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Bevande Energetiche

 

Poiché molti Paesi consentono la vendita di bevande energetiche ai giovani, identificare i modi per ridurre al minimo i potenziali danni causati dalle bevande energetiche è fondamentale. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior ha fornito approfondimenti sulle strategie di intervento suggerite dai giovani stessi per ridurre il consumo. Oltre alla ricerca e all'istruzione, queste strategie includono cambiamenti di politica riguardanti la vendita di bevande energetiche, l'imballaggio, il prezzo e la visibilità.

Le bevande energetiche, ossia quelle bibite non alcoliche contenenti caffeina e altri ingredienti, commercializzate sotto forma di prodotti per il miglioramento energetico, la concentrazione, il metabolismo e le prestazioni in generale, rappresentano un mercato di più di 30 miliardi di dollari in vendite provenienti da oltre 160 Paesi. Queste bevande, pur avendo un obiettivo effetto "energetico" o "energizzante", possono causare effetti negativi sulla salute come mal di testa, nausea, difficoltà del sonno, convulsioni, ansia, anomalie cardiache o addirittura morte improvvisa, con dati provenienti dagli Stati Uniti e dall'Australia che indicano che sovradosaggi di caffeina e reazioni avverse alle bevande energetiche sono prevalenti ed in crescita negli adolescenti. Quindi i ricercatori australiani hanno utilizzato interviste di gruppo per esplorare la conoscenza dei giovani riguardo alle bevande energetiche, cercando anche di capire i fattori che influenzano il consumo e le strategie di intervento per ridurre il consumo di bevande energetiche fra i giovani.

La Dott.ssa Jacinta Francis di Telethon Kids Institute, Perth, Australia, ha affermato: "Abbiamo trovato confusione sulle bevande energetiche in circolazione, e questo suggerisce che sono necessarie campagne educative per aumentare la conoscenza fra i giovani. Allo stesso modo, sono necessari interventi per sensibilizzare il pubblico circa le potenziali conseguenze delle bevande energetiche e per promuovere modi alternativi per migliorare i livelli energetici, come la buona nutrizione, l'attività fisica ed un sonno adeguato."

Le interviste sono state condotte con 41 persone, di età compresa tra 12 e 25 anni, con gruppi organizzati in modo che tutti i partecipanti rientrassero in un periodo di 5 anni. I partecipanti sono stati reclutati sulla base di un campione della zona di Perth, dell'età giusta, che parlava inglese. Una guida di discussione è stata preparata ed otto interviste di gruppo, durate da 30 a 50 minuti, sono state condotte dal medesimo facilitatore. I soggetti intervistati avevano familiarità con le bevande energetiche, con alcuni che le consumavano in grandi quantità. La definizione precisa di bevanda energetica è risultata complessa, tuttavia, con confusione in tutte le fasce d'età in merito al fatto che siano stati inclusi il caffè, le bevande sportive, gli integratori alimentari e le bevande analcoliche. In effetti, tutte queste bevande non sono la stessa cosa. Alcuni partecipanti erano consapevoli che le bevande energetiche contenevano la caffeina e lo zucchero, ma pochi potevano indicare altri ingredienti o come influenzassero l'energia.

I partecipanti hanno riferito di avere facile accesso alle bevande energetiche e che le consumano per il percepito aumento di energia. Dopo questa "maggiore energia", il gusto era il secondo motivo più comune per bere bevande energetiche. Una comprensione inerente gli ingredienti e gli effetti sulla salute si è dimostrata essere un deterrente per consumare bevande energetiche. Alcuni partecipanti non sono stati influenzati dalle bevande energetiche, ma molti hanno riferito di aver sperimentato effetti negativi fisiologici o di aver conosciuto qualcuno che li aveva avuti. Anche la pressione reciproca e le norme sociali hanno influenzato il consumo fra gli adolescenti, così come le convinzioni parentali e i comportamenti, in particolare fra i partecipanti più giovani. I partecipanti hanno osservato che le pubblicità e le promozioni volte all'acquisto di bevande energetiche ne incoraggiavano il consumo.

Come risultato delle discussioni di gruppo, i partecipanti hanno suggerito cinque strategie per ridurre il consumo di bevande energetiche fra i giovani: 1) Restrizioni alla vendita e alla disponibilità. 2) Modifiche alle confezioni. 3) Aumento del prezzo. 4) Riduzione della visibilità nei punti vendita. 5) Conduzione di ricerca ed istruzione. "Dei cinque interventi chiave identificati dai partecipanti, quelli relativi alla ricerca e all'istruzione potrebbero essere necessari per essere mirati a specifici gruppi di età", ha aggiunto Francis. "Inoltre, sarebbe utile implementare e valutare le politiche che regolano la commercializzazione e la promozione delle bevande energetiche, oltre a promuovere modifiche alle etichette di avvertimento e agli ingredienti. Infine, l'attuazione di un sistema di segnalazione degli eventi avversi, come la registrazione obbligatoria alle istituzioni sanitarie circa le ammissioni legate alle bevande energetiche, possono aiutare i ricercatori e i responsabili politici."

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