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Grassa E Magra

 

Il flusso di sangue al cervello, bloccato o ridotto, è la seconda causa più comune di demenza negli esseri umani. Un team di scienziati cinesi ha utilizzato un modello basato sui roditori per indagare se il "digiuno intermittente" o a fasi alterne possa aiutare a proteggere le persone dalle disfunzioni cognitive provocate dalla demenza vascolare.

Come suggerisce il nome, il digiuno intermittente descrive un sistema di periodi di normale alimentazione alternati a periodi di astinenza dal cibo. Ci sono molte diverse tipologie di digiuno intermittente. I digiuni parziali giornalieri sono quelli in cui una persona mangia solo durante una determinata finestra temporale ogni giorno. Il digiuno a giorni alterni si ha quando una persona sceglie di mangiare ciò che vuole durante un giorno, e poi niente quello seguente. Anche se ci sono diverse ragioni per cui la gente sceglie di mangiare in questo modo, una logica comune è aiutare a insegnare al corpo come utilizzare il cibo che consuma in modo più efficiente, e bruciare il grasso come carburante quando è privo di un apporto calorico continuo. Ovviamente questo tipo di digiuno, come anche gli altri, va fatto con il permesso del medico e sotto il suo controllo.

È interessante notare che alcuni meccanismi largamente responsabili della perdita di peso e del controllo diabetico correlati al digiuno sembrano aiutare a proteggere le cellule del cervello e a renderle più efficienti. Studi preclinici effettuati sui roditori suggeriscono che il digiuno intermittente a lungo termine può anche ridurre i deficit cognitivi. Secondo uno studio pubblicato nel mese di maggio del 2017 sul Journal of Nutrition, una squadra di ricercatori cinesi ha utilizzato ratti adulti che pesavano almeno 200 grammi per indagare se il digiuno intermittente è in grado di proteggere questi animali dalla disfunzione cognitiva provocata dalla demenza vascolare. A due terzi dei ratti è stato permesso di mangiare su richiesta, ed un terzo è stato messo in un regime di digiuno a giorni alterni. La funzione cognitiva è stata misurata utilizzando nuovi test di riconoscimento degli oggetti per valutare la memoria a breve termine ed il test del labirinto di Morris, al fine di valutare l'apprendimento spaziale.

Dopo 12 settimane, metà dei ratti alimentari a richiesta e tutti i ratti messi a regime di digiuno intermittente sono stati sottoposti ad un'operazione per chiudere due arterie, al fine di ridurre l'approvvigionamento di sangue al cervello e simulare la demenza vascolare. Dopo un breve periodo di recupero, la funzione cognitiva è stata riesaminata. I ratti sono poi stati sottoposti ad eutanasia per raccogliere e studiare il loro tessuto cerebrale.

Il gruppo di ricerca ha scoperto che il digiuno intermittente ha impedito la compromissione della memoria, ha attenuato l'apoptosi neuronale ippocampale e ha aumentato la densità sinaptica. Inoltre, l'esame del tessuto cerebrale ha dimostrato che il digiuno intermittente ha ridotto l'infiammazione e mitigato lo stress ossidativo, riducendo così la tossicità ambientale nell'ippocampo che può indurre la morte neuronale e la disfunzione cognitiva.

Anche se questo studio è promettente, nessun studio clinico umano ha confermato che il digiuno a fasi alterne o addirittura la restrizione calorica standard possa promuove la salute del cervello, oppure proteggere dalla demenza le persone sane. Inoltre, il digiuno intermittente può essere pericoloso per alcune persone, inclusi individui diabetici, malati o fragili.

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