Questo sito web Salute Torino non è il sito ufficiale dell'ASL. Riguarda la sanità torinese un po' "a tutto tondo", la medicina e la scienza in generale. Buona lettura!

Login

SOCIAL NETWORK SALUTE TORINO      Login  Accedi - Registrati - Vai al tuo Profilo

Monossido Di Carbonio

 

Il Dott. Sage Wiener ha curato decine di persone con avvelenamento da monossido di carbonio, come medico di medicina d'emergenza a Brooklyn. Utilizzava l'ossigeno per alleviare il mal di testa, le vertigini, il vomito ed altri sintomi, una strategia che non è cambiata molto nel corso degli ultimi decenni.

Tuttavia, ora Wiener è rincuorato da una nuova ricerca, che mostra come una proteina potrebbe aiutare le persone ad espellere il veleno e a recuperare più velocemente, nonché attenuare i potenziali danni al cuore, ai reni e ad altri organi.

Il monossido di carbonio è un gas incolore ed inodore, prodotto quando il carburante non brucia completamente in forni, caldaie, motori ed altre fonti di calore. Se inalato, il monossido di carbonio impedisce l'apporto di ossigeno nel sangue. Anche livelli relativamente bassi di gas possono essere dannosi per le persone con malattie cardiovascolari.

Il Dott. Mark T. Gladwin, un medico che lavora presso il Medical Center dell'Università di Pittsburgh ed autore senior dello studio, ha visto le gravi conseguenze che può causare il monossido di carbonio. Il suo interesse a trovare un antidoto lo ha portato a studiare la neuroglobina, un composto appartenente ad una famiglia di proteine che si legano all'ossigeno, anche trasportandolo nel corpo. La neuroglobina è stata scoperta 17 anni fa da Thorsten Burmester, ma Gladwin ha detto che gli scienziati non sanno ciò che fa.

Gladwin ha affermato: "Noi realizziamo delle mutazioni in essa per cercare di capire la sua funzione, ed osserviamo questi cambiamenti di funzione per vedere cosa producono. Così ci siamo imbattuti in questa idea." Un'idea che potrebbe aiutare in caso di avvelenamento da monossido di carbonio. Lui ed i suoi colleghi ricercatori hanno cambiato la struttura molecolare della proteina, per renderla in grado di legarsi potentemente al monossido di carbonio, e l'hanno iniettata in topi con livelli letali di gas.

Gladwin ha riferito che la neuroglobina mutata ha funzionato come una calamita, strappando il gas tossico dall'emoglobina ricca di ossigeno, che permette la vita dei nostri organi e tessuti. La proteina mutata si lega 500 volte più strettamente al monossido di carbonio rispetto all'emoglobina. Gladwin ha detto che ci sono voluti solo circa 25 secondi affinché la metà del monossido di carbonio si legasse alla neuroglobina. In confronto, ha detto che ci vogliono circa 70 minuti di trattamento con ossigeno al 100 per cento, per una persona con intossicazione lieve, perché si sbarazzi della metà del gas nocivo assunto per inalazione. Le persone con elevati livelli di avvelenamento sono trattati sempre con ossigeno, ma in una camera ad alta pressione, e ci vogliono circa 20 minuti per eliminare la metà del monossido di carbonio.

Wiener ha detto che alte quantità di veleno non possono essere rimosse dal corpo, e quindi una maniera di catturare il monossido di carbonio sarebbe efficace. Nel 2015, ci sono stati 393 morti per avvelenamento accidentale da monossido di carbonio, secondo i dati dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie o CDC. Circa 50.000 americani, ogni anno, vanno al pronto soccorso a causa di questo tipo di avvelenamento, come evidenziato dalla ricerca. Wiener ha detto che i risultati di questo studio sono importanti perché "gli autori hanno sviluppato la prima vera applicazione" per quanto riguarda questa proteina.

Burmester, professore presso l'Università di Amburgo, in Germania, è stato sorpreso di come questo composto possa legarsi al monossido di carbonio con tanta forza. Ha detto che questi risultati aprono un nuovo campo di ricerca. Tuttavia, non si sa ancora se il trattamento funziona negli esseri umani, come riferito dal Dott. Steven Aks, un tossicologo e medico di medicina d'urgenza che lavora presso l'ospedale Stroger of Cook County di Chicago, il quale non è stato coinvolto nella ricerca. Aks ha detto che i topi, nello studio, sono stati trattati immediatamente dopo l'esposizione al monossido di carbonio, mentre molte persone esposte al gas potrebbero non ottenere un trattamento medico fino ad un'ora o più dopo l'esposizione. Aks si è domandato: "La prossima domanda è davvero questa: funziona in defferita e possiamo farlo nelle persone senza causare alcun danno?"

Ci vorranno probabilmente due anni prima che i ricercatori inizino a testare la soluzione di neuroglobina negli esseri umani, ha detto Gladwin. Fino ad allora, gli esperti continueranno ad invitare le persone ad imparare a prevenire l'esposizione al monossido di carbonio, come ad esempio non utilizzare un forno a gas per riscaldare la casa, oppure non lasciare mai un'automobile con il motore in funzione in uno spazio chiuso, come un garage, e ad installare in casa dei rilevatori di monossido di carbonio.

 

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn




Questo sito web utilizza i cookie per il suo funzionamento

Acconsento all'utilizzo dei cookie Per saperne di piu'

Approvo