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Strumentazione Radiologica

 

L'Ospedale Mauriziano di Torino, in ottemperanza ad una direttiva europea in materia, comunica ai pazienti le quantità di radiazioni utilizzate per gli esami radiologici. Il sistema utilizzato è quello di archiviare su CD i referti relativi agli esami diagnostici che impiegano radiazioni ionizzanti, ossia raggi X, e tali referti riportano le dosi usate. Questo anche perché negli ultimi 20-30 anni i livelli di radiazioni a cui sono sottoposte le persone che necessitano di tali esami sono più che raddioppiati. Ad esempio, una sola TAC o Tomografia Assiale Computerizzata sottopone il paziente ad una dose di radiazioni equivalente a circa 250 lastre al torace. La direttiva europea di cui sopra è stata emanata dall'Euratom o European atomic energy community nel 2013, e prevede che gli Stati appartenenti all'Unione Europea diano questo tipo d'informazioni ai pazienti che frequentano le varie strutture sanitarie. Tutti i Centri Radiologici dell'UE sono tenuti a farlo entro il mese di febbraio del 2018, ma l'Ospedale Mauriziano si è già attivato in merito.

La "dose efficace" è una quantità di radiazioni ionizzanti stabilita per i vari casi clinici dalla Commissione internazionale per la protezione radiologica. Si tratta della somma ponderata del livello di radiazioni utili ma non dannose che possono essere applicate a tessuti ed organi specifici del corpo umano, e rappresenta un dato utile per quanto riguarda il rischio stocastico, ossia probabilistico, per la salute di tutto il corpo, che è la probabilità di induzione del cancro e di mutazioni genetiche causati da bassi livelli di radiazioni ionizzanti. La dose efficace tiene conto del tipo di radiazione impiegato e della natura di ciascun organo e tessuto che viene irradiato. L'unità di misura per la dose efficace è il sievert o Sv, che rappresenta una probabilità del 5,5% di sviluppare il cancro. La dose efficace non è una misura deterministica degli effetti sulla salute delle radiazioni, che è la gravità del danno tissutale acuto che accade con certezza, misurato in base alla quantità di radiazioni assorbita.

Il concetto di dose efficace è stato sviluppato da Wolfgang Jacobi e pubblicato nel 1975, ed è stato così convincente che l'ICRP lo ha incorporato nelle raccomandazioni generali del 1977 come "equivalente della dose efficace". La definizione più breve di "dose efficace" ha sostituito la precedente nel 1991. Dal 1977 è la quantità centrale per la limitazione delle dosi di radiazioni nel sistema internazionale di protezione radiologica o ICPR.

Secondo questo Ente, gli usi principali della dose efficace sono la valutazione prospettica della dose per la pianificazione degli esami e l'ottimizzazione della protezione radiologica, nonché la dimostrazione della conformità ai limiti di dosi per scopi regolatori.

L'ICPR afferma inoltre che la dose efficace ha contribuito significativamente alla protezione radiologica, in quanto ha consentito di somministrare con precisione le radiazioni dirette attraverso il corpo umano, nonché eventuali assunzioni interne di radionuclidi a scopi diagnostici.

Il calcolo della dose efficace è necessario per stabilire l'irradiazioni parziale o non uniforme del corpo umano, perché la dose equivalente non considera il tipo di tessuto irradiato, ma solo il tipo di radiazioni. I diversi tessuti del corpo reagiscono in modo diverso alle radiazioni ionizzanti, per cui l'ICRP ha assegnato dei fattori di sensibilità a tessuti e organi specifici, in modo che l'effetto dell'irradiazione parziale possa essere calcolato se le regioni irradiate sono note. Un fascio di radiazioni che attraversa solo una porzione del corpo presenta un rischio più basso rispetto all'irradiazione di tutto il corpo da parte dello stesso fascio di radiazioni.

La somma delle dosi efficaci relative a tutti gli organi e i tessuti dell'organismo rappresenta la dose efficace per tutto il corpo. Se solo una parte del corpo viene irradiata, solo le regioni sottoposte a radiazioni vengono utilizzate per calcolare la dose efficace. I fattori di ponderazione del tessuto ammontano a 1,0 in modo che se un intero corpo viene irradiato con radiazioni esterne uniformemente penetranti, la dose efficace per tutto il corpo è uguale alla dose equivalente per tutto il corpo. La dose efficace tiene conto di tutto ciò, ed è indicativa del rischio per tutto il corpo, indipendentemente da dove sono state applicate le radiazioni; in pratica è una quantità che indica il rischio globale in caso di esami o interventi radiologici. La dose efficace può anche essere calcolata se le radiazioni sono somministrate per via aerea, ingestione o iniezione di materiali radioattivi.

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