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Strumentazione Per Risonanza Magnetica Nucleare

 

Una tecnica diagnostica non invasiva, descritta in un documento pubblicato sulla rivista JACC: Cardiovascular Imaging, produce un risultato quantitativo che può indicare con precisione se le placche nelle arterie carotidi, quelle che forniscono sangue al cervello, sono ricche di colesterolo e quindi in grado di causare un ictus. La rottura delle placche di grasso può bloccare le arterie e provocare eventi debilitanti e pericolosi per la vita, in quanto il cervello ha un forte bisogno di ossigeno. Ci sono più di 100.000 casi di ictus nel Regno Unito e in altri Paesi ogni anno, circa un quarto dei quali sono causati da placche che si formano nella carotide.

Le cifre più recenti mostrano che l'ictus ora costa al sistema sanitario britannico circa 2 miliardi di sterline ogni anno. Al momento, il rischio di ictus è misurato dalla dimensione della placca nell'arteria carotidea, solitamente per mezzo di esami diagnostici ad ultrasuoni. Se la placca è considerata troppo grande, le persone vengono trattate chirurgicamente per rimuoverlo. Tuttavia, questo metodo può perdere placche grasse non grandi, ma hanno un elevato rischio di rottura.

La nuova tecnica d'imaging di tipo RMN (risonanza magnetica nucleare) o MRI (risonanza magnetica per imaging) è stata sviluppata per distinguere fra le placche rischiose che contengono un sacco di colesterolo e quelle più stabili. Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato la nuova scansione RMN per misurare la quantità di colesterolo presente nelle placche delle carotidi di 26 pazienti in programma per la chirurgia. Dopo che le placche sono state rimosse chirurgicamente, la squadra ha esaminato il contenuto effettivo di colesterolo di ogni paziente e ha scoperto che la nuova tecnica è più accurata, e che maggiore è il quantitativo di colesterolo rilevato all'interno della placca, maggiore è il rischio.

Il lavoro è il frutto di una collaborazione fra i ricercatori dell'Università di Oxford e i chirurghi che lavorano nell'Ospedale John Radcliffe, ed è stato sostenuto dal Centro di Ricerca BHF of Excellence di Oxford e dal Centro di Ricerca Biomedica di Oxford NIHR. Uno degli autori, il Dott. Luca Biasiolli dell'Università di Oxford, ha dichiarato: "L'ictus è una delle cause principali di disabilità e il terzo killer più grande nel Regno Unito."

Quando qualcuno va in ospedale dopo aver subito un ictus minore, è fondamentale che i medici sappiano se il paziente può essere a rischio di un ulteriore ictus, che potrebbe essere fatale. "Essere in grado di quantificare il colesterolo nelle placche delle carotidi è una prospettiva davvero eccitante, poiché questa nuova tecnica RMN potrebbe aiutare i medici a individuare i pazienti a rischio più elevato di ictus ed a prendere decisioni più informate sui loro trattamenti."

Il Prof. Sir Nilesh Samani, direttore medico del BHF, che ha finanziato lo studio, ha dichiarato: "Quando qualcuno soffre di un mini-stroke (mini-ictus), spesso può avere un ictus più grave o addirittura mortale nelle ore, nei giorni o nelle settimane che seguono. Questa ricerca emozionante apre la possibilità che in futuro si possano identificare con maggiore precisione le persone con placche delle carotidi che potrebbero rompersi e causare un ictus. Questi pazienti possono essere trattati in anticipo, ad esempio con un intervento chirurgico per rimuovere la placca, mentre altri potrebbero non essere trattati. Sono necessarie ulteriori ricerche prima che questo intervento di anticipo possa entrare nella pratica clinica di routine. Tuttavia, se ha successo, questa tecnica offre la promessa di salvare vite."

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