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Sostanze Chimiche

 

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia hanno sviluppato un metodo che determina non solo se una sostanza chimica può causare allergia, ma anche quanto forte è il suo potenziale di provocare ipersensibilità. Ciò aiuterà a stabilire dei cosiddetti "valori di soglia", ossia quanto una sostanza è sicura da utilizzare in un prodotto. Fino ad ora, l'unico modo per ottenere risultati simili è stato quello di utilizzare dei test sugli animali.

Malin Lindstedt, professoressa di Immunotecnologia presso l'Università di Lund, ha affermato: "Dobbiamo affrontare il fatto che le sostanze chimiche industriali sono presenti e necessarie nella nostra società, come lo sono le sostanze naturali, alcune delle quali possono anche renderci allergici. Testare i loro effetti sulla salute prima di utilizzarle in cosmetici, vernici, prodotti per la pulizia ed altri cose, ci permette di sostituirle con sostanze più sicure e quindi evitare sintomi clinici. In questo modo è possibile evitare di effettuare delle correzioni in seguito." Ci sono delle lacune nella nostra conoscenza su come le sostanze chimiche influenzano la nostra salute e l'ambiente. Negli ultimi anni, l'UE ha quindi rafforzato la legislazione. Le nuove regole richiederanno alle aziende di dimostrare di avere una migliore conoscenza di ciò, fino a 30.000 sostanze chimiche, senza utilizzare test sugli animali. Oltre alle prove di allergia per queste sostanze, i requisiti includono la determinazione esatta di quanto siano allergici.

Malin Lindstedt ed i suoi colleghi espongono le cellule umane a varie sostanze chimiche. Utilizzando una propria metodologia di analisi genetica, chiamata GARDpotency, sono in grado di determinare come reagiscono le cellule del sistema immunitario del corpo: una forte reazione allergica, una debole o assolutamente nulla. "Abbiamo identificato 52 biomarcatori che possono prevedere la reale potenza allergenica di una sostanza. Sulla base di come l'espressione genetica cambia dopo l'esposizione alla sostanza, siamo in grado di effettuare una valutazione globale, che prevede la forza con alta precisione", ha affermato Malin Lindstedt.

I ricercatori stessi sono motivati dall'etica, riducendo la sperimentazione animale, ma anche dalla curiosità scientifica di base. Non è solo per ragioni etiche che c'è molto da guadagnare lasciando fuori dagli esperimenti gli animali, secondo Malin Lindstedt: "Vogliamo saperne di più su ciò che provoca allergie a livello genetico. Mi viene spesso chiesto 'Com'è il tuo modello rispetto al modello di topo?' Non vogliamo confrontarci con quel modello, per motivi etici, ma anche perché i modelli animali non sono abbastanza buoni per predire l'allergia nell'uomo."

Il test è già stato utilizzato in misura limitata. Tuttavia, non è ancora stato convalidato dall'OCSE, il che è indispensabile per i produttori chimici per utilizzarlo. Gli additivi alimentari sono la prossima area che Malin Lindstedt vuole esaminare più da vicino. Secondo lei, sappiamo troppo poco riguardo all'influenza che gli additivi chimichi hanno sulla regolazione genetica nelle nostre cellule immunitarie.

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