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Atomo Di Gadolinio Numero Atomico 64

 

Il gadolinio è un elemento chimico, avente numero atomico 64 e costo elevato, che viene utilizzato in alcuni casi come mezzo di contrasto in esami diagnostici di imaging, come la risonanza magnetica nucleare o RMN. In base a studi autoptici, ossia post-mortem, si è notato che il gadolinio può accumularsi nel cervello sia come conseguenza di scansioni RMN in caso di patologie, sia nei cervelli sani che non hanno subito questo tipo di esame clinico. Inoltre, sembra che nessun effetto patologico sia da attribuire alla deposizione di gadolinio.

Il gadolinio presente negli agenti di contrasto utilizzati in analisi di imaging si attacca ai tessuti neurali anche nei pazienti che non presentano anomalie intracraniche, secondo un piccolo studio in retrospettiva a singolo centro. Questo studio post-mortem ha confrontato fra di loro i tessuti dei cervelli di cinque pazienti, che avevano subito diverse scansioni di risonanza magnetica nucleare con gadolinio, con i tessuti cerebrali di 10 pazienti che avevano subito RMN senza mezzo di contrasto, ed il gadolinio allo stato elementare è stato rilevato in quattro regioni neuroanatomiche di tutti e cinque i pazienti, con concentrazioni che andavano da 0,1 a 19,4 mcg per grammo di tessuto. Il Dott. Robert McDonald della Mayo Clinic di Rochester ed i suoi colleghi hanno pubblicato questa ricerca su Radiology Online. Nessuna traccia di gadolinio è stata rilevata nel cervello delle persone "di controllo".

"I nostri risultati suggeriscono che il pensiero attuale, per quanto riguarda la permeabilità della barriera ematica del cervello, è eccessivamente semplificato, in quanto il gadolinio sembra accumularsi anche fra i pazienti con tessuto cerebrale normale e nessuna storia di patologia intracranica", ha dichiarato McDonald. "Ci vorranno ulteriori ricerche per capire come e perché avviene questa deposizione."

Gli autori hanno tuttavia notato rapidamente di non aver trovato alterazioni istologiche che hanno suggerito la tossicità. Tuttavia, ulteriori indagini sono necessarie, hanno detto, "alla luce del potenziale citotossico e genotossico dei metalli terrestri liberi dei lantanidi." Proprio il mese scorso, la FDA aveva anch'essa concluso che non esistono effetti negativi sulla salute a causa del gadolinio rimasto nel cervello dopo la RMN di contrasto, quindi sembra garantito l'uso limitato dell'agente. Tuttavia, l'agenzia ha affermato che terrà una riunione pubblica sul tema in futuro.

McDonald e colleghi hanno detto che il loro studio sostiene la ricerca precedente in pazienti che presentano anomalie intracraniche, ossia patologie cerebrali di base come un tumore o un'infezione, che si ritenevano essere colpevoli dell'accumulo di gadolinio. Tuttavia, nello studio di McDonald e colleghi, i ricercatori hanno valutato i pazienti che avevano subito la risonanza magnetica soprattutto per l'imaging dell'intestino, per verificare l'ipotesi che l'accumulo di gadolinio avesse luogo in quelli con cervello normale, come suggeriscono alcune recenti testimonianze.

La squadra ha studiato campioni di tessuto neuronale post-mortem provenienti da cinque pazienti che avevano effettuato da 4 a 18 scansioni RMN con gadolinio fra il 2005 e il 2015, e da 10 pazienti che avevano effettuato scansioni RMN senza l'agente (nessuno aveva sintomi neurologici e l'imaging era stato eseto principalmente per la malattia intraabdominale o intrapelare). Il tessuto è stato studiato con microscopia elettronica, spettroscopia di massa e spettroscopia a raggi X. L'età media all'epoca della morte era di 68 anni nel gruppo con RMN di contrasto e di 79 anni nel gruppo di controllo.

Nel complesso, McDonald e colleghi hanno trovato depositi di gadolinio dipendenti dalle dosi in quattro regioni neuroanatomiche del cervello in coloro che avevano subito RMN di contrasto, con concentrazioni che vanno da 0,1 a 19,4 mcg di gadolinio per grammo di tessuto. Queste concentrazioni erano più alti nel globus pallidus e nel nucleo dentato. Nessuno dei pazienti del gruppo di controllo aveva livelli basali rilevabili di gadolinio.

Sia il globus pallidus sia il nucleo dentato sono soggetti a mineralizzazione e ad emorragia, e questo "può suggerire che alcune parti del cervello possano avere una barriera meno robusta e possano essere più suscettibili a questa deposizione", come ha spiegato McDonald. Inoltre, il gadolinio è simile al calcio per dimensioni e carica, in modo che il corpo può sbagliare per quanto riguarda il metallo endogeno, che viene spesso accumulato in aree del cervello in pazienti di età avanzata.

Per quanto riguarda i limiti dello studio, i ricercatori hanno notato che il numero di pazienti esaminati è piccolo, quindi non è stato possibile analizzare i dati con metodi multivariati. Inoltre, i risultati non sono applicabili a chelati macrociclici di gadolinio più stabili, in quanto la gadodiamide è l'unico agente di contrasto utilizzato.

I pazienti affetti da lungo tempo da sclerosi multipla hanno sollevato domande sulle frequenti scansioni cerebrali che aumentano la quantità di mezzo di contrasto utilizzato, ma gli esperti di sclerosi multipla contattati da MedPage Today hanno affermato che i nuovi risultati non hanno alcun impatto sulla pratica corrente, soprattutto perché i dati provengono da persone senza patologia cerebrale sottostante.

Ad esempio, il Dott. John Corboy dell'Università del Colorado di Denver ha osservato che i medici cercano di limitare l'uso del gadolinio a causa della mancanza di una comprensione completa dei rischi potenziali, del costo e degli effetti collaterali, in quanto alcuni pazienti avvertono un gusto distinto in bocca ed altri hanno una vera e propria allergia.

"Per un paziente stabile affetto da sclerosi multipla non vengono aggiunte molte informazioni, soprattutto nei pazienti più stabili", ha detto Corboy riguardo alle scansioni che utilizzano il gadolinio. "Quindi, lo usiamo per la diagnosi, per i cambiamenti clinici e per escludere altre patologie come necessario, ad esempio un tumore al cervello. Altrimenti cerchiamo di evitarlo. Possiamo anche utilizzare coloranti diversi che hanno minori rischi di essere accumulati nel cervello o in altri tessuti."

Fred Lublin, direttore del Centro per la Sclerosi Multipla presso il Medical Center del Mount Sinai di New York, ha convenuto che i dati non cambieranno la pratica: "Anche se non esiste attualmente alcuna evidenza di effetti dannosi del gadolinio conservato, abbiamo determinato la quantità necessaria di gadolinio per ogni scansione prescritta."

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