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Febbre Da Fieno

 

Alcuni studi iniziali hanno dimostrato il potenziale del trattamento della febbre da fieno con frammenti di proteine di erba. Le immunoterapie per la febbre da fieno sono basate su proteine prelevate dai grani pollinici, ed i frammenti di proteine prelevati dall'erba possono aiutare a proteggere i pazienti della febbre da fieno, causata da reazioni allergiche ai granuli pollinici.

I risultati provengono da uno studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, che dimostra che l'approccio potrebbe potenzialmente superare le complicazioni associate alle terapie immunitarie attuali per la febbre da fieno. Da un primo studio clinico sugli esseri umani, una squadra guidata dai ricercatori dell'Imperial College di Londra ha scoperto che il trattamento è sicuro e ben tollerato dai pazienti, e che potrebbe essere sviluppato un trattamento per i pazienti che non rispondono ai farmaci "over-the-counter" o che reagiscono male ai trattamenti clinici attuali.

La febbre da fieno, o rinite allergica stagionale, colpisce una persona su quattro nel Regno Unito, lasciando ai pazienti periodi di starnuti, naso che cola e occhi che prudono, e può influire sul lavoro, sulla scuola e sul tempo libero durante i mesi estivi quando il numero di pollini vola. La reazione si verifica quando il corpo riconosce il polline, tipicamente proveniente dall'erba o dagli alberi, come un invasore microbico e lancia una risposta immunitaria. Anche se la maggioranza dei malati può tenere sotto controllo i sintomi con farmaci contro le allergie, come ad esempio gli antistaminici, alcuni potrebbero richiedere una terapia immunitaria più intensa in un contesto clinico.

Le immunoterapie correnti offerte ai pazienti si basano sull'esposizione del sistema immunitario al polline d'erba, il più comune innesco per i malati, nel tempo. Questi estratti vengono somministrati tramite iniezioni o pillole, consentendo al paziente di costruire una resistenza. Per alcuni pazienti, tuttavia, questo approccio non è adatto, con il trattamento immunoterapico che provoca effetti collaterali sistemici, come ad esempio mal di testa, diarrea, e anche con alcuni pazienti che entrano in shock anafilattico. Una via che viene esplorata per superare queste complicanze è concentrata sull'utilizzo di frammenti più piccoli (chiamati peptidi), piuttosto che su tutta la proteina. Mentre questi frammenti sono riconosciuti dalle cellule del sistema immunitario, non si legano agli anticorpi IgE. Come parte della tipica risposta allergica, le proteine IgE a forma di Y si attaccano alla superficie delle proteine di polline straniere, prima di attaccarsi ad una cellula bianca del sangue. Una volta attivata, la cellula rilascia molti segnali chimici, come l'eparina e l'istamina, che fungono da chiamata alle armi per altre cellule immunitarie, provocando una risposta immunitaria sistemica.

In un piccolo studio controllato e randomizzato, i ricercatori hanno testato gli effetti dei peptidi da Ryegrass (Lolium perenne) sviluppati in immunoterapia (LPP) in 12 pazienti con febbre da fieno e 12 pazienti senza. Nel corso di 25 settimane, i pazienti hanno ricevuto dosi crescenti del trattamento, con test del sangue che hanno mostrato un graduale aumento dei livelli del peptide. L'analisi ha dimostrato che il trattamento ha indotto la produzione di anticorpi che sono rimasti in circolo fino a quasi sei mesi dopo la fine del trattamento. Un aspetto importante della ricerca è che il trattamento con i peptidi ha causato meno effetti collaterali rispetto ai pazienti che ricevono la proteina intera. Secondo i ricercatori, ulteriori prove cliniche sono necessarie per dimostrare l'efficacia della terapia in gruppi più grandi di pazienti con febbre da fieno, prima che possa essere reso disponibile nelle cliniche. Ulteriori prove sono in corso e i ricercatori si aspettano di pubblicare i risultati entro la fine di quest'anno.

Il Dott. Mohamed Shamji, che lavora presso l'Imperial College di Londra ed il Lung Institute, ha dichiarato: "C'è un chiaro bisogno medico di sviluppare nuovi, più efficienti e sicuri trattamenti per tutti i pazienti allergici. Anche se i fattori di rischio sono stati identificati e vengono considerati quando si utilizza l'immunoterapia, non possiamo prevedere se un singolo paziente svilupperà una reazione sistemica grave oppure no, prima di iniziare il trattamento. Mostrare che le iniezioni di peptide dell'erba sono sicure e ben tollerate dai pazienti è un grande passo iniziale nello sviluppo di un trattamento adeguato."

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