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Depressione Postpartum

 

Presso il Centro Di Salute Mentale o CSM di via Negarville 8/28 dell'ASL Città di Torino ha sede un servizio di Promozione alla Salute Psichica in Fase Perinatale, Centro appartenente al Network O.N.Da. Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna. Negli anni compresi fra il 2008 e il 2010, in tale Centro hanno svolto la loro attività il medico psichiatra Dott. Giampiero De Marzi e la psicologa e psicoterapeuta Dott.ssa Luisella Gioppato, coordinando una ricerca ed uno studio conoscitivi sui bisogni e le necessità della coppia nel corso del cosiddetto "periodo perinatale", un arco temporale che convenzionalmente va dalla ventottesima settimana di gestazione al ventottesimo giorno dopo il parto. In seguito a questo studio ed alla raccolta dei dati emersi da esso, è iniziato un percorso psicoterapeutico permanente per i nuovi papà e mamme, ancora in attesa del nascituro o già nel periodo post-gravidico.

Da un volantino esplicativo riguardante alcune tematiche trattate presso questo Centro:

"Per amare un figlio è indispensabile che il genitore sia se stesso." Il percorso psicoterapeutico che segue la Dott.ssa Luisella Gioppato si propone di sensibilizzare i neo-genitori su come un'educazione al "sentire, esprimere in maniera adeguata e far rispettare i propri bisogni e le proprie emozioni" possa promuovere la salute psichica, anche del neonato.

Temi affrontati e citazioni:

- "Sentire" per imparare ad amarsi e amare. Per amare i figli è indispensabile amare se stessi, ed occorre anche un'alleanza fra i genitori.

- "Sentire" per esprimere, in maniera adeguata, e far rispettare i propri bisogni e le proprie emozioni. Solo chi sente i propri bisogni e li rispetta, ascolta e rispetta i bisogni dei figli. Solo chi sente le proprie emozioni, le verbalizza in maniera adeguata e le fa rispettare, educherà i figli ad esprimersi nella loro verità emotiva.

- "Sentire" per sapersi "separare". La capacità di sentirsi "separati", alla presenza di un'altra persona con cui si è in relazione, fa parte dell'essenza stessa dell'identità. (Winnicot).

- "Sentire" per reagire. Solo chi si "sente" non si abbatte, ma cerca dentro di sé soluzioni alternative.

- "Sentire" come soluzione ai conflitti nelle relazioni interpersonali. Solo chi si sente, si difende.

- "Sentire" come soluzione ai conflitti interni. Solo chi si sente, riesce ad affrontare i conflitti interni con soluzioni diverse dalla depressione, dalle somatizzazioni, etc.

- "Sentire" per saper perdere. Solo un'autostima basata sulla verità dei propri sentimenti e bisogni, permette di relativizzare gli insuccessi che, seppur dolorosi, non compromettono l'immagine di sé.

- "Sentire" per non "dipendere". Solo chi si sente, costruisce la propria personalità sulla propria verità emotiva, e saprà prendere le distanze dalle aspettative altrui. La straordinarietà della vita è innanzitutto legata al fare esperienza con se stessi. Solo chi ricerca tutto dentro di sé, educherà i propri figli a non "dipendere dall'apparire".

In tale Centro gli incontri si svolgono ogni lunedì, dalle 14,00 alle 15,00. Il costo del ticket sanitario è di 11,25 euro. Occorre avere la richiesta del medico curante con la seguente prescrizione: "Psicoterapia di gruppo per neo-genitori".

Il senso del "sentirsi separati" può essere utile per non farsi coinvolgere troppo di fronte a casi di grave sofferenza, nonché per altri motivi, tuttavia non va trascurata la capacità denominata "empatia", che ci consente non solo di "metterci nei panni degli altri", ma anche di comprendere le sofferenze e le gioie proprie e altrui, alla luce dell'unione fondamentale che esiste fra tutte le creature, il che può aprirci veramente all'Altro e alla trascendenza, che supera le nostre umane miserie. Tuttavia, queste ultime, non devono divenire un "peso" per quanto riguarda l'autostima, ma essere considerate parte della verità su noi stessi e sugli altri, nonché punto di partenza per un rinnovato utilizzo delle energie vitali, per il bene nostro e del prossimo.

Durante il periodo postpartum, circa l'85% delle donne sperimenta un certo tipo di disturbo dell'umore. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi e di breve durata. Tuttavia, il 10-15% delle donne sviluppa sintomi più significativi di depressione o ansia. La malattia psichiatrica postpartum è tipicamente suddivisa in tre categorie: 1) Blues postpartum; 2) Depressione postpartum; 3) Psicosi postpartum. Può essere utile concettualizzare questi disturbi come esistenti lungo un continuum, dove il blues postpartum è la forma di malattia più mite e la psicosi postpartum è la forma più grave, anche se la seconda può comportare alcuni rischi importanti.

Blues postpartum

Sembra che circa il 50-85% delle donne sperimenti il blues postpartum durante le prime settimane dopo il parto. Dato che questo tipo di disturbo dell'umore è comune, può essere più preciso considerare il blues come un'esperienza normale dopo il parto, anziché una malattia psichiatrica. Piuttosto che sentimenti di tristezza, le donne con il blues più comunemente riportano un senso di umiliazione, lacerazione, ansia o irritabilità. Questi sintomi, tipicamente, passano dopo il quarto o quinto giorno dopo il parto, e possono durare poche ore o pochi giorni, svanendo spontaneamente entro due settimane dalla nascita del figlio. Anche se questi sintomi sono imprevedibili e spesso sconvolgenti, non interferiscono con le capacità vitali della donna. Non è richiesto alcun trattamento specifico. Tuttavia, va notato che a volte il blues può essere l'inizio dello sviluppo di un disturbio dell'umore più significativo, in particolare nelle donne che hanno una storia di depressione. Se i sintomi della depressione persistono per più di due settimane, la persona dovrebbe essere visitata per escludere un disturbo dell'umore più grave.

Depressione postpartum

La depressione postpartum emerge solitamente nei primi due o tre mesi dopo il parto, ma può verificarsi in qualsiasi momento dopo la nascita del figlio. Alcune donne, in realtà, notano l'insorgenza di sintomi depressivi più lievi durante la gravidanza. La depressione postpartum è clinicamente indistinguibile dalla depressione che si verifica in altre occasioni durante la vita di una donna. I sintomi della depressione postpartum includono: umore depresso o triste, pianto, perdita d'interesse per le attività usuali, sentimenti di colpa, sentimenti d'inutilità o incompetenza, fatica, disturbi del sonno, cambiamento dell'appetito, poca concentrazione, pensieri suicidi.

Possono anche verificarsi significativi sintomi di ansia. L'ansia generalizzata è comune, ma alcune donne sviluppano anche attacchi di panico o ipocondria. È stato segnalato anche il disturbo ossessivo-compulsivo postpartum, in cui le donne riportano pensieri inquietanti riguardo a possibili azioni dannose contro il neonato. Soprattutto nei casi più lievi, può essere difficile rilevare la depressione postpartum, perché molti dei sintomi usati per diagnosticare la depressione, come i disordini del sonno e dell'appetito, e l'affaticamento, si verificano anche nelle donne in fase postpartum in assenza di depressione. La Scala di Depressione Postnatale di Edimburgo è un questionario composto da 10 elementi che può essere utilizzato per identificare le donne che soffrono di depressione postpartum. In base a questa scala, un punteggio di 12 o superiore o una risposta affermativa alla domanda 10 (presenza di pensieri suicidi) sollevano preoccupazioni e indicano la necessità di una valutazione più approfondita.

Psicosi postpartum

La psicosi postpartum è la forma più grave della malattia psichiatrica postpartum. È un evento raro, che si verifica in 1 o 2 donne su 1000, dopo il parto. La sua presentazione è spesso drammatica, con l'inizio dei sintomi già nelle prime 48-72 ore dopo la nascita del figlio. La maggior parte delle donne con psicosi puerperale sviluppano sintomi nelle prime due settimane dopo il parto.

Sembra che nella maggior parte dei casi la psicosi postpartum rappresenti un episodio di malattia bipolare. I sintomi della psicosi puerperale assomigliano maggiormente a quelli di un epidosio maniacale o misto in rapida evoluzione. I primi segni sono l'irrequietezza, l'irritabilità e l'insonnia. Le donne con questo disturbo presentano uno stato d'animo depresso o rapidamente stimolabile, disorientamento o confusione e comportamenti erratici o disorganizzati. Le convinzioni disorientali sono comuni e spesso si concentrano sul neonato. Possono anche verificarsi allucinazioni uditive che dicono alla madre di danneggiare se stessa. In questi casi il rischio d'infanticidio o suicidio è significativo.

Depressione e sintomi ossessivi compulsivi durante il periodo postpartum

Nonostante diversi studi abbiano dimostrato che l'ansia materna durante la gravidanza possa influenzare negativamente lo sviluppo neurologico della prole, poca attenzione è stata prestata all'ansia materna postpartum, sia dai medici sia dai ricercatori. Questo può essere dovuto alla sovrapposizione clinica fra i sintomi della depressione e quelli dell'ansia. Lo screening postpartum di routine, generalmente, comprende la valutazione dei sintomi riguardanti la depressione, ma spesso non si cercano quelli dell'ansia. L'educazione dei medici circa l'ansia postpartum potrebbe essere molto utile per i pazienti. Studi recenti mostrano che la gravidanza e il parto sono spesso associati all'insorgenza del disturbo ossessivo compulsivo o OCD, un tipo di disturbo d'ansia. Miller e colleghi hanno voluto mettere in luce la depressione postpartum e l'ansia, con e senza ossessioni, in due recenti studi pubblicati nel 2015.

Quali sono le cause della depressione postpartum?

Il periodo che segue la nascita del figlio è caratterizzato da un rapido cambiamento nell'ambiente ormonale. Entro le prime 48 ore dopo il parto, le concentrazioni di estrogeni e di progesterone calano notevolmente. Poiché questi steroidi prodotti dalle gonadi modulano i sistemi dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dlel'umore, molti ricercatori hanno proposto che questi cambiamenti ormonali abbiano un ruolo nell'emergere della malattia psichiatrica postpartum. Anche se sembra che non esista una correlazione coerente fra i livelli sierici di estrogeni, progesterone, cortisolo o ormoni tiroidei ed i disturbi dell'umore postpartum, alcuni ricercatori ipotizzano che esista un sottogruppo di donne particolarmente sensibili ai cambiamenti ormonali che avvengono dopo il parto. Questa popolazione di donne può essere più vulnerabile alla depressione postpartum e ad altri disturbi dell'umore correlati agli ormoni, come quelli che si verificano nella fase premestruale o durante la perimenopausa.

Altri fattori possono essere di natura psicologica ed ambientale, come l'insoddisfazione del rapporto con il compagno e / o sostegni sociali inadeguati. Diversi ricercatori hanno anche dimostrato che eventi di vita stressanti che si verificano durante la gravidanza o in prossimità del parto sembrano aumentare la probabilità di depressione postpartum. Anche se tutti questi fattori possono agire insieme per causare la depressione postpartum, l'emergere di questo disturbo, probabilmente, riflette una vulnerabilità sottostante. Le donne con una storia di grave depressione o disturbo bipolare sono più vulnerabili a questo tipo di malattia, e quelle che ne soffrono, in seguito, possono avere episodi ricorrenti di depressione non correlati alla gravidanza o al parto.

Tutte le donne sono vulnerabili alla depressione postpartum, indipendentemente dall'età, dallo stato civile, dal livello d'istruzione o dal profilo socioeconomico. Anche se è impossibile prevedere chi svilupperà questo disturbo, sono stati individuati alcuni fattori di rischio, fra cui: episodio precedente di depressione postpartum, depressione durante la gravidanza, storia di depressione o disturbo bipolare, recenti eventi di vita stressanti, supporti sociali inadeguati, problemi coniugali.

Il trattamento per la malattia postpartum

La depressione postpartum si presenta lungo un continuum e il tipo di trattamento selezionato si basa sulla gravità e sul tipo di sintomi presenti. Tuttavia, prima d'iniziare un trattamento psichiatrico, devono essere esclusi i motivi medici per i disturbi dell'umore, come ad esempio una disfunzione della tiroide o l'anemia. La valutazione iniziale dovrebbe includere una storia completa, l'esame fisico e le analisi di laboratorio di routine.

Le terapie non farmacologiche sono utili nel trattamento della depressione postpartum. In uno studio randomizzato è stato dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale a breve termine o CBT è stata efficace come il trattamento con fluoxetina nelle donne con depressione post-partum. Anche la terapia interpersonale o IPT si è dimostrata efficace per il trattamento delle donne con depressione postpartum da lieve a moderata. Non solo la IPT è efficace per il trattamento dei sintomi della depressione, ma le donne che ricevono la IPT beneficiano anche di significativi miglioramenti nella qualità delle loro relazioni interpersonali.

Questi interventi non farmacologici possono essere particolarmente attraenti per le pazienti che sono riluttanti ad usare farmaci psicotropi (ad esempio le donne che allattano) o per le pazienti con forme di depressione più lievi. Le donne con depressione postpartum più grave possono scegliere se ricevere il trattamento farmacologico, sia in aggiunta o in sostituzione di queste terapie non farmacologiche.

Ad oggi, solo alcuni studi hanno sistematicamente valutato il trattamento farmacologico della depressione postpartum. I farmaci antidepressivi convenzionali (fluoxetina, sertralina, fluvoxamina e venlafaxina) si sono dimostrati efficaci nel trattamento della depressione postpartum. In tutti questi studi, le dosi antidepressive standard sono risultate efficaci e ben tollerate. La scelta di assumere un antidepressivo deovrebbe essere guidata da un'eventuale precedente risposta del paziente a questo tipo di farmaco e da eventuali effetti secondari. Gli inibitori specifici del recupero della serotonina o SSRI sono degli agenti di prima linea ideali, in quanto ansiolitici, non sedativi e ben tollerati. Per le donne che non possono usare gli SSRI, il bupropione o Wellbutrin può essere un'alternativa, anche se uno studio pilota suggerisce che il bupropione non può essere efficace come gli SSRI. Gli antidepressivi triciclici o TCA sono spesso usati; dal momento che tendono ad essere più sedativi, possono essere più appropriati per le donne che presentano notevoli disturbi del sonno. Data la prevalenza dei sintomi dell'ansia fra queste persone, l'uso aggiuntivo di una benzodiazepina, come il Clonazepam o il lorazepam, può essere molto utile.

La psicosi puerperale è considerata un'emergenza psichiatrica che richiede, tipicamente, un trattamento in ospedale. È indicato un trattamento acuto con farmaci tipici o atipici anti-psicotici. Data la relazione ben confermata fra la psicosi puerperale e il disturbo bipolare, la psicosi postpartum dovrebbe essere trattata come una psicosi affettiva, ed è indicato uno stabilizzatore dell'umore.

Anche se è difficile prevedere in modo affidabile quali siano le donne che possono andare incontro al disturbo della depressione postpartum, è possibile individuare alcuni sottogruppi di donne con una storia di disturbi dell'umore, le quali sono più vulnerabili alla malattia postpartum. La ricerca attuale indica che gli interventi profilattici possono essere intrapresi poco prima del parto o subito dopo, per ridurre il rischio del manifestarsi della malattia. Diversi studi hanno dimostrato che le donne con una storia di disturbo bipolare o psicosi puerperale beneficiano del trattamento profilattico con litio prima del parto, e non oltre le 48 ore successive. Per le donne con una storia di depressione postpartum, diversi studi hanno descritto gli effetti benefici del trattamento profilattico con antidepressivi TCA o SSRI somministrati dopo il parto. Ai pazienti affetti da malattia psichiatrica postpartum è offerta una varietà di servizi da parte dei medici con particolari competenze nei seguenti settori: valutazione clinica dei disturbi postpartum e dei disturbi d'ansia, gestione dei farmaci, consultazione relativa all'allattamento al seno e ai farmaci psicotropi, raccomandazioni relative ai trattamenti non farmacologici, riferimento ai servizi di supporto all'interno della comunità.

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