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Banane

 

Mangiare cibi ricchi di potassio come le patate dolci, gli avocado, gli spinaci, i fagioli e le banane, e persino il caffè, potrebbe essere la chiave per ridurre la pressione sanguigna, secondo La Dott.ssa Alicia McDonough, professoressa di neurobiologia cellulare presso la Keck School of Medicine dell'Università della California del Sud. McDonough ha affermato: "Un decrescente apporto di sodio è un modo ben consolidato per abbassare la pressione sanguigna, ma l'evidenza suggerisce che aumentare il potassio dietetico può avere un effetto altrettanto importante sull'ipertensione."

L'ipertensione è un problema di salute globale, che colpisce più di un miliardo di persone in tutto il mondo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l'ipertensione sia responsabile di almeno il 51% dei decessi a causa di ictus e del 45% dei decessi dovuti a malattie cardiache. McDonough ha esplrato il legame fra la pressione sanguigna e il sodio nella dieta, il potassio ed il rapporto fra sodio e potassio, ed i risultati di questo studio sono stati pubblicati nel numero di aprile 2017 dell'American Journal of Physiology, nella sezione Endocrinologia e Metabolismo. In questo articolo sono indagati gli effetti del sodio e del potassio nella dieta rispetto all'ipertensione, ed i risultati provengono dall'osservazione della popolazione e da studi riguardanti i meccanismi molecolari che intervengono in tutto ciò.

Nell'articolo scritto da McDonough si trova che diversi studi sulla popolazione dimostrano che un aumento di potassio nella dieta, calcolato in base all'escrezione urinaria e dal richiamo dietetico, è associato ad una pressione sanguigna più bassa, indipendentemente dall'assunzione di sodio. Studi interventistici riguardanti l'aumento del potassio hanno anche suggerito che il potassio fornisce un beneficio diretto. McDonough ha studiato dei modelli nei roditori, nel suo laboratorio ed in altri, per illustrare i meccanismi dei benefici del potassio. Questi studi hanno indicato che il corpo effettua un bilanciamento, utilizzando il sodio per mantenere uno stretto controllo dei livelli di potassio nel sangue, il che è fondamentale per una normale funzionalità cardiaca, nervosa e muscolare.

McDonough ha affermato: "Quando il potassio nella dieta è elevato, i reni espellono più sale e acqua, il che aumenta l'escrezione di potassio. Alimentarsi con una dieta ad alto contenuto di potassio è come assumere un diuretico." Questo aumento di potassio nella dieta rappresenta però uno sforzo cosciente. McDonough ha spiegato che i nostri antenati mangiavano molta frutta, radici, verdure, legumi e cereali, tutti alimenti ad alto contenuto di potassio e bassissimo contenuto di sodio. Le diete moderne, però, da allora sono cambiate drasticamente: le aziende alimentari aggiungono il sale per soddisfare le nostre voglie, ed i prodotti alimentari lavorati sono di solito a basso contenuto di potassio."

McDonough ha affermato: "Se ci si alimenta con una tipica dieta occidentale, l'apporto di sodio è alto e l'assunzione di potassio è bassa. Questo aumenta notevolmente la probabilità di sviluppare un'alta pressione sanguigna. Quando il potassio nella dieta è basso, l'atto di bilanciamento utilizza la ritenzione di sodio per trattenere questa bassa quantità di potassio, il che è come alimentarsi con una dieta ricca di sodio." Ma quanto potassio nella dieta dovremmo consumare? Nel 2004, un rapporto di un Istituto di Medicina raccomandava che gli adulti dovessero consumare almeno 4,7 grammi di potassio al giorno per abbassare la pressione sanguigna, smussare gli effetti del sodio nella dieta e ridurre il rischio di calcoli renali e perdita di tessuto osseo, come riferito da McDonough. Mangiare tre quarti di una tazza di fagioli neri, per esempio, vi aiuterà a raggiungere quasi il 50% della quantità consigliata giornaliera di potassio.

McDonough raccomanda lo sviluppo di politiche pubbliche per aumentare l'assunzione di potassio nella dieta da fonti vegetali. Lei sostiene inoltre che le etichette nutrizionali degli alimenti dovrebbero riportare il contenuto di potassio, per contribuire ad aumentare la consapevolezza dei consumatori riguardo le fonti economiche di potassio.

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