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Artrite Reumatoide

 

Le prugne sono una grande fonte di polifenoli e possono contribuire ad alleviare i sintomi infiammatori. Un articolo pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition elenca gli alimenti che hanno dimostrato di alleviare i sintomi dell'artrite reumatoide a lungo termine. L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune. Il fatto che si tratta di un disturbo autoimmune significa che il corpo non riconosce le proprie cellule sane e le attacca come se fossero estranee. Ciò provoca infiammazione alle articolazioni, che si traduce in rigidità, gonfiore, dolore e talvolta persino deformità.

I cosiddetti farmaci antireumatici sono normalmente la prima linea di trattamento per questa condizione, per la quale ora non esiste una cura nota e definitiva. Se una persona che vive con l'artrite reumatoide non reagisce bene a questi farmaci, i cosiddetti modificatori di risposta biologica o farmaci "biologici" sono l'opzione di trattamento di seconda linea. Tuttavia, come indicano gli autori del suddetto articolo, i farmaci biologici sono costosi e possono avere gravi effetti collaterali.

Attualmente, però, i ricercatori dell'Istituto Kalinga per la tecnologia industriale di Bhubaneswar, in India, hanno esplorato alternative dietetiche alla somministrazione di medicinali. Il Dott. Bhawna Gupta, insieme a Shweta Khanna e Kumar Sagar Jaiswal del laboratorio di Biologia delle malattie della Scuola di Biotecnologia dell'Istituto Kalinga, hanno riesaminato "la ricerca proveniente da diversi esperimenti di laboratorio in condizioni diverse". Hanno ridotto i loro risultati a 33 alimenti testati con successo per alleviare i sintomi dell'artrite reumatoide e per rallentare la progressione della malattia.

"Il sostegno alla gestione delle malattie attraverso il cibo e la dieta non presenta effetti collaterali dannosi ed è relativamente economico e facile", ha spiegato il Dott. Gupta. Gli autori elencano gli alimenti raggruppandoli in otto categorie: frutta, cereali, legumi, cereali integrali, spezie, erbe aromatiche, olii e "varie". I frutti includono prugne, pompelmi, uva, mirtilli, banane, melograno, mango, pesche e mele. I cereali comprendono la farina intera d'avena, il pane integrale e il riso intero, mentre l'intera sezione di cereali aggiunge una miscela di mais, segala, orzo, miglio, sorgo e seme di canapa.

Anche le spezie, fra cui la curcuma e lo zenzero, l'olio di oliva, l'olio di pesce, il tè verde e lo yogurt sono anche fra quelli elencati come vantaggiosi. Questi possono ridurre il livello di citochine o sostanze secrete dalle cellule immunitarie che possono causare infiammazione nelle persone con artrite reumatoide e ridurre lo stress ossidativo, migliorando così la capacità del corpo di combattere le tossine.

Il Dott. Gupta ha affermato: "Il consumo regolare di fibre alimentari specifiche, verdure, frutta e spezie, così come l'eliminazione di componenti che causano infiammazione e danni, può aiutare i pazienti a gestire gli effetti dell'artrite reumatoide. L'incorporazione di probiotici nella dieta può anche ridurre la progressione e i sintomi di questa malattia. I pazienti affetti da artrite reumatoide dovrebbero passare da diete onnivore, dal bere alcol e dal fumare alla dieta mediterranea, e all'eliminazione di alcol e fumo, come suggerito dal loro medico o dietista. Il nostro studio si è concentrato su componenti specifici dietetici e fitochimici, provenienti da alimenti che hanno un effetto benefico dimostrato sull'artrite reumatoide."

I ricercatori inoltre suggeriscono che i loro risultati potrebbero essere utilizzati per sviluppare farmaci alternativi. Il Dott. Gupta ha aggiunto: "Le aziende farmaceutiche possono utilizzare queste informazioni per formulare 'nutraceutici'. I nutraceutici hanno un vantaggio rispetto ai medicinali chimici, in quanto non sono associati ad alcun effetto collaterale, provengono da fonti naturali e sono meno costosi."

Tuttavia, gli autori esortano anche le persone affette da artrite reumatoide alla cautela, per quanto riguarda l'incorporazione di questi alimenti nella loro dieta troppo facilmente, o da sole. "I componenti dietetici variano in base alla geografia e alle condizioni meteorologiche", ha affermato il Dott. Gupta, "per cui i pazienti devono essere consapevoli dei loro requisiti nutrizionali, delle allergie e di qualsiasi altra storia di malattie correlate agli alimenti. Esortiamo fortemente le persone in generale a rivolgersi a medici e dietisti, prima di seguire qualsiasi programma di dieta o di assunzione di sostanze alimentari discusse nello studio."
Un'altro studio riguardante l'artrite reumatoide è stato condotto da alcuni ricercatori olandesi, che ritengono di aver trovato un nuovo modo di prevedere se i pazienti con sintomi artritici possano contrarre la forma autoimmune della malattia, cioè l'artrite reumatoide. Con l'artrite reumatoide, la migliore strategia per prevenire un danno articolare potenzialmente paralizzante è la diagnosi preoce. La capacità di differenziare i pazienti che possono sviluppare l'artrite reumatoide vera e propria dagli altri potrebbe essere resa disponibile ai pazienti ed ai loro medici, riducendo così i danni alle articolazioni dei malati, risparmiando inoltre altre persone dagli effetti collaterali legati ai farmaci usati per curare questa malattia.

La ricercatrice principale di questo studio, la Dott.ssa Annette van der Helm-van Mil, una reumatologa del Leiden University Medical Center dei Paesi Bassi, ritiene che non sia auspicabile sottoporre i pazienti a trattamenti che, a lungo termine, non danno beneficio; è meglio dare farmaci contro l'artrite reumatoide solo ai pazienti che hanno un'alta probabilità di progredire nella malattia, che colpisce soprattutto le donne.

La malattia si presenta spesso inizialmente come "artrite indifferenziata", una condizione che manca dei criteri per una diagnosi definitiva, e ben il 50% dei pazienti con artrite indifferenziata spontaneamente entrerà in remissione, mentre un terzo terzo procederà nell'artrite reumatoide. Van der Helm-van Mil afferma che il trattamento dell'artrite reumatoide con il farmaco methotrexato in via precoce può ridurre i danni futuri, ma è anche potenzialmente tossico; per questo motivo è così importante capire in anticipo quali siano le persone affette dalla vera artrite reumatoide.

Per lo studio, i ricercatori olandesi hanno esaminato 570 pazienti presso la clinica di Leiden Early Arthritis con artrite indifferenziata, di cui 177 in progressione verso l'artrite reumatoide entro un anno. Utilizzando una combinazione di questionari, esami fisici e campioni di sangue, i ricercatori sono stati in grado di identificare nove variabili, fra cui il sesso, l'età e la distribuzione di articolazioni rigide e gonfie, insieme a tre prove di laboratorio. Sulla base delle valutazioni, i ricercatori hanno elaborato un punteggio predittivo a 14 punti, con 0 che rappresenta la probabilità minima di progressione dell'artrite reumatoide e 14 che rappresentano la massima probabilità.

È stato trovato che nessuno dei pazienti dello studio con un punteggio di 3 o meno ha avuto una diagnosi di artrite reumatoide, mentre tutti con un punteggio di 11 o più. Gli esperti dicono che il modello può dimostrarsi uno strumento utile per prevedere l'artrite reumatoide e può essere un modo migliore per identificare quali pazienti beneficeranno di un trattamento precoce. I risultati sono pubblicati sulla rivista Arthritis and Reumatism.

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