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Osteoartrite

 

Un gruppo di scienziati ha progettato dei sensori indossabili potenzialmente in grado di prevedere come i pazienti affetti da osteoartrite al ginocchio potrebbero migliorare con la terapia fisica. L'osteoartrite è un tipo di malattia articolare in cui la cartilagine e l'osso circostante si rompono, lasciando i pazienti con un grave dolore alle articolazioni, rigidità e mobilità ridotta.

L'osteoartrite è una delle malattie muscoloscheletriche più comuni al mondo, ed ha generalmente un impatto su più di metà di tutte le persone a un certo punto della loro vita. In particolare, l'osteoartrite al ginocchio supera di gran lunga tutte le altre disabilità legate alla mobilità nelle persone di età superiore ai 65 anni. Anche se non esiste attualmente una cura definitiva, l'unico metodo di trattamento non invasivo disponibile prevede esercizi di rafforzamento muscolare intensivo. Tuttavia, non tutti i pazienti rispondono positivamente a questo trattamento. La ricerca pubblicata sul Journal of NeuroEngineering and Rehabilitation descrive un nuovo strumento che potrebbe aiutare i medici a prevedere come i pazienti potrebbero rispondere alla terapia fisica.

Lo studio è stato condotto dal Dott. Dylan Kobsar dell'Università di Calgary. Lui e il suo team hanno cercato di vedere come i dati raccolti dai sensori indossabili attaccati alla schiena, alla coscia, alla gamba o al piede del paziente, prevedevano gli esiti della fisioterapia. Trentanove adulti radiograficamente diagnosticati con osteoartrite del ginocchio sono stati sottoposti a controllo per l'uso di corticosteroidi, condizioni artritiche sistemiche e un elevato indice di massa corporea prima di essere ammessi nello studio. I pazienti sono stati sottoposti a ciò che i ricercatori chiamano "analisi dell'andatura", in cui i partecipanti hanno eseguito esercizi di movimento di base su un tapis roulant con i sensori inerziali posti sulla schiena, sulla coscia, sulla gamba e sul piede per rilevare la stimolazione elettrica. Per confrontare il miglioramento prima e dopo la fisioterapia, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di compilare un questionario auto-somministrato standardizzato per quantificare sintomi come il dolore e la capacità di essee attivi nella vita quotidiana.

I pazienti hanno poi completato un esercizio di rafforzamento dell'anca di sei settimane che ha interessato l'articolazione dell'anca (femore). Gli esercizi sono stati somministrati da un terapista atletico certificato Board che ha monitorato anche il dolore del paziente e la frequenza degli esercizi. Complessivamente, i pazienti hanno eseguito gli esercizi circa cinque giorni alla settimana. Alla fine dello studio, i ricercatori hanno poi raccolto i dati, cercando di vedere se eventuali informazioni raccolte dai sensori inerziali potevano essere correlate con gli esiti della salute del paziente. Gli scienziati hanno scoperto che il test più accurato richiedeva dati dai sensori posti sulla schiena, sulla coscia e sulla gamba, con un'accuratezza del 81,7%. Tuttavia, un sistema a due sensori semplificato, ossia solo solo sulla parte posteriore della coscia, era statisticamente altrettanto buono, con una precisione dell'80,0%. Fra tutti i posizionamenti dei sensori, la coscia era il punto più predittivo di miglioramento, con un'accuratezza del 74,4%, mentre la parte posteriore (schiena) era la peggiore, con un'accuratezza del 66,7%.
Il gruppo di ricerca di Kobsar ritiene che un'analisi più approfondita dei dati raccolti dai sensori indossabili potrebbe rivelare ulteriori informazioni diagnostiche. Nonostante questo, gli scienziati sostengono che l'uso del sistema a due sensori semplificato che hanno ideato potrebbe essere uno strumento critico per medici e pazienti. Consentendo ai medici di prevedere come i pazienti potrebbero rispondere alla fisioterapia, i pazienti possono aspettarsi cure migliori, trattamenti migliori e miglioramenti più rapidi della salute.

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