Questo sito web Salute Torino non è il sito ufficiale dell'ASL. Riguarda la sanità torinese un po' "a tutto tondo", la medicina e la scienza in generale. Buona lettura!

Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Molecola Di Rifaximina

 

Alle persone affette da malattie infiammatorie vengono spesso prescritti farmaci anti-infiammatori non steroidei o FANS. Inoltre, per questo motivo, a loro viene consigliato di assumere degli inibitori della pompa protonica per proteggere lo stomaco. In uno studio congiunto, il farmacologo clinico Markus Zeitlinger ed il gastroenterologo Werner Dolak di MedUni Vienna hanno dimostrato che questa combinazione di farmaci può causare infiammazione all'intestino tenue. Tuttavia, se a questi medicinali viene associato l'antibiotico rifaximina, l'intestino rimane protetto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Gastroenterology.

Le persone che soffrono di condizioni infiammatorie o dolori, spesso, prendono dei farmaci anti-infiammatori non steroidei, come il ben noto diclofenac, ad esempio. Tuttavia, tali farmaci spesso attaccano il rivestimento dello stomaco, e per questo viene prescritto a queste persone anche qualcosa per proteggere i loro stomaci dai FANS. Tuttavia, questa combinazione può arrecare danni agli intestini. I farmaci anti-infiammatori possono causare un effetto opposto a quello desiderato, ossia l'infiammazione, in tutto l'intero tratto dell'apparato digerente dove sono presenti le pompe protoniche, avendo inoltre un impatto negativo sulla flora batterica intestinale, per cui l'intestino tenue può essere colonizzato da batteri indesiderati. Questo può influire negativamente sul microbioma altamente individuale delle persone interessate.

Markus Zeitlinger del Dipartimento di Farmacologia Clinica e Werner Dolak del Dipartimento di Medicina III hanno studiato sessanta volontari sani per un periodo di quattordici giorni, monitorando le reazioni legate ai farmaci nel tratto intestinale, mediante imaging con capsula endoscopica. Questo processo prevede la deglutizione di una capsula contenente una telecamera, che poi riprende automaticamente delle immagini lungo il suo percorso attraverso il tratto gastrointestinale, per trasmetterle ad un registratore di dati portatile esterno. Le immagini possono poi essere analizzate con un computer e la telecamera viene escreta in modo normale.

I volontari esaminati mediante capsula endoscopica sono stati innanzitutto divisi in due gruppi. Ad un gruppo è stato somministrato diclofenac con omneprazol come protettore gastrico, più la rifaximina, per la quale i modelli derivanti da prove su animali hanno dimostrato di avere un effetto benefico e protettivo sugli intestini. All'altro gruppo è stato dato un placebo al posto della rifaximina. Dopo due settimane, i partecipanti hanno ingerito un'altra capsula endoscopica, che ha mostrato delle infiammazioni significative nell'intestino tenue di circa un terzo del secondo gruppo. L'altro gruppo di volontari, a cui era stata data la rifaximina, ha avuto un numero significativamente inferiore di cambiamenti infiammatori e, anche quando si erano verificati, erano meno gravi.

I risultati di questo studio a doppio cieco sono serviti per confermare la tesi secondo cui la somministrazione aggiuntiva di rifaximina protegge l'intestino. Come passo successivo, si intende condurre uno studio per indagare cosa accade nelle persone che assumono regolarmente farmaci anti-infiammatori non steroidei.

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn




Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo