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Pet Therapy

 

A Torino esiste una "Associazione di Associazioni" denominata "Il Bandolo", fondata nel 2004 ed avente come obiettivo primario la promozione della salute mentale dei cittadini che soffrono di qualsiasi tipologia di disturbo psichico. Si tratta infatti di una "rete" o "network" costituito da sei Associazioni, che a loro volta collaborano in varie forme e modalità con il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL Città di Torino e con altre "entità". Ad esempio, l'Associazione Insieme lavora con la Onlus Carolina in ambito di Pet Therapy o Attività Assistita con gli Animali, per quanto concerne le persone con problematiche mentali di vario tipo e gravità. Le Associazioni che aderiscono al Bandolo sono sei, e più precisamente si tratta dell'Associazione Arcobaleno, Associazione Insieme, Associazione "Lotta contro le malattie mentali", Associazione Self Help, Casa Bordino e Di.A.Psi. Difesa Ammalati Psichici. Il Bandolo ha vari finanziatori e sostenitori, ma il principale è la Compagnia di San Paolo.

La Pet Therapy, come si vedrà più avanti, può essere di aiuto in molte situazioni, ma la Onlus Carolina e l'Associazione Insieme stanno portando avanti, da qualche tempo e fra le varie iniziative, un progetto finalizzato all'aiuto ed all'assistenza dei malati psichici, sia "in esterno", sia a domicilio. L'Onlus Carolina è presente in diverse Regioni d'Italia; in particolare, la squadra che opera in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta è così composta: Franca Piatti (Presidente e pubbliche relazioni), Sabina Sereno (psicologa e psicoterapeuta), Anna Rita Soncin (Medico Veterinario), Daniela Scialuga (responsabile relazioni esterne) e gli educatori cinofili Chiara Roccati, Filomena Trisciuzzi e Roberto Compiani. Questo team offre servizi di Pet Therapy di tipo "canino", in particolare grazie al disinteressato lavoro (e gioco) di un Labrador, un Golden ed un Collie. In realtà, è stata anche usata la parola "gioco" non perché il fine in sé della Pet Therapy sia solamente di tipo ludico, ma perché dal punto di vista del cane si tratta essenzialmente di questo: un gioco. Anche i "cani poliziotto", ad esempio, per quanto rischino spesso la vita, lo fanno come se fosse una sorta di gioco, anche grazie al lavoro ed all'impegno degli addestratori. Per quanto riguarda le "definizioni", ve ne sono diverse. La Pet Therapy che viene svolta in ambito psichiatrico ed in altri contesti viene denominata Attività Assistita con gli Animali o AAA, poi ci sono gli Interventi Assistiti con Animali o IAA, la Terapia Assistita con gli Animali o TAA e l'Educazione Assistita con gli Animali o EAA.

La Terapia Assistita con gli Animali o TAA è un tipo di terapia che coinvolge gli animali come una forma di trattamento. L'obiettivo della TAA è quello di migliorare gli aspetti sociali, emotivi o cognitivi delle persone che presentano qualche carenza o disturbo. Inoltre, un terapeuta che porta con sé un animale domestico può essere considerato meno "minaccioso", migliorando il rapporto fra paziente e operatore sanitario. Gli animali impiegati nella Pet Therapy sono animali domestici, animali da allevamento e mammiferi marini come i delfini.

L'ipotesi della "biofilia" di Wilson (1984) si basa sulla premessa che il nostro attaccamento agli animali e l'interesse per loro nasce da una forte probabilità che la specie umana sia parzialmente dipendente dai segnali che gli animali esprimono riguardo all'ambiente, che può essere sicuro o minaccioso. L'ipotesi della biofilia suggerisce che se vediamo degli animali a riposo o in uno stato pacifico, ciò può segnalare sicurezza, e le sensazioni di benessere che ne derivano, a loro volta, possono indurre uno stato in cui sono possibili cambiamenti personali e guarigione. Una delle differenze fra l'Attività Assistita con gli Animali o AAA e la TAA e che la prima, anche se non meno importante, è meno strutturata, mentre la TAA viene effettuata da un operatore che ha il compito di addestrare l'animale. Queste definizioni, tuttavia, non sono rigide, e spesso sono utilizzate entrambe per indicare comunque la presenza di una persona competente o di un addestratore che, nel caso d'impiego di cani, è denominato "educatore cinofilo".

Gli animali possono essere utilizzati in varie situazioni ed istituzioni, come le carceri, le case di cura, le strutture sanitarie di tipo psichiatrico, gli ospedali e le abitazioni private. I cani da assistenza possono inoltre aiutare materialmente le persone con disabilità di vario tipo. Questi animali, infatti, possono assistere le persone in determinate attività della vita quotidiana (prendere degli oggetti, aprire le porte, etc.) e aiutarle a muoversi al di fuori della propria abitazione. I terapeuti, a volte, si basano su tecniche come il monitoraggio del comportamento dei bambini con gli animali, il loro tono di voce e l'intervista indiretta. Queste tecniche vengono utilizzate insieme agli animali, ad esempio, per ottenere informazioni. Solitamente, prima che la terapia effettuata con un animale domestico possa essere utile, il bambino e l'animale devono sviluppare un senso di sicurezza e socialità fra di loro, ossia entrare in relazione. I cani impiegati in attività di Pet Therapy, infatti, sono addestrati proprio per entrare in relazione con persone che non siano il proprietario dell'animale, ad un livello maggiore rispetto ai cani domestici normali, che possono essere più o meno socievoli con uomini, donne e bambini che non siano il proprietario.

Per quanto riguarda la Pet Therapy praticata nelle prigioni, solitamente un detenuto lavora in collaborazione con un operatore qualificato per addestrare un animale, lungo un programma strutturato. L'obiettivo generale è quello di alleviare lo stress dei detenuti e delle persone che lavorano nelle istituzioni carcerarie, migliorando le loro capacità cognitive e comportamentali, nonché le abilità sociali, insegnando e dando amore, pazienza ed empatia in un contesto reale e spesso difficile. La terapia basata sugli animali è direttamente collegata, in vari modi, a benefici di tipo fisico e mentale, al rilassamento indotto, alla fiducia in se stessi, al miglioramento delle competenze interpersonali e ad un miglioramento delle condizioni ambientali, ossia all'atmosfera di sicurezza e tranquillità che può prodursi grazie alla presenza e all'attività degli animali.

La Pet Therapy si basa sul legame fra gli esseri umani e gli animali, e questo può avere effetti positivi anche nelle case di cura per anziani, aumentando la qualità della vita dei degenti. Gli psicologi e gli operatori sanitari in generale notano spesso dei crescenti comportamenti negativi da parte delle persone anziane che vengono trasferite in case di cura. Una volta che questi particolari pazienti s'insediano nel nuovo ambiente, spesso perdono la consapevolezza della propria autonomia, che implica il non utilizzo delle potenzialità ancora presenti per via della mancanza d'indipendenza. Diversi compiti semplici e quotidiani vengono loro tolti, ed i pazienti diventano spesso letargici e passivi, oppure agitati, depressi e anti-sociali, se non hanno la presenza regolare di qualche visitatore. La Pet Therapy, in questi casi, può essere utile per il fatto che gli animali aiutano i pazienti ad essere più attivi mentalmente e fisicamente. Inoltre, i terapeuti o i visitatori che portano con sé degli animali presso le case di cura sono considerati, ancora una volta, meno "minacciosi", migliorando le loro relazioni con i pazienti.

Le Attività Assistite con gli Animali possono essere utili anche per le persone affette da demenza, ossia da un declino mentale e cognitivo di vario grado. Per i pazienti anziani che soffrono di demenza, l'interazione fisica con l'animale, solitamente con le mani, è l'aspetto più importante. La Pet Therapy fornisce a questi pazienti l'opportunità di avere uno stretto contatto fisico con i corpi degli animali, di sentirne il battito cardiaco e la respirazione, di accarezzarne il morbido pelo, anche abbracciandoli. Questi sono compiti semplici ma pianificati, ed oltre al contatto fisico con l'animale, queste persone possono camminare con esso e dirigerlo, se ne sono in grado. Queste esperienze sembrano comuni e semplici, ma i pazienti anziani che soffrono di demenza non hanno in genere queste interazioni con le persone, soprattutto nel caso in cui non abbiano parenti o amici che vengono a trovarli. La loro mente dev'essere stimolata come lo era in passato. Gli animali forniscono un senso di significato e di appartenenza a questi pazienti, ed offrono un qualcosa per cui guardare in avanti nello scorrere dei lunghi giorni passati in queste strutture.

Diversi tipi di animali vengono impiegati nella Pet Therapy, dai cani e gatti a piccoli animali come pesci e criceti. Le forme più diffuse di Pet Therapy sono la terapia canina, quella e con i delfini e quella equina o con gli asini. Una cane da terapia è un cane addestrato per fornire affetto e comfort alle persone che vivono in ospedali, case di riposo, case di cura, scuole, ospizi, oppure in aree in cui sono avvenuti dei disastri e per le persone affette da autismo. I cani da terapia, soliamente, sono sono cani da servizio, ma alcune organizzazioni li addestrano ad entrambi gli scopi. L'uso sistematico dei cani da terapia è attribuito a Elaine Smith, che ha lavorato come infermiera professionale. Smith notò che i pazienti si sentivano bene quando veniva a visitarli un Cappellano ed il suo cane Golden Retriever. Nel 1976, Smith avviò un programma per formare dei cani al fine di compiere visite in varie istituzioni, e da allora la domanda di cani da terapia è in continua crescita. Negli ultimi anni, i cani da terapia sono stati arruolati per aiutare i bambini con problemi di linguaggio e disturbi emotivi.

I cani da servizio, in generale, sono addestrati per aiutare od assistere le persone con disabilità, ad esempio per premere un pulsante, portare un oggetto come un telecomando o aprire una porta. I cani da assistenza rientrano in due grandi categorie: i cani da servizio ed i cani da lavoro. I cani da servizio sono, ad esempio, quelli citati riguardo alle persone disabili, ma sono anche i cani guida che aiutano le persone cieche o ipovedenti, i cani uditivi o da segnale che aiutano le persone sorde o deboli di udito, i cani da assistenza per la mobilità, i cani da allerta medica (che riescono a percepire quando una persona, ad esempio, ha una crisi diabetica o è affetta da un tumore) ed i cani psichiatrici. I cani da lavoro vengono impiegati, ad esempio, nel corso d'inchieste giudiziarie per aiutare le vittime di crimini, i testimoni ed altre persone; altri tipi di lavoro svolti dai cani sono quelli del "cane poliziotto" oppure del "cane militare".

La Pet Therapy, anche se ufficialmente iniziata da Elaine Smith, ha comunque origini più antiche, pur non essendo "strutturata" come oggi. Sia nell'antichità sia in tempi più recenti, gli animali erano considerati "agenti di socializzazione" e fornitori di "sostegno sociale e rilassamento", ed oggi si parla di "facilitatori sociali". Alla fine del XVIII secolo, vennero impiegati degli animali per il sostegno delle persone malate di mente che risiedevano presso il Retreat of York, in Inghilterra, guidati da William Tuke. I pazienti che vivevano in questa struttura erano in compagnia di una popolazione di piccoli animali domestici. Nel 1860, l'Ospedale di Bethlem in Inghilterra seguì la stessa tendenza ed aggiunse degli animali nei reparti, influenzando positivamente il morale dei pazienti ricoverati. Sigmund Freud ebbe molti cani, e spesso il suo Chow Jofi era presente durante le sue sessioni pionieristiche di psicoanalisi. Notò che la presenza del cane era utile, perché il paziente scopriva che i suoi discorsi non sconvolgevano o disturbavano il cane, e questo lo rassicurava ed incoraggiava a rilassarsi e a confidarsi. Tutto ciò, inoltre, era ancora più efficace quando il paziente era un bambino o un adolescente. Uno degli aspetti più importanti della Pet Therapy, infatti, è che gli animali non giudicano le persone per le loro condizioni di salute fisica o mentale, per il reddito, per la condizione sociale, etc.

Il Dott. Boris Levinson, nel 1961, scoprì l'importanza della Pet Therapy quando un giorno lasciò senza pensarci il proprio cane in compagnia di un "bambino difficile" e, al suo ritorno, vide il bambino mentre stava parlando con il cane. Nel 1919, le forze armate degli Stati Uniti iniziarono ad impiegare dei cani come forma d'intervento terapeutico per i pazienti psichiatrici, presso l'Ospedale Saint Elizabeth a Washington DC.

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