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Immagine Simbolica Stimolazione Cerebrale

 

La stimolazione cerebrale può essere usata per trattare i deficit cognitivi spesso associati alla schizofrenia, secondo quanto emerso da un nuovo studio effettuato presso il King's College di Londra. Attualmente non esiste un trattamento efficace e c'è un'urgente necessità di nuovi interventi per affrontare questi problemi, per quanto riguarda la memoria ed i processi decisionali a breve termine, che spesso sono gravemente compromessi nelle persone con schizofrenia. Ciò può rendere difficile per loro pianificare le cose in modo adeguato, sostenere un'attenzione necessaria in particolari momenti e ricordare le informazioni che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana.

Questi cosiddetti deficit cognitivi non sono affrontati dai farmaci antipsicotici attuali, che trattano solo sintomi più ampiamente riconosciuti come il delirio e le allucinazioni. I ricercatori sono quindi sempre più attenti a nuovi interventi e la "neuromodulazione" è emersa come una nuova tecnica promettente che può alterare fisicamente il cervello e migliorarne il funzionamento.

In questo nuovo studio, pubblicato su Brain, i ricercatori hanno deciso di utilizzare una particolare forma di neuromodulazione, la stimolazione transcranica della corrente continua o tDCS, per vedere se era possibile annullare alcuni di questi deficit cognitivi in 28 persone affette da schizofrenia. La tecnica tDCS applica una piccola corrente elettrica indolore attraverso il cervello, per mezzo di due elettrodi applicati al cuoio capelluto. Le ricerche precedenti avevano dimostrato che ciò può migliorare la "plasticità" delle cellule cerebrali, rendendole più attente ai nuovi input o alla formazione. In altre parole, può rendere più facile imparare al cervello.

I ricercatori hanno applicato la metodologia tDCS per compiti che sfruttavano appositamente la "memoria di lavoro" e il "funzionamento esecutivo". Il principio era che la "formazione" del cervello in regioni che in genere hanno scarse prestazioni nella schizofrenia sarebbe migliorata dalla tecnica di stimolazione cerebrale. Un miglioramento delle prestazioni cognitive è stato in effetti osservato in coloro che erano stati sottoposti a tDCS (e non nei partecipanti che avevano ricevuto un intervento "sham"), ma solo 24 ore dopo la stimolazione cerebrale. Ciò suggerisce che eventuali modifiche del cervello e delle cellule cerebrali indotte da neuromodulazione possono richiedere un certo tempo.

I ricercatori hanno anche eseguito analisi di immagini cerebrali per determinare ciò che stava accadendo nel cervello in seguito a questi cambiamenti. Hanno trovato che l'applicazione della tecnica tDCS è collegata con i cambiamenti dell'attività cerebrale nelle regioni associate alla memoria di lavoro e al funzionamento esecutivo, nonché in zone del cervelletto, una parte del cervello sempre più riconosciuta come importante nell'apprendimento, e non solo per le sue peculiari funzionalità motorie.

Anche se questo è uno studio iniziale sul rappporto fra neuromodulazione e schizofrenia, questa ricerca è la prima a suggerire che il tDCS può migliorare le prestazioni cognitive modificando l'attività elettrica nel cervello. Lo studio ha avuto un campione di partecipanti relativamente limitato, quindi è necessario un più ampio controllo randomizzato per replicare questi risultati.

La Dott.ssa Natasza Orlov, prima autrice e ricercatrice presso l'Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienza del King's College di Londra, ha dichiarato: "È fondamentale affrontare alcuni dei deficit cognitivi osservati in persone con schizofrenia, in quanto determinano il modo con cui le persone si comportano realmente nel mondo, come al lavoro e nelle relazioni. Tutti i risultati che potrebbero posizionarsi positivamente, potrebbero anche essere incredibilmente utili ai nostri pazienti e alle loro famiglie."

Il Prof. Sukhwinder Shergill, autore maggiore presso il King's College di Londra, ha dichiarato: "Il nostro studio è il primo nel suo genere, e conferma che il tDCS può aiutare sotto alcuni aspetti, in caso di deterioramento cognitivo nei pazienti con schizofrenia. Data la mancanza di trattamenti in questo settore, ciò è estremamente importante. I nostri dati sulle immagini del cervello contribuiscono anche a capire ciò che sta succedendo, il che sosterrà la ricerca futura in questo campo."

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