già sviluppato questo tipo di patologie, cioè nella prevenzione primaria.

Gli effetti collaterali delle statine includono dolore muscolare, aumento del rischio di diabete mellito e anomalie che risultano dai test degli enzimi epatici. Inoltre presentano altri effetti, rari ma gravi, come i danni muscolari. Questi farmaci, come si è accennato, inibiscono l'enzima HMG-CoA reduttasi, che svolge un ruolo centrale nella produzione del colesterolo, i cui livelli elevati sono associati alle malattie cardiovascolari. Le statine, infatti, sono farmaci comunemente usati per abbassare i livelli di colesterolo nelle persone con un rischio maggiore d'incorrere in malattie cardiache.

A partire dal 2010, un certo numero di statine sono state immesse sul mercato: atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pitavastatina, pravastatina, rosuvastatina e simvastatina. Sono disponibili anche diverse preparazioni a base di combinazioni di una statina e di un altro agente, come l'ezetimibe o la simvastatina.

Anche se l'uso delle statine per il trattamento di persone a rischio di malattie cardiache è stato storicamente piuttosto controverso, nuove ricerche suggeriscono che le statine possono promuovere la salute del cuore migliorando la struttura e, di conseguenza, il funzionamento di questo organo vitale. Nonostante queste controversie, un nuovo studio, presentato all'EuroCMR, tenutosi a Praga nella Repubblica Ceca, suggerisce che i benefici delle statine vanno al di là dei loro effetti di abbassamento del colesterolo.

L'autore principale di questa nuova ricerca, il Dott. Nay Aung, cardiologo dell'Istituto di Ricerca William Harvey della Queen Mary University di Londra, sottolinea i benefici per la salute delle statine. Possono migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni impedendo la formazione di placche sulle loro pareti, oltre a ridurre l'infiammazione. Inoltre, gli studi precedenti hanno dimostrato che possono ridurre lo spessore del muscolo cardiaco ed essere quindi utilizzate come un trattamento per curare l'ipertrofia ventricolare sinistra.

Tuttavia, questi studi anteriori erano stati effettuati principalmente sugli animali, mentre quelli sull'uomo sono stati numericamente più piccoli. Pertanto, il Dott. Aung e il suo team hanno deciso di intraprendere uno studio più ampio per vedere se potevano confermare i risultati. Lo studio ha esaminato il legame fra le statine e la struttura ed il funzionamento del cuore, osservando 4.622 persone senza storia di malattie cardiovascolari. I partecipanti erano iscritti alla UK Biobank. Questa risorsa sanitaria è un database che contiene, oltre ad altri dati, informazioni sull'utilizzo delle statine da parte dei pazienti, e i ricercatori hanno utilizzato un questionario per chiedere ai partecipanti ulteriori informazioni sul loro utilizzo delle statine.

I ricercatori hanno utilizzato MRI cardiaci per misurare il volume e la massa dei ventricoli sinistro e destro. Il Dott. Aung e i suoi colleghi hanno applicato la regressione multipla ai dati, adattandosi a fattori che potevano influenzare i risultati, come l'indice di massa corporea o BMI, l'etnia, la razza e il sesso. Nel complesso, quasi il 17% dei partecipanti stava assumendo statine. Questi pazienti tendevano ad essere più anziani, ad avere un BMI più elevato, una pressione arteriosa superiore e il diabete. Come ha spiegato il Dott. Aung, queste associazioni erano state previste, in quanto le statine sono di solito prescritte per i pazienti con un aumento del rischio di malattie cardiache. Una massa corporea superiore, una pressione arteriosa superiore e il diabete sono tutti fattori di rischio conosciuti per le malattie cardiache.

Ad ogni modo, si è notato che le statine possono "invertire i cambiamenti negativi nel cuore". Lo studio ha rivelato che le persone trattate con statine avevano una struttura e un funzionamento più complessi del cuore. In particolare, coloro che usano statine hanno minori probabilità di sviluppare un muscolo cardiaco inspessito, o ipertrofia ventricolare sinistra, nonché meno probabilità di avere una camera cardiaca ingrandita. Il Dott. Aung ha spiegato: "Avere un cuore grande e grosso è un forte elemento predittore di un attacco cardiaco futuro, insufficienza cardiaca o ictus, e prendere le statine sembra invertire i cambiamenti negativi nel cuore, e questo a sua volta potrebbe ridurre il rischio di esiti negativi".

Anche se questo studio è stato di tipo osservazionale, il Dott. Aung suggerisce possibili spiegazioni sul come le statine possono ridurre lo spessore e il volume del cuore. Si riferisce a studi precedenti che hanno dimostrato la capacità delle statine di ridurre lo stress ossidativo e inibire la produzione di fattori che determinano la crescita cellulare. Lo stress ossidativo è lo stress fisiologico che si verifica nel corpo quando i radicali liberi non vengono adeguatamente annichiliti dagli antiossidanti. Lo stress ossidativo è inoltre associato all'invecchiamento.

Alcuni studi hanno anche suggerito che le statine riducono il rischio di aritmie ventricolari a causa del loro ridotto stress ossidativo. Il Dott. Aung ha aggiunto: "È importante notare che, nel nostro studio, le persone che assumevano statine avevano dei fattori di rischio maggiori di avere problemi cardiaci rispetto a quelle che non usavano statine, ma le prime avevano un rimodellamento positivo del cuore rispetto al gruppo di controllo più sano".

Il Dott. Aung ha anche affrontato il recente dibattito riguardante quali persone dovrebbero ricevere prescrizioni di statine: "Ci sono chiare linee guida su chi dovrebbe ricevere statine. C'è il dibattito sul 'se' si dovrebbero abbassare le dosi e l'interrogativo circa 'quando fermarsi'. Quello che abbiamo trovato è che, per i pazienti che già assumono statine, ci sono effetti benefici oltre l'abbassamento del colesterolo e questo è una cosa buona, ma invece di offrire una prescrizione un po' generica, dobbiamo identificare le persone che hanno più probabilità di trarre beneficio da questi farmaci, cioè applicare la medicina personalizzata."

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn




Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo