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Epidemiologia

 

Nell'ambito dell'ASL unica Città di Torino sono presenti i seguenti servizi riguardanti l'Epidemiologia:

 

Dipartimento di Prevenzione - S.S.D. Epidemiologia ed Educazione Sanitaria

Via della Consolata 10 - Telefono: 0115663025 - Fax: 0115663175

Dirigente: Dott.ssa Rosa D'Ambrosio

Campi di azione: indagini epidemiologiche, promozione della salute, formazione del personale sanitario, individuazione dei profili di salute. In questi ambiti tale struttura sanitaria collabora con molti servizi territoriali dell'ASL Città di Torino e con i Servizi Sociali, soprattutto per quanto riguarda i processi d'informatizzazione e di analisi e lettura dei dati raccolti presso i servizi. Il Dipartimento Integrato di Prevenzione esplica le sue funzioni, secondo le leggi vigenti, nelle seguenti aree d'intervento: sanità pubblica, sicurezza alimentare, prevenzione e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, azioni volte a favorire il benessere degli animali.

Tutto ciò si esplica attraverso i seguenti campi di studio e di azione:

- Epidemiologia ed Educazione Sanitaria.

- Centro Controllo Malattie.

- Programmi e Risorse della Prevenzione e Promozione della Salute: Medicina dello Sport.

- Igiene e Sanità Pubblica: Igiene Umana e Profilassi (vaccinazioni), Igiene del Territorio ed Edilizia Urbana.

- Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, compresa l'analisi dei gas tossici.

- Igiene degli Alimenti e della Nutrizione.

- Veterinaria Area A - Sanità Animale: Igiene Urbana Veterinaria e Zoonosi.

- Veterinaria Area B - Alimenti di Origine Animale: Ispezione Veterinaria, Vigilanza Veterinaria, Audit Veterinario.

- Veterinaria Area C - Produzione: Vigilanza sugli Alimenti Zootecnici / NIV.

- Farmacosorveglianza e Farmacovigilanza Veterinaria: vigilanza e controllo sul latte e sui prodotti caseari, vigilanza e benessere degli animali.

- Profilo Multizonale Profilassi e Polizia Veterinaria.

- Vigilanza e Gestione dell'Emergenza Sanitaria.

 

Ospedale Amedeo di Savoia - Ora Nuovo Polo Sanitario Territoriale in corso Svizzera 164

Telefono centralino: 0114393111

Epidemiologia Molecolare della TBC

 

Coltura Batterica

 

L'Epidemiologia è lo studio e l'analisi di modelli, cause ed effetti delle condioni di salute e delle malattie delle popolazioni. Si tratta della colonna portante della salute pubblica, e contribuisce alle decisioni politiche mediante la pratica basata sulle evidenze, identificando i fattori di rischio che possono portare a varie patologie, nonché gli obiettivi che si deve porre l'assistenza sanitaria preventiva. Gli epidemiologi studiano questi modelli, anche mediante la raccolta e l'analisi statistica dei dati, interpretandoli e diffondendo i risultati ottenuti. L'Epidemiologia ha contribuito a sviluppare delle metodologie utilizzate nella ricerca clinica, negli studi riguardanti la salute pubblica e, in misura minore, nella ricerca di base nel campo delle scienze biologiche.

Le principali aree di studio dell'Epidemiologia sono l'eziologia delle malattie (le cause), la loro trasmissione, i focolai, la sorveglianza delle malattie, l'epidemiologia forense, il biomonitoraggio ed il confronto degli effetti dei trattamenti, come negli studi clinici. Gli epidemiologi si basano anche su altre discipline scientifiche come la biologia, per capire meglio i processi delle malattie, la statistica, per utilizzare in modo efficace i dati e trarre le opportune conclusioni, le scienze sociali, per comprendere meglio le cause prossime e remote, e l'ingegneria, per la valutazione dell'esposizione alle cause di rischio.

Nel corso del ventesimo secolo, in epidemiologia sono stati introdotti dei metodi matematici, da parte di Ronald Ross, Janet Lane-Claypon, Anderson Gray McKendrick ed altri. Un altro passo avanti è stato fatto nel 1954, con la pubblicazione dei risultati di uno studio effettuato da alcuni medici britannici, coordinati da Richard Doll ed Austin Bradford Hill, che hanno stabilito un legame statistico fra il fumo di tabacco e l'insorgenza del cancro ai polmoni.

Alla fine del ventesimo secolo, con l'avanzamento delle scienze biomediche, è stato identificato un certo numero di marcatori molecolari nel sangue, in altre sostanze biologiche e nell'ambiente, come fattori predittivi dello sviluppo o del rischio di contrarre determinate malattie. Questo tipo di studi è denominato "epidemiologia molecolare". In particolare, l'epidemiologia genetica ha l'obiettivo d'individuare la relazione fra le variazioni genetiche e le malattie. Le variazioni genetiche sono tipicamente determinate utilizzando il DNA dei leucociti del sangue periferico.

Anche se la maggior parte degli studi di epidemiologia molecolare utilizzano ancora sistemi convenzionali di diagnosi e classificazione delle malattie, si sta notando sempre più che l'evoluzione delle malattie presenta dei processi intrinsecamente eterogenei, che differiscono da persona a persona. Concettualmente, ogni individuo ha un processo patologico unico, diverso da quelli degli altri. Gli studi volti ad esaminare la relazione fra l'esposizione ad agenti endogeni (interni) ed esogeni (esterni) e l'evolversi di stati patologici (in particolare il cancro) sono diventati sempre più comuni nel corso degli anni 2000. Tuttavia, l'impiego della patologia molecolare in epidemiologia ha posto delle sfide uniche, fra cui la mancanza di linee di ricerca e metodologie statistiche standardizzate, e la scarsità di esperti interdisciplinari e programmi di formazione. Inoltre, il concetto di eterogeneità delle malattie (in base alle singole persone) sembra in contrasto con la tradizionale premessa in epidemiologia, ossia che le malattie hanno eziologie e processi simili in tutti gli individui. Per cercare di risolvere questi problemi, si è andato costituendo un ambito di studio interdisciplinare denominato "epidemiologia molecolare delle patologie e dell'eterogeneità delle malattie". In tutto ciò, i ricercatori studiano le relazioni fra: 1) Fattori ambientali, dieta, stile di vita e fattori genetici. 2) Alterazioni delle molecole cellulari ed extracellulari. 3) Evoluzione e progressione delle malattie. Una migliore comprensione dell'eterogeneità e della patogenesi delle malattie contribuirà ulteriormente a chiarire la loro eziologia. Questo approccio può essere applicato non solo alle malattie neoplastiche (tumori), ma anche ad altri tipi di patologia. Questo tipo di ricerca si è diffuso negli anni 2010.

Gli epidemiologi utilizzano delle metodologie di studio di tipo osservativo e sperimentale, generalmente classificati come descrittivi, analitici (esaminare ulteriormente le associazioni note o i rapporti ipotizzati) e sperimentali (studi clinici, trattamenti ed altri interventi). Negli studi osservativi, alla natura è permesso di "fare il suo corso", con gli epidemiologi che osservano da bordo campo. Viceversa, negli studi sperimentali gli epidemiologi controllano tutti i fattori che entrano in gioco in un determinato studio. Gli studi epidemiologici hanno lo scopo, dove e quando possibile, di rivelare con imparzialità gli effetti a determinate esposizioni a fattori di rischio, come l'alcol, il fumo, gli agenti biologici, lo stress ed i prodotti chimici, individuando il tasso di mortalità o morbilità. L'identificazione di relazioni causali fra questi tipi di esposizione e le malattie è un aspetto importante dell'epidemiologia. Gli epidemiologi moderni, inoltre, utilizzano anche l'informatica come strumento per le loro ricerche.

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