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Steroidi

 

Milioni di volte all'anno, gli americani [ed anche gli italiani] ricevono prescrizioni per farmaci steroidei, sperando di alleviare un mal di schiena, di eliminare una tosse fastidiosa o di allontanare i sintomi di un'allergia. Tuttavia, un nuovo studio suggerisce che queste persone ed i loro medici dovrebbero prestare una maggiore attenzione ai potenziali effetti collaterali di questi farmaci.
Si è notato che le persone che assumono questi farmaci hanno una maggiore probabilità di rompersi un osso, di avere un coagulo di sangue potenzialmente pericoloso o di andare incontro ad un serio pericolo di sepsi, nei mesi successivi al trattamento, rispetto ad altri adulti che non usano i corticosteroidi. Questo studio è stato effettuato da alcuni ricercatori dell'Università del Michigan e pubblicato sul British Medical Journal.

Anche se solo una piccola percentuale di entrambi i gruppi è andata in ospedale per via di queste gravi minacce alla salute, si è osservato che sono state numericamente superiori le persone che assumevano farmaci steroidei. Lo studio ha utilizzato dei dati provenienti da 1,5 milioni di adulti americani non anziani con assicurazioni private. Uno su cinque ha ricevuto una prescrizione a breve termine di farmaci corticosteroidi orali, come il prednisone, nel corso di questo studio, che è durato tre anni. Anche se i tassi di eventi gravi sono stati più alti nei primi 30 giorni dopo una prescrizione, sono rimasti elevati anche per i tre mesi successivi.

I ricercatori chiedono una migliore educazione dei medici e dell'utenza, circa i rischi potenziali di questi farmaci, nonché riguardo agli usi ed alle dosi più appropriate per quanto riguarda la somministrazione a breve termine. La Food and Drug Administration o FDA degli Stati Uniti chiede ai produttori di farmaci di elencare i possibili effetti collaterali del prednisone e di altri corticosteroidi, ma la rilevanza di questi effetti negativi fra gli utenti, a breve termine, non è ben delineata. Il Dott. Akbar Waljee, autore principale dello studio, ha affermato: "Anche se i medici si concentrano sulle conseguenze a lungo termine degli steroidi, non tendono a pensare ai potenziali rischi a breve termine. Abbiamo visto un chiaro segnale di tassi più elevati di questi tre eventi gravi entro 30 giorni dalla compilazione di una prescrizione. Dobbiamo capire che gli steroidi comportano un rischio reale, e che li utilizziamo più di quanto ne abbiamo veramente bisogno."

Waljee è un assistente di gastroenterologia presso la Scuola Medica UM ed un ricercatore presso il VA Ann Arbor Healthcare System. Come specialista delle malattie infiammatorie intestinali, prescrive spesso degli steroidi ai pazienti che cercano sollievo dai problemi cronici del tratto digerente. Tuttavia, il nuovo studio si è concentrato sull'uso e sui rischi a breve termine. Chi utilizza gli steroidi a breve termine? In base all'analisi di dati anonimi provenienti dalle compagnie di assicurazione, si è scoperto che la metà delle persone che hanno assunto degli steroidi per via orale lo hanno fatto solo in base a sei diagnosi, legate al dolore alla schiena, alle allergie o alle infezioni del tratto respiratorio, inclusa la bronchite.

Quasi la metà di queste persone ha utilizzato delle confezioni di metilprednisone per sei giorni di tipo "dosepak", che riduce la dose di steroidi durante il periodo di somministrazione. Il Dott. Waljee ha osservato che gli sterodi, se venduti come pillole individuali, possono costare meno di un dollaro per un periodo di sette giorni, ma la forma preconfezionata può costare molto di più. Egli ha inoltre osservato che la forma preconfezionata, che inizia con una dose relativamente alta, non sempre potrebbe essere necessaria.

Gli utenti di steroidi a breve termine hanno più probabilità di rientrare nella fascia di età inferiore ai 65 anni, e di essere donne bianche, nonché di essere affetti da molteplici patologie. I ricercatori hanno escluso dalla ricerca chiunque avesse preso degli steroidi nel corso dell'anno precedente a quelli dello studio, e chiunque avesse assunto steroidi orali per più di 30 giorni, così come le persone che avevano il cancro o che avevano subito dei trapianti.

Il Dott. Waljee ed i suoi colleghi hanno trovato tassi più alti di sepsi, tromboembolia venosa (VTE) e fratture fra gli utilizzatori di steroidi a breve termine, utilizzando diversi approcci statistici per assicurarsi che i loro risultati fossero i più attendibili possibili. In primo luogo, hanno confrontato gli utenti di steroidi a breve termine con le persone che non utilizzano steroidi, cercando i tre problemi gravi in un periodo compreso fra 5 e 90 giorni dopo la visita clinica più recente alla prima prescrizione di steroidi o dopo una visita clinica di routine per i non utenti di steroidi. Questo fornisce ciò che viene chiamato "rischio assoluto". Hanno osservato che lo 0,05% delle persone a cui erano stati prescritti farmaci steroidi hanno avuto un ricovero in ospedale con una diagnosi primaria di sepsi, rispetto allo 0,02% dei non utenti di steroidi. Per quanto riguarda i coaguli, c'è stato uno 0,14% rispetto ad un 0,09%, e per quanto riguarda le fratture c'è stato uno 0,51% rispetto ad un 0,39%. Tuttavia, questa analisi non è stata in grado di tenere conto di tutte le differenze individuali fra gli utenti di steroidi ed i non utenti.

Sono poi stati esaminati i tassi delle tre complicazioni fra gli utenti di steroidi a breve termine, prima e dopo la somministrazione. I tassi di sepsi sono risultati essere cinque volte superiori nei 30 giorni successivi ad una prescrizione di steroidi, i tassi di coagulazione VTE erano tre volte più alti, ed i tassi di frattura erano quasi due volte più elevati. Infine, i ricercatori hanno confrontato i due gruppi con un altro campione di utenti che non assumevano steroidi e che avevano le stesse condizioni respiratorie. Le differenze fra i tre gruppi con i medesimi problemi sanitari sono state ancora maggiori, come espresso da una quantità chiamata "tasso della frequenza d'incidenza". Gli utenti che assumevano steroidi hanno avuto un tasso di sepsi maggiore di cinque volte, di quasi tre volte quello di coaguli VTE e di due volte quello di frattura.

I risultati coerenti ottenuti dai tre approcci sono importanti, dato il frequente utilizzo di questi farmaci e delle potenziali implicazioni per i pazienti. Waljee ha osservato che la ragione di questo ampio effetto degli steroidi sulle complicanze può avere le sue radici nel modo con cui funzionano questi farmaci: imitando gli ormoni prodotti dal corpo, riducono l'infiammazione, ma ciò può anche indurre modifiche che mettono i pazienti in un rischio supplementare di eventi gravi.

Gli studi sulle popolazioni come quello pubblicato sul British Medical Journal possono aiutare i ricercatori a cercare degli effetti collaterali pericolosi una volta che i farmaci vengono messi sul mercato. Waljee fa notare che la FDA sta conducendo questo tipo di ricerche anche attraverso "l'Iniziativa Sentinel". Questi studi possono anche fornire una panoramica sui possibili meccanismi che possono portare a questi effetti indesiderati. Waljee ha affermato: "Quando c'è un farmaco che viene dato ad una grande popolazione, possiamo raccogliere dei segnali che possono informarci circa alcuni effetti collaterali potenzialmente dannosi, che altrimenti potrebbero andare persi negli studi più piccoli. L'analisi di grandi quantità di dati, come i questo caso, è un obiettivo di gruppi come il MiCHAMP, e può aiutare a vedere in anticipo queste tendenze, evidenziando l'importanza di questo tipo di ricerca sui Big Data."

Nel frattempo, sulla base di questi nuovi risultati, il Dott. Waljee consiglia ai pazienti e ai prescrittori di utilizzare la minore quantità di corticosteroidi in base alla condizione da trattare. Ha affermato: "Se ci sono delle alternative agli steroidi, dovremmo usarle quando possibile. Gli steroidi possono funzionare più velocemente, ma non sono così privi di rischi come si potrebbe pensare."

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