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Cottolengo Piccola Casa Della Divina Provvidenza

 

Il Presidio Sanitario Ospedale Cottolengo è situato in via San Giuseppe Benedetto Cottolengo 9 a Torino. Il telefono del centralino è 0115294111. Segreteria della Direzione: telefono 0115294302 - Fax: 0115294301. Segreteria del Centro di Formazione: telefono 0115294481. URP Ufficio Relazioni con il Pubblico: telefono 0115294716. CUP Centro Unificato Prenotazioni: telefono 0115294381. Ufficio ricoveri: telefono 0115294333. Ufficio cartelle cliniche: telefono 0115294306.

San Giuseppe Benedetto Cottolengo, uno dei "Santi sociali" torinesi, iniziò la sua opera di aiuto e cura dei malati poveri con il "Deposito de' poveri infermi del Corpus Domini", aperto in data 17 gennaio 1828. Questa struttura venne chiusa nel mese di settembre del 1831, ed il Cottolengo continuò ad assistere i malati di Torino nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, aperta in data 27 aprile 1832. Nel 1835 i posti letto erano 175, e l'Ospedale Cottolengo era dotato di una sala operatoria e di strumenti chirurgici ed ortopedici. Nel 1938 l'Ospedale Cottolengo ebbe la qualifica di "Ospedale di terza categoria" e, nel 1968, quella di "Ospedale generale di zona". Nel 1977 la Regione Piemonte autorizzò la Piccola Casa della Divina Provvidenza all'apertura e all'esercizio della Casa di Cura Privata "Cottolengo". In data 8 luglio 2033 la Giunta Regionale ha accreditato in via definitiva l'Ospedale Cottolengo come struttura SSN. Infine, con Deliberazione del Consiglio Regionale del 16 maggio 2006, l'Ospedale Cottolengo è stato riconosciuto come Presidio Sanitario.

Fin dal 1932 l'Ospedale Cottolengo ha avuto una Scuola per Infermieri, ed ogii questa imponente struttura sanitaria è sede di corsi di laurea in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, corsi di perfezionamento e Master, in convenzione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La Piccola Casa della Divina Provvidenza è un'istituzione ecclesiale e civile, ed il suo motto è"Charitas Christi urget nos", ossia "La Carità di Cristo ci spinge", soprattutto grazie alla Sua Divina Provvidenza e Misericordia. La Piccola Casa della Divina Provvidenza ha da sempre affermato il valore sacro della vita, promuovendo la dignità di tutte le persone, nella propria originalità e diversità, prendendosi cura non solo dei corpi, ma anche delle anime. San Giuseppe Benedetto Cottolengo afferma che la Divina Provvidenza "per lo più adopera mezzi umani"; per questo tutti gli operatori sanitari, religiosi e laici, sono "strumenti" della Divina Provvidenza al servizio di tutti, soprattutto dei Poveri. I principi fondamentali di questa grande istituzione, anche dal punto di vista delle dimensioni, sono l'eguaglianza, l'imparzialità, la continuità dei servizi, il diritto di scelta delle cure, nei limiti previsti dall'etica cristiana, e la partecipazione, ossia un rapporto di fiducia reciproca far i pazienti ed il personale sanitario.

 

Cottolengo E Torino

 

L'Ospedale Cottolengo eroga, in regime di ricovero e ambulatoriale, servizi e prestazioni di diagnosi e cura. I reparti e gli ambulatori presenti all'interno di questa Struttura Sanitaria sono i seguenti: Chirurgia Generale, Medicina Generale, Lungodegenza, Ginecologia, Oculistica, Oncologia, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Recupero e Rieducazione Funzionale di Primo e Secondo Livello, Urologia, Laboratorio Analisi e Istopatologia, Diagnostica per immagini, Anestesia e Terapia Antalgica, Cardiologia, Chirurgia Vascolare, Dermatologia, Endocrinologia, Gastroenterologia, Endoscopia Digestiva, Neurologia, Odontostomatologia, Disturbi del sonno.

Le prenotazioni per visite ed esami clinici avvengono a mezzo CUP Centro Unificato Prenotazioni, il cui numero di telefono è 0115294381, ad eccezione degli esami radiologici, esami endoscopici e fisioterapia. Non sono accettate le prenotazioni per mezzo di e-mail e fax. Per disdire le prenotazioni occorre telefonare alla segreteria telefonica avente il numero 0115294543 o a mezzo fax 0115294311 o a mezzo e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Occorre comunicare il numero della prenotazione, oppure nome, cognome, la data dell'appuntamento ed il tipo di prestazione ambulatoriale. Il numero di telefono del CAS Centro Accoglienza e Servizi è 0115294459 - Fax: 0115294560. Il servizo CAS è rivolto ai pazienti oncologici, per aiutarli lungo il percorso di diagnosi e cura, ed anche per le prenotazioni di esami e visite specialistiche. Il numero di telefono della Fisiokinesiterapia FKT è 0115294360 (solo per informazioni e non per prenotarsi). Gli interventi chirurgici che possono essere eseguiti in regime ambulatoriale o Day Hospital di Chirurgia riguardano le seguenti discipline mediche: chirurgia vascolare, oculistica, ortopedia, chirurgia, urologia, ginecologia.

 

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Cristo Che Guarisce

 

La Chiesa Cattolica è il più grande fornitore di servizi sanitari non governativo del mondo. Dispone di circa 18.000 cliniche, 16.000 case per anziani e persone con particolari necessità e 5.500 ospedali, di cui il 65% situati in Paesi in via di sviluppo. Nel 2010 il Pontificio Consiglio della Pastorale della Sanità ha affermato che la Chiesa gestisce il 26% delle strutture sanitarie del mondo. Il coinvolgimento della Chiesa nell'assistenza sanitaria ha origini antiche.

Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, fondatore della Chiesa Cristiana che da Egli prende il Nome, ha istruito i suoi Apostoli e Discepoli a guarire i malati. Lui Stesso operò moltissime guarigioni fisiche e spirituali, come riportato nei Vangeli. I primi cristiani, inoltre, erano notati per la cura che offrivano gratuitamente agli infermi, e l'accento che il cristianesimo pone sulla carità, cioè l'amore, ha dato origine allo sviluppo di ospedali e strutture infermieristiche. L'influente regola benedettina di San Benedetto da Norcia, Patrono d'Europa, afferma che "la cura degli ammalati deve essere posta al di sopra e prima di ogni altro dovere, come se in realtà Cristo Stesso venisse servito direttamente". Nel Medioevo, monasteri e conventi erano spesso dei centri medici chiave in Europa, e la Chiesa stava sviluppando una versione iniziale di assistenza sociale. Le Scuole annesse alle Cattedrali si evolvevano in una rete ben integrata di Università medievali, con molti scienziati cattolici, spesso Preti. Essi fecero alcune importanti scoperte che hanno aiutato il progresso della scienza e delle medicina moderne.

Sant'Alberto Magno fu un pioniere della ricerca in campo biologico, Desiderius Erasmus contribuì a ristabilire alcune conoscenze mediche della Grecia antica, i Papi rinascimentali furono spesso patroni dello studio dell'anatomia, ed artisti cattolici come Michelangelo avevano delle conoscenze avanzate in questo campo, per via di studi effettuati sui cadaveri. Spesso è stato erroneamente affermato che il papato vietasse la dissezione dei cadaveri; in realtà la direttiva di Papa Sisto IV del 1482 all'Università di Tübingen affermò che la Chiesa non aveva alcuna obiezione agli studi di anatomia, purché i corpi appartenessero a un criminale giustiziato e che gli veinsse data una sepoltura religiosa dopo gli esami. Il gesuita Athanasius Kircher fu il primo a fare l'ipotesi che alcuni esseri viventi possono entrare ed esistere nel sangue; fu quindi un precursore della microbiologia. L'agostiniano Gregor Mendel sviluppò delle prime teorie riguardanti la genetica. Quando il cattolicesimo divenne una religione globale, gli ordini cattolici e religiosi laici istituirono dei Centri Sanitari in tutto il mondo. Gli istituti religiosi femminili come le Suore della Carità, le Suore della Misericordia e le Suore di San Francesco aprirono e gestirono alcuni dei primi e moderni ospedali generali.

L'insegnamento sociale cattolico esorta le persone a preoccuparsi per i malati. Gesù Cristo Stesso ha posto una particolare enfasi sulla cura dei malati e degli emarginati, come i lebbrosi. Egli Stesso, inoltre, si identifica con i sofferenti ed i bisognosi al punto da affermare, in Matteo 25, 34 - 36 :

"Allora il Re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi."

In una presentazione avvenuta nel 2013 nel corso della ventiquattresima Conferenza Internazionale, il presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Sanità, Zygmunt Zimowski ha affermato: "La Chiesa, aderendo al mandato di Gesù 'Vai, predica e guarisci i malati', nel corso della sua storia che dura ormai da due millenni, ha sempre assistito i malati e i sofferenti."

Nel Suo Discorso della Montagna ed in Parabole come quella del Buon Samaritano, Gesù ha invitato i Suoi Discepoli ad adorare Dio, agire senza violenza o pregiudizio e a curare i malati, gli affamati e i poveri. Tali insegnamenti costituiscono le fondamenta della partecipazione della Chiesa Cattolica negli ospedali e nell'assistenza sanitaria.

 

San Benedetto Da Norcia

 

"L'antica medicina greca e romana aveva sviluppato solide fondamenta per sette secoli", scriveva Roy Porter, "creando l'ideale di un'unione di scienza, filosofia e medicina pratica". Tuttavia, la religione greca e romana non predicavano il dovere di aiutare i malati. Il cristianesimo invece sì. L'attenzione cristiana alla carità messa in pratica contribuì allo sviluppo dell'infermieristica sistematica e degli ospedali, dopo la fine delle persecuzioni della Chiesa delle origini. Roy Porter scrisse: "Anche se la sofferenza e la malattia potrebbero apparire come un castigo per il malvagio o una purificazione per quelli che il Signore ama, la Chiesa ha sviluppato una missione di guarigione..." Le religioni pagane raramente offrivano aiuto ai malati, ma i primi cristiani erano disposti anche a nutrirli. In particolare, per quanto riguarda l'epidemia di vaiolo che si ebbe fra gli anni 165 e 180, lo storico Geoffrey Blainey scrisse: "Nel nutrire i malati e nel morire, indipendentemente dalla religione, i cristiani hanno conquistato amici e simpatizzanti."

L'ospitalità era considerata un obbligo della carità cristiana ed abitualmente, nelle case dei vescovi e dei cristiani più ricchi c'era l'abitudine di curare i malati. I diaconi avevano il compito di distribuire le elemosine e a Roma, nel 250 DC, la Chiesa aveva sviluppato un'ampia copertura caritatevole, con dei ricchi convertiti che sostenevano i poveri. Si ritiene che i primi ospedali della Chiesa vennero costruiti in Oriente, e solo successivamente in Occidente. Uno dei primi ospedali venne costruito a Costantinopoli durante l'epoca di Costantino da parte di San Zoticus. San Basilio costruì un famoso ospedale a Cesarea in Cappadocia che "aveva le dimensioni di una città". In Occidente, Santa Fabiola fondò un ospedale a Roma all'incirca nell'anno 400 DC. San Girolamo scrisse che Fabiola aveva fondato un ospedale e che "aveva riunito tutti i malati delle strade, curando le infelici ed impoverite vittime della fame e delle malattie... aveva lavato il pus da ferite che altri non potevano nemmeno guardare". Inoltre, uno dei più antichi ospedali d'Europa è quello di Santa Maria della Scala di Siena.

Altri famosi medici e ricercatori nel campo della medicina del Medioevo comprendono l'Abate di Monte Cassino Bertharius, l'Abate di Reichenau Walafrid Strabo, l'Abate Santo Hildegard di Bingen e il Vescovo di Rennes Marbodus di Angers. I monasteri di quest'epoca erano ospitavano spesso persone diligenti nello studio della medicina. Hildegard di Bingen, medico della Chiesa, è tra i più celebri scienziati cattolici medievali. Oltre alle opere teologiche, Hildegard ha scritto anche Physica, un testo sulle scienze naturali, così come Causae et Curae. Hildegard era ben noto per i suoi poteri curativi che comportavano l'applicazione pratica di tinture, erbe e pietre preziose.

 

Santa Fabiola

 

In linea con la regola benedettina che la cura degli ammalati è posta sopra tutti gli altri doveri, i monasteri erano i principali medici prima del 1300. La maggior parte dei monasteri offriva rifugio per i pellegrini e un'infermeria per i monaci malati, mentre gli ospedali separati furono fondati per pubblico. L'ordine benedettino è noto per aver istituito ospedali e infermerie nei suoi monasteri, coltivando erbe mediche e portando le principali cure mediche nei suoi distretti. I monaci cappuccini cercavano una rinascita degli ideali di San Francesco d'Assisi, offrendo le loro cure quando la peste colpì Camerino nel 1523.

I Santuari noti per le guarigioni miracolose che avvengono in essi esistono in ogni parte del mondo, e molti Santi sono invocati per vari tipi di malattie, nella speranza di ottenere per loro intercessione guarigioni miracolose. Alcuni di questi Santuari sono grandi centri di pellegrinaggio fin dal Medioevo. San Luca e San Michele sono pregati per vari disturbi, ed molti altri Santi per varie condizioni delle persone, fra cui San Rocco come protettore contro la peste. San Rocco è venerato come uno che ha prestato assistenza alle persone colpite dalla peste, per poi cadere malato ed essere guarito da un angelo. Durante le devastanti pesti bubboniche, i francescani erano noti per le cure che offrivano ai malati.

A partire dal XIV secolo, il Rinascimento europeo vide un rinnovato interesse per l'apprendimento classico in Europa Occidentale, unito ed alimentato dalla diffusione di nuove invenzioni come la stampa. La caduta di Costantinopoli portò come profughi anche degli studiosi, dall'Oriente greco all'Occidente. Lo studioso cattolico Desiderius Erasmus era interessato alla medicina ed al rilancio del greco come lingua per apprendere le opere di Galen. Roy Porter scrisse che "dopo secoli durante i quali la Chiesa aveva insegnato all'umanità la rinuncia ai beni mondani, per amore dell'eternità, l'uomo rinascimentale mostrò un'insaziabile curiosità per la materialità del qui e ora... "

In Europa gli scienziati cattolici (molti dei quali presbiteri o diaconi) fecero una serie di importanti scoperte, che aiutarono lo sviluppo della scienza e della medicina moderne. Inoltre, le donne cattoliche furono anche fra le prime professoresse femminili della medicina, come Trotula di Salerno e Dorotea Bucca, che ebbe una cattedra di medicina e filosofia all'Università di Bologna.

L'Ordine Gesuita, creato durante la Riforma, portò anch'esso un buon numero di scienziati medici, come il citato Athanasius Kircher. Per quanto riguarda l'oftalmologia, Christophe Scheiner fece importanti progressi in relazione alla rifrazione della luce e all'immagine retinica.

Gregor Mendel, scienziato austriaco e frate agostiniano, iniziò ad effettuare esperimenti sui piselli intorno al 1856. Mendel era entrato Nel Monastero degli Agostiniani di Brno nel 1843, ma aveva anche studiato presso l'Istituto Filosofico Olmutz e l'Università di Vienna. Il Monastero di Brno, fra l'altro, fu anche un centro di borse di studio, con un'ampia biblioteca ed una tradizione per quanto riguarda la ricerca scientifica. Osservando i processi d'impollinazione dei vegetali, Mendel studiò e sviluppò delle teorie relative al campo della scienza che viene ora chiamato genetica. Mendel pubblicò i suoi risultati nel 1866 sul periodico della Brno Natural History Society, ed è considerato il padre della genetica moderna.

Gli istituti religiosi cattolici, in particolare quelli femminili, fondarono molti ospedali in tutta Europa e nei suoi imperi. In antichi Ordini come i Domenicani ed i Carmelitani vivevano molte persone che avevano come ministero la cura e l'istruzione dei malati. Il portoghese San Giovanni di Dio, vissuto nel '500, fondò i Fratelli Ospedalieri di San Giovanni di Dio per curare i malati e gli afflitti. Nel 1898 San Giovanni di Dio fu dichiarato Patrono dei morenti e di tutti gli ospedali da Papa Leone XIII. L'italiano San Camillo de Lellis, Santo Patrono delle infermiere, era una soldato convertito che divenne infermiere e poi direttore dell'Ospedale degli Incurabili a Roma. Nel 1584 fondò i Camilliani per combattere la pestilenza. La suora irlandese Catherine McAuley fondò le Suore della Misericordia a Dublino, nel 1831. La Santa francese Jeanne Jugan, vissuta fra il '700 e l'800, fondò le Piccole Sorelle dei Poveri, sulla Regola di Sant'Agostino ed ora diffuse in tutto il mondo, che si specializzarono nella cura e nell'assistenza rivolte agli anziani poveri.

 

San Francesco Da Assisi

 

La famosa Santa Madre Teresa di Calcutta organizzò le Missionarie della Carità nelle baraccopoli di Calcutta nel 1948, per lavorare fra i "poveri dei poveri". Inizialmente fondò una scuola, per poi riunire altre sorelle che "avevano salvato dei neonati abbandonati su cumuli di rifiuti, avevano cercato i malati, avevano preso in carico i lebbrosi, i disoccupati e le persone sofferenti di malattie mentali". Madre Teresa raggiunse la fama negli anni '60 del novecento, e cominciò a stabilire dei conventi in tutto il mondo. All'epoca della sua morte, avvenuta nel 1997, l'istituto religioso che aveva fondato contava più di 450 centri in più di 100 Paesi.

Negli ultimi due secoli, il cattolicesimo è cresciuto rapidamente in Africa. Come in tutti gli altri continenti, i missionari cattolici hanno istituito centri di assistenza in questa terra. La Caritas Internationalis è il principale organismo internazionale di aiuto e sviluppo della Chiesa, opera in oltre 200 Paesi e collabora strettamente con le Nazioni Unite. In Africa, in particolare, la Chiesa è fortemente impegnata a fornire assistenza ai malati di AIDS. Dopo l'elezione di Papa Francesco nel 2013, l'UNAIDS ha scritto che la Chiesa "fornisce sostegno a milioni di persone che vivono con l'HIV in tutto il mondo" e che "le statistiche del Vaticano del 2012 indicano che le organizzazioni della Chiesa Cattolica forniscono circa un quarto di tutti i trattamenti, la cura e il supporto alle persone con l'HIV in tutto il mondo, e gestiscono più di 5.000 ospedali, 18.000 dispensari e 9.000 orfanotrofi, molti dei quali coinvolti nelle attività correlate all'AIDS." L'UNAIDS collabora strettamente con la Chiesa su questioni critiche come l'eliminazione delle nuove infezioni da HIV nei bambini ed il mantenimento in salute delle loro masri, nonché il maggiore accesso ai farmaci antiretrovirali.

Per concludere, si può affermare che secondo l'accento che l'insegnamento cattolico pone sulle questioni sociali, molti istituti religiosi si sono dedicati al servizio dei malati, dei senzatetto, dei disabili, degli orfani, degli anziani e dei malati di mente. In particolare, gli istituti religiosi femminili hanno svolto un ruolo particolarmente importante nello sviluppo delle reti di assistenza sanitaria della Chiesa cattolica.

 

San Raffaele Arcangelo

 

I Santi Patroni

San Luca Evangelista, uno dei quattro scrittori dei Vangeli, era un medico. Esistono numerosi Santi Patroni dei medici, il più importante dei quali è per l'appunto San Luca Evangelista, discepolo di Gesù Cristo e medico. Inoltre, vi sono i Santi Cosma e Damiano, medici del III secolo in Siria, e San Pantaleone, un medico del IV secolo di Nicomedia. Anche l'Arcangelo Raffaele è considerato un Santo Patrono dei medici. I Santi Patroni dei chirurghi sono San Luca Evangelista, i Santi Cosma e Damiano, San Quintino, che visse in Francia nel '300, San Foillano, che visse in Irlanda nel VII secolo, e San Rocco, che visse in Francia nel XIV secolo. Inoltre, vari Santi Cattolici sono considerati patroni degli infermieri e delle infermiere: Sant'Agata, Sant'Aliaco, San Camillo de Lellis, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Caterina da Siena, San Giovanni di Dio, Santa Margherita d'Antiochia e San Raffaele Arcangelo.

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Cellule Normali E Senescenti

 

Le cellule senescenti possono causare una serie di malattie legate all'età, ma svolgono anche importanti funzioni. Nuovi farmaci mirano a queste cellule lasciandole fare il loro lavoro. I farmaci che allontanano le difese delle cellule che rompono le tossine potrebbero rallentare l'invecchiamento e migliorare la qualità della vita. Questa è la conclusione dei ricercatori della Mayo Clinic del Minnesota.

Le cellule senescenti sono le cellule che smettono di dividersi ma che rimangono vive e metabolicamente attive; possono svolgere un ruolo positivo per la salute emettendo delle tossine che uccidono le cellule tumorali. Tuttavia, le cellule senescenti possono anche accumularsi nel corso del tempo. Se crescono in maniera eccessivamente numerosa, le cellule senescenti possono danneggiare le cellule sane e contribuire ad una vasta gamma di condizioni croniche correlate all'invecchiamento, come il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro, la demenza, l'artrite, l'osteoporosi e la fragilità del corpo in generale. Inoltre, le cellule senescenti hanno delle protezioni integrate che le rendono difficili da uccidere. Tali cellule possono sopravvivere per mesi in condizioni di laboratorio che uccidono le cellule normali in ore.

Prevenire la formazione delle cellule senescenti non è un'opzione, poiché in tal modo si apre la porta a tutti i tipi di malattie opportunistiche, fra cui il cancro. Al contrario, i ricercatori si sono concentrati sui modi per disarmare temporaneamente le cellule già formate per ucciderle una volta completato il loro lavoro produttivo. Nuovi farmaci in fase di sviluppo sono destinati ad attaccare le cellule senescenti nel loro punto di forza, cioè le dozzine di "reti di sopravvivenza" che aiutano a resistere all'apoptosi o morte cellulare programmata.

"Permettiamo alle cellule senescenti di uccidersi con le cattive cose che producono", ha detto il Dott. James Kirkland, direttore del Centro Kogod sull'invecchiamento della Clinica Mayo. Un articolo scritto dai ricercatori Mayo e pubblicato sul Journal of American Geriatrics Society, afferma che i farmaci "senolitici", se si dimostreranno sicuri ed efficaci negli esseri umani, potrebbero impedire o ritardare una vasta gamma di condizioni croniche, dall'infiammazione alle disfunzioni cellulari, che contribuiscono all'invecchiamento. In alcuni casi, il corpo può anche essere in grado di riparare i danni causati dall'invecchiamento. "Le cellule senescenti agiscono come veleno per le cellule staminali, quindi quando si allontanano le cellule senescenti, si riabilita la funzione delle cellule staminali", ha detto Kirkland.

Nel rapporto è stato anche riportato: "Se i senolitici o altri interventi che mirano ai processi fondamentali di invecchiamento risultano essere efficaci e sicuri negli studi clinici, potrebbero trasformare la medicina geriatrica permettendo la prevenzione o il trattamento di molteplici malattie e disfunzioni funzionali in parallelo, anziché una alla volta." Questa classe di farmaci è stata segnalata per la prima volta nel 2015 negli studi sugli animali guidati da Kirkland, con Paul Robbins e Laura Niedernhofer dell'Istituto di ricerca Scripps, che ha coniato il termine "senolitici". L'intento non è necessariamente quello di prolungare la durata della vita, anche se questo potrebbe essere possibile un giorno. Piuttosto, questi farmaci hanno l'obiettivo di aumentare il numero di anni in cui le persone vivono una vita sana e produttiva. "Vogliamo aggiungere vita agli anni, piuttosto che anni alla vita", ha detto Kirkland.

Lo studio del 2015, pubblicato sulla rivista Aging Cell, ha mostrato che l'uccisione o "clearing" delle cellule senescenti nei topi anziani ha migliorato significativamente la qualità della loro vita. "Nei modelli animali i composti hanno migliorato la funzionalità cardiovascolare e l'esercizio fisico, riducendo l'osteoporosi e la fragilità, ed aumentano la durata della salute", ha dichiarato Niedernhofer. "Un fatto notevole è che in alcuni casi questi farmaci hanno fatto questo con un singolo ciclo di trattamento." I ricercatori di Mayo hanno già individuato diversi farmaci senolitici che mirano alle cellule senescenti. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications ha mostrato nel dettaglio una piattaforma di screening per identificare ulteriori farmaci che mirano a queste cellule, fra cui una nuova classe di farmaci chiamati inibitori HSP90. Altri medicinali sono il farmaco antitumorale sperimentale Navitoclax, così come il dasatinib, un farmaco usato per combattere la leucemia; la quercetina, un polifenolo vegetale del gruppo dei flavonoidi; la piperlongumina, un prodotto naturale derivato dal frutto del pepe longo asiatico, sono tra gli agenti scoperti negli ultimi anni che hanno effetti senolitici. Nel mese di marzo del 2017 i ricercatori di Mayo hanno riportato altri tre farmaci sulla rivista Aging: il fisetin (un altro flavonoide e antiossidante) e due inibitori BCL-XL: A1331852 e A1155463. Tutti hanno dimostrato di uccidere le cellule senescenti in vitro, lasciando le cellule normali inalterate.

"Siamo andati rapidamente negli ultimi anni di ricerca e sembra che sempre più farmaci senolitici, inclusi gli inibitori HSP90 recentemente scoperti, stiano avendo un impatto su una vasta gamma di malattie", ha detto Kirkland in una dichiarazione stampa. "Dobbiamo continuare a verificare se ci sono più farmaci o combinazioni di farmaci ottimali per ampliare la gamma di cellule senescenti che possono essere mirate." Kirkland ha affermato a Healthline che le sperimentazione sugli esseri umani dei farmaci senolitici è "imminente", riferendo che alcuni farmaci sono già stati approvati dalla FDA per il trattamento di altre condizioni sanitarie. Se approvati dalla FDA, altri farmaci saranno probabilmente destinati inizialmente ad essere utilizzati in individui con condizioni pericolose per la vita, come la fibrosi polmonare idiopatica, la cirrosi epatica, le malattie renali avanzate e il diabete. Il trattamento dovrebbe includere un mix di farmaci e interventi sullo stile di vita, ha detto Kirkland.

Nonostante la notevole promessa dei senolitici, "non sappiamo ancora se questi farmaci funzionano sugli esseri umani, e nessuno dovrebbe iniziare a prendere questi farmaci fino a quando non saranno condotti gli studi clinici", ha sottolineato Kirkland. Tuttavia, ha detto: "Se si dimostreranno sicuri, potremmo vederli utilizzati in popolazioni meno gravemente ammalate, e forse in persone che potrebbero assumere preventivamente questi farmaci." "È una lunga strada da percorrere.

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Laser Ad Olmio

 

Alcune patologie urologiche, fra cui i calcoli renali e l'ipertrofia prostatica benigna, possono essere trattate presso l'Ospedale Cottolengo di Torino per mezzo di sottili microfibre, dalle quali fuoriesce un fascio di luce laser generato da un'apparecchiatura che utilizza l'elemento denominato "olmio". Il trattamento laser per alcune condizioni patologiche urologiche è di fatto definibile come "endourologia di precisione". Il continuo progresso nel campo dei laser chirurgici a fibre ottiche, combinato con l'uso diffuso di strumenti endoscopici miniaturizzati in grado di andare dove una mano o un bisturi non possono arrivare, fanno della chirurgia laser il miglior supporto per il medico urologo e per lo sviluppo dell'endourologia. In particolare, i laser ad olmio e a tulio offrono prestazioni avanzate con un basso rischio di sanguinamento intraoperatorio e periodi di ricovero più brevi, rendendo le procedure endoscopiche più sicure e meno invasive rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali e alla chirurgia aperta.

Il laser è stato usato fin dagli anni '80 del secolo scorso per il trattamento endochirurgico dell'iperplasia prostatica benigna o BPH. In seguito all'evoluzione dei generatori laser e delle tecniche chirurgiche, oggi il laser ad olmio ed il più recente laser a tulio di ultima generazione sono le tecnologie più avanzate, nonché strumenti ad alte prestazioni, per le procedure di prostatectomia endoscopica. All'inizio i laser pulsati sono stati utilizzati per la vaporizzazione della prostata tramite HoLAP (Holmium Laser Ablation of Prostate), una procedura di "ablazione" che è facile da imparare ma non produce grandi risultati soprattutto per le grandi prostate. Successivamente è stata sviluppata la metodologia HoLEP per "l'enucleazione" con laser ad olmio della prostata: una tecnica di enucleazione che, con l'aiuto del morcellatore, consente il trattamento della BPH indipendentemente dalla dimensione degli adenomi. Negli ultimi anni, una nuova fonte laser ha guadagnato popolarità: il laser a tulio. L'arrivo della seconda generazione di laser a tulio ha contribuito a diffondere ulteriormente l'uso di queste apparecchiature.
I sistemi laser rappresentano l'ultima tecnologia disponibile oggi per gli urologi per eseguire operazioni transuretrali, consentendo loro di operare su una prostata di qualsiasi dimensione per una rimozione precisa dell'adenoma a livello di capsula chirurgica. Questi dispositivi sono alternative alla TURP tradizionale ed alla prostatectomia aperta. L'enucleazione della prostata con il laser è meno soggetta a ricorrenze o complicazioni, come la sindrome di TUR o sanguinamenti durante e dopo l'intervento chirurgico, e prevede brevi periodi di cateterizzazione e di ricovero. Grazie all'effetto emostatico, questi interventi sono raccomandati in caso di operazione chirurgica su pazienti cardiopatici o con problemi di coagulazione, ad esempio per coloro che sono trattati con anticoagulanti. Inoltre, l'uso del morcellatore, a differenza di altre procedure, consente di eseguire l'analisi istopatologica.

Anche per il trattamento chirurgico dei calcoli del tratto urinario, lo sviluppo del laser ad olmio ha offerto alternative più sicure e minimamente invasive rispetto alle tecniche tradizionali. Le varie tecniche di asportazione dei calcoli vengono utilizzate di volta in volta in base alla forma, alla dimensione, alla composizione chimica e alla posizione anatomica dei calcoli da trattare. I sintomi e le condizioni del paziente, come la presenza di stenosi del tratto urinario, sono altri criteri importanti per la scelta della procedura. I vantaggi principali di utilizzare una sorgente laser consistono in un'elevata efficienza per tutti i tipi di calcoli e nella bassa percentuale di migrazione e propulsione retrograda dei frammenti trattati. Se l'ureteroscopia o URS è adatta al trattamento chirurgico di diversi tipi di calcoli presenti nell'uretere, la RIRS o chirurgia retrogrado intra-renale può essere considerata come l'evoluzione della URS che, utilizzando l'ultima generazione di endoscopi, tratta anche molti tipi di calcoli renali. Utilizzando un ureterorenoscopio flessibile con deflessione attiva e passiva, è possibile raggiungere la cavità renale all'indietro.

Nessuna di queste procedure richiede incisioni: un ureteroscopio o un ureterorenoscopio viene inserito direttamente attraverso l'uretra nella vescica, nell'uretere e, se necessario, nei canali renali. La luce laser viene erogata tramite una fibra ottica flessibile inserita nell'endoscopio finché non entra in contatto diretto con i calcoli. Qui l'energia emessa dal laser ad olmio può portare alla polverizzazione o alla frammentazione. Nel primo caso, il residuo viene successivamente espulso spontaneamente con la minzione; nel secondo caso i frammenti vengono raccolti e rimossi usando sonde speciali. La nefrolitotomia percutanea è la procedura più utilizzata per i calcoli renali più grandi o per quelli di consistenza più dura. In anestesia generale, una piccola incisione viene effettuata sul lato del paziente a livello del rene, per il passaggio diretto di un nefroscopio che porta il laser a contatto diretto con i calcoli renali per la frammentazione. Quando l'operazione è completata, viene inserito un particolare catetere interno, che funge da collegamento fra il rene e la vescica per consentire l'uscita dell'urina, evitando così il verificarsi di coliche.

Lo sviluppo di trattamenti più efficaci e duraturi per la stretto uretrale, utilizzando procedure minimamente invasive e sicure, continua ad essere un'importante area di ricerca. Le striscie fibrose dell'uretra, derivanti da spongiofibrosi originata da cause diverse come l'infiammazione o il trauma, possono ora essere trattate rapidamente ed efficacemente con l'uretrotomia laser. L'uso del laser è adatto per gli stretti uretrali corti e per le striscie più significative, oppure per il trattamento dell'atresia uretrale. Il laser esegue l'ablazione del tessuto danneggiato con un taglio pulito, privo di sanguinamento e senza penetrare troppo in profondità. Ciò riduce il rischio di danni termici laterali, complicanze, ricorrenze o la formazione di fibrosi post-chirurgica, con conseguente completo ripristino del normale flusso urinario. Il laser è un ottimo strumento chirurgico ampiamente usato anche in oncologia chirurgica. In urologia, il laser può essere utilizzato per l'escissione di tumori dell'uretra, vescica, uretere e reni. L'utilizzo di lunghezze d'onda elettromagnetiche o luce, che vengono trasmesse tramite le fibre ottiche, consente di eseguire facilmente l'attività endoscopica. Adeguando opportunamente i parametri si ottiene un controllo preciso sia del taglio sia dell'ablazione.

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