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Cellula T Immunitaria

 

Anche se le cellule immunitarie chiamate neutrofili sono note come "soldati di fanteria" nella guerra del corpo contro i microrganismi patogeni, uno studio finanziato dal National Institute of Health suggerisce che essi possono agire anche come "medici", ossia cellule riparatrici. Studiando i roditori, i ricercatori hanno dimostrato che, anziché attaccare i germi, alcuni neutrofili possono aiutare a guarire il cervello dopo un'emorragia intracerebrale, una forma di ictus causata dalla rottura di vasi sanguigni. Lo studio suggerisce che due proteine correlate ai neutrofili possono svolgere un ruolo critico nella protezione del cervello dai danni indotti dall'ictus, e che possono essere utilizzate come trattamenti per l'emorragia intracerebrale.

I ricercatori hanno studiato come i neutrofili possono aiutare a proteggere il cervello dai danni causati dall'ictus emorragico intracerebrale. Il Dott. Jaroslaw Aronowski, professore che lavora presso il dipartimento di neurologia dell'Università del Texas Health Science Center di Houston, nonché autore senior dello studio pubblicato su Nature Communications, ha affermato: "L'emorragia intracerebrale è una forma di ictus dannosa e spesso fatale, per la quale non esistono farmaci efficaci. I nostri risultati sono un primo passo sperimentale verso lo sviluppo di un trattamento per questa devastante forma di ictus."

Questo evento distruttivo, numericamente, rappresenta fra il 10% e il 15% di tutti i casi di icus. Le emorragie intracerebrali si verificano quando i vasi sanguigni si rompono e disperdono il sangue nel cervello, spesso portando a morte o disabilità a lungo termine. L'alta pressione sanguigna cronica è il principale fattore di rischio per questi tipi di ictus. La fase iniziale dei danni sembra essere causata dalla pressione del sangue che scende nel cervello. Nel tempo, ulteriori danni possono essere causati dall'accumulo di livelli tossici di prodotti sanguigni, infiltrazione di cellule immunitarie e gonfiore.

Decenni di ricerche suggeriscono che i neutrofili sono alcune delle prime cellule immunitarie che rispondono ad una emorragia e che potrebbero danneggiare e curare il cervello, con meccanismi diversi. In questo studio, i ricercatori hanno scoperto che l'interleuchina-27 o IL-27, una proteina che controlla l'attività delle cellule immunitarie, può spostare il ruolo dei neutrofili dal danneggiare il cervello all'aiutarlo per il recupero. Le iniezioni di IL-27 dopo una emorragia hanno aiutato i topi a recuperare. Giorni dopo l'ictus, i topi trattati avevano una migliore mobilità, fra cui camminare, stretching degli arti e l'evitare fori in un pavimento. Al contrario, le iniezioni di un anticorpo che bloccavano l'attività naturale di IL-27 rallentavano il recupero. Anche i cervelli dei topi trattati con IL-27 mostravano meno danni. Avevano meno gonfiore intorno alle emorragie e livelli inferiori di ferro e di emoglobina delle proteine ematiche, entrambi tossici a livelli elevati.

Il Dott. Jim Koenig, direttore del programma presso il National NIH Istituto dei Disturbi Neurologici e Stroke (Ictus), ha affermato: "Questo studio mette in luce il ruolo fondamentale che il sistema immunitario può svolgere per aiutare il cervello a guarire dopo un'emorragia o un ictus, e apre nuove vie per le strategie di trattamento." I neutrofili nascono nel midollo osseo e portano sostanze chimiche in centinaia di pacchetti densamente riempiti chiamati granuli, che assomigliano a macchie scure sotto un microscopio. Tipicamente, quando il corpo rileva batteri o un infortunio, i neutrofili corrono verso il sito di invasione e rilasciano sostanze chimiche dai granuli, che uccidono i microrganismi estranei. Questo sembra accadere anche minuti dopo un ictus emorragico.

In questo studio, i ricercatori hanno suggerito che dopo un ictus emorragico il cervello secerne elevati livelli di IL-27, che porta ad una seconda ondata di neutrofili che arrivano con granuli riempiti con più elevate quantità di molecole di guarigione. I livelli di IL-27 sono risultati essere elevati nel cervello e nel sangue dei topi un'ora dopo le emorragie, e sono rimasti alti per tre giorni, con un massimo a 24 ore dopo. Ulteriori esperimenti hanno suggerito che le cellule cerebrali chiamate "microglia", un tipo particolare di neuroni, hanno prodotto l'IL-27 in risposta alla presenza di globuli rossi. Una volta rilasciate, le molecole di IL-27 sembravano viaggiare nelle ossa dei topi, infiltrandosi nel midollo e cambiando il ruolo dei neutrofili neonati in risposta ad un ictus. Quando i ricercatori hanno estratto i neutrofili appena nati dalle ossa dei topi e li hanno trattati con IL-27, la sostanza chimica ha aumentato l'attività dei geni associati alla guarigione, in particolare la lattoferrina, riducendo l'attività dei geni associati all'uccisione delle cellule. Al contrario, il trattamento di topi con un anticorpo neutralizzante IL-27 dopo un'emorragia ha ridotto l'attività del gene della lattoferrina.

"I nostri risultati suggeriscono che IL-27 collega il cervello alle ossa", ha dichiarato il Dott. Aronowski. "Possiamo utilizzare questi risultati come fonte di idee per lo sviluppo di potenziali trattamenti per l'ictus emorragico." Infine, i ricercatori hanno mostrato che la proteina legante il ferro lattoferrina può proteggere il cervello dagli effetti degli ictus emorragici intracerebrali. Topi e ratti iniettati con lattoferrina 30 minuti dopo le emorragie hanno recuperato più velocemente e hanno ridotto i danni cerebrali rispetto agli animali a cui è stato somministrato un placebo. In un insieme di esperimenti, i ricercatori hanno scoperto che la somministrazione di lattoferrina 24 ore dopo un ictus è stata efficace. "La lattoferrina sembra avere un'ampia finestra di trattamento", ha detto il Dott. Aronowski. "Questo significa che la lattoferrina potrebbe essere usata un giorno per aiutare i pazienti a recuperare dopo un'emorragia intracerebrale."

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