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Endoscopia

 

Nell'ambito dell'ASL unica Città di Torino sono presenti i seguenti servizi riguardanti l'Endoscopia:

 

Ospedale Martini - Via Tofane 71 - Telefono centralino: 01170951

Endoscopia

 

Ospedale Maria Vittoria - Via Cibrario 72 - Telefono centralino: 0114393111

Endoscopia digestiva

 

Stomaco

 

La parola "endoscopia", letteralmente, significa "guardare dentro", e tipicamente si riferisce a guardare dentro il corpo umano per ragioni mediche utilizzando un "endoscopio". L'endoscopio è uno strumento per esaminare l'interno di un organo cavo o di una cavità del corpo, e può essere di vario tipo. A differenza di molte altre tecniche d'indagine medica, gli endoscopi vengono inseriti direttamente nell'organo. All'estremità dell'endoscopio può essere inserito uno strumento per tagliare o cauterizzare, quindi l'endoscopia può servire anche per effettuare interventi chirurgici. Questo tipo di chirurgia, di solito, lascia solo una piccola cicatrice esterna o interna.

Ci sono diversi molti tipi di endoscopio, a seconda del sito del corpo che si vuole esaminare. A seconda del tipo di procedura, l'endoscopia può essere effettuata da un medico o da un chirurgo, ed il paziente può essere pienamente cosciente o anestetizzato. Molto spesso il termine endoscopia è usato per riferirsi ad un esame della parte superiore del tratto gastrointestinale, ed in questo caso l'esame si chiama esofagogastroduodenoscopia.

 

Un medico può utilizzare l'endoscopia per le seguenti ragioni:

- Ricerca dei sintomi e della loro origine, come quelli dell'apparato digerente, fra cui nausea, vomito, dolori addominali, difficoltà di deglutizione e sanguinamento gastrointestinale.

- Per confermare una diagnosi, più comunemente eseguendo una biopsia per verificare condizioni patologiche come l'anemia, il sanguinamento, l'infiammazione ed i tumori dell'apparato digerente.

- Per eseguire un trattamento curativo, come la cauterizzazione di un vaso sanguinante, l'allargamento di un esofago stretto, la rimozione di un polipo o di un corpo estraneo.

 

Gli operatori sanitari possono utilizzare l'endoscopia per esaminare le seguenti parti del corpo:

- Il tratto gastrointestinale.

- L'esofago, lo stomaco ed il duodeno (esofagogastroduodenoscopia).

- L'intestino tenue (enteroscopia).

- L'intestino crasso ed il colon (colonscopia, sigmoidoscopia).

- Il dotto biliare.

- L'intestino retto (rettoscopia) e l'ano (anoscopia), entrambe chiamate proctoscopia.

- Il naso (rinoscopia).

- Le vie respiratorie.

- Il tratto respiratorio inferiore (broncoscopia).

- L'orecchio (otoscopia).

- Il tratto urinario (cistoscopia).

- Il sistema riproduttivo femminile (ginecoscopia).

- La cervice (colposcopia).

- L'utero (isteroscopia).

- Le Tube di Falloppio (falloppioscopia).

 

L'endoscopia può anche essere utilizzata per esaminare cavità corporee normalmente chiuse, attraverso una piccola incisione:

- La cavità addominale o pelvica (laparoscopia).

- L'interno di un'articolazione (artroscopia).

- Gli organi del torace (toracoscopia e mediastinoscopia).

 

L'endoscopia è usata anche per altre procedure:

- Durante la gravidanza: amnioscopia e fetoscopia.

- Chirurgia plastica.

- Panendoscopia o endoscopia tripla, che combina laringoscopia, esofagoscopia e broncoscopia.

- Chirurgia ortopedica.

- Chirurgia della mano, come ad esempio l'endoscopia per la liberazione dal tunnel carpale.

- Intervento chirurgico al ginocchio, come ad esempio la ricostruzione del legamento anteriore crociato.

- Lo spazio epidurale (epiduroscopia).

- Chirurgia endodontica.

- Chirurgia del seno mascellare.

- Chirurgia endoscopica endonasale.

- Chirurgia endoscopica spinale.

 

I rischi dell'endoscopia:

I rischi principali sono le infezioni, la sedazione eccessiva, la perforazione, l'asportazione del rivestimento dello stomaco o dell'esofago ed il sanguinamento. Sebbene la perforazione richieda generalmente un intervento chirurgico riparatore, alcuni casi possono essere trattati con antibiotici e fluidi endovenosi. Il sanguinamento può verificarsi nel sito in cui è stata eseguita una biopsia o la rimozione di un polipo. Tale sanguinamento, in genere, è di entità limitata e può smettere da solo, oppure essere controllato mediante cauterizzazione. A volte, però, è necessario un intervento chirurgico.

Altri rischi comprendono reazioni e complicanze correlate ad altre malattie che il paziente può avere. Di conseguenza, i pazienti devono informare il proprio medico riguardo a tutte le tendenze allergiche ed altri problemi di salute. Di tanto in tanto, può infiammarsi il sito dove è stato iniettato il sedativo per un breve periodo di tempo.

Dopo l'endoscopia il paziente viene posto in osservazione e controllato da una persona qualificata, in camera endoscopica o in un'area di recupero. Di tanto in tanto al paziente rimane un lieve mal di gola, che può durare alcune settimane o non presentarsi affatto. Il paziente può anche avere una sensazione di gonfiore per via dell'aria insufflata durante la procedura. Quando il paziente si è completamente ristabilito, viene istruito su come riprendere la sua dieta abituale, ed ha poi il permesso di andare a casa. Se è stata effettuata una sedazione, vengono date ulteriori istruzioni al paziente.

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Molecola Di Rifaximina

 

Alle persone affette da malattie infiammatorie vengono spesso prescritti farmaci anti-infiammatori non steroidei o FANS. Inoltre, per questo motivo, a loro viene consigliato di assumere degli inibitori della pompa protonica per proteggere lo stomaco. In uno studio congiunto, il farmacologo clinico Markus Zeitlinger ed il gastroenterologo Werner Dolak di MedUni Vienna hanno dimostrato che questa combinazione di farmaci può causare infiammazione all'intestino tenue. Tuttavia, se a questi medicinali viene associato l'antibiotico rifaximina, l'intestino rimane protetto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Gastroenterology.

Le persone che soffrono di condizioni infiammatorie o dolori, spesso, prendono dei farmaci anti-infiammatori non steroidei, come il ben noto diclofenac, ad esempio. Tuttavia, tali farmaci spesso attaccano il rivestimento dello stomaco, e per questo viene prescritto a queste persone anche qualcosa per proteggere i loro stomaci dai FANS. Tuttavia, questa combinazione può arrecare danni agli intestini. I farmaci anti-infiammatori possono causare un effetto opposto a quello desiderato, ossia l'infiammazione, in tutto l'intero tratto dell'apparato digerente dove sono presenti le pompe protoniche, avendo inoltre un impatto negativo sulla flora batterica intestinale, per cui l'intestino tenue può essere colonizzato da batteri indesiderati. Questo può influire negativamente sul microbioma altamente individuale delle persone interessate.

Markus Zeitlinger del Dipartimento di Farmacologia Clinica e Werner Dolak del Dipartimento di Medicina III hanno studiato sessanta volontari sani per un periodo di quattordici giorni, monitorando le reazioni legate ai farmaci nel tratto intestinale, mediante imaging con capsula endoscopica. Questo processo prevede la deglutizione di una capsula contenente una telecamera, che poi riprende automaticamente delle immagini lungo il suo percorso attraverso il tratto gastrointestinale, per trasmetterle ad un registratore di dati portatile esterno. Le immagini possono poi essere analizzate con un computer e la telecamera viene escreta in modo normale.

I volontari esaminati mediante capsula endoscopica sono stati innanzitutto divisi in due gruppi. Ad un gruppo è stato somministrato diclofenac con omneprazol come protettore gastrico, più la rifaximina, per la quale i modelli derivanti da prove su animali hanno dimostrato di avere un effetto benefico e protettivo sugli intestini. All'altro gruppo è stato dato un placebo al posto della rifaximina. Dopo due settimane, i partecipanti hanno ingerito un'altra capsula endoscopica, che ha mostrato delle infiammazioni significative nell'intestino tenue di circa un terzo del secondo gruppo. L'altro gruppo di volontari, a cui era stata data la rifaximina, ha avuto un numero significativamente inferiore di cambiamenti infiammatori e, anche quando si erano verificati, erano meno gravi.

I risultati di questo studio a doppio cieco sono serviti per confermare la tesi secondo cui la somministrazione aggiuntiva di rifaximina protegge l'intestino. Come passo successivo, si intende condurre uno studio per indagare cosa accade nelle persone che assumono regolarmente farmaci anti-infiammatori non steroidei.

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