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Arachidi

 

Le arachidi sono considerate uno degli alimenti più sani in natura ed utili all'organismo, per via del fatto che contengono sostanze che aiutano la funzionalità cerebrale... a meno che, naturalmente, le persone che intendono cibarsene siano allergiche alle arachidi e alle noci. Per le persone affette da forme allergiche particolarmente gravi, infatti, anche una piccola esposizione ad alcune proteine contenute nelle arachidi potrebbe rivelarsi mortale o comunque causa di seri problemi.

Anche se può sembrare illogico che i genitori possano danneggiare i propri figli, la potenziale gravità di una reazione allergica è una delle ragioni, sostenute dalla scienza medica, per modificare gli orientamenti clinici al fine di richiedere un'introduzione precoce delle arachidi nella dieta. Per anni, gli operatori sanitari hanno detto ai neogenitori di non introdurre le arachidi ed i prodotti che derivano da esse, come il burro di arachidi, nella dieta dei bambini fino all'età di due anni. Tuttavia, il tasso di incidenza di allergia alle arachidi sta continuando a salire.

Ad ogni modo, anche a scopo diagnostico, l'Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive degli Stati Uniti, insieme all'Accademia Americana di Allergia, Asma e Immunologia, oltre ad altre 24 organizzazioni, ha raccomandato che i bambini a rischio elevato di allergie alle arachidi vengano fatte assaggiare a quattro o sei mesi, invece di evitare tutti gli alimenti contenenti arachidi. È stato dimostrato che questi bambini potenzialmente allergici possono avere una probabilità minore dell'81% di sviluppare reazioni allergiche se venivano nutriti anche con arachidi prima di compiere un anno.

I neonati a rischio più elevato di sviluppare questo tipo di allergia, cioè quelli con eczema, allergia all'uovo o entrambe le condizioni, dovrebbero essere portati da uno specialista per valutare i segni di una possibile allergia e per decidere il modo più sicuro per l'introduzione delle arachidi nella loro dieta, il tutto sotto l'occhio vigile di un medico. Da uno studio effettuato in America, risulta che solo l'1,9% dei neonati ad alto rischio di allergia, introdotti presto al consumo di arachidi, hanno sviluppato questa malattia all'età di cinque anni, rispetto al 13,7% dei bambini dello stesso gruppo di rischio che non si sono cibati di arachidi.

Per coloro che hanno già sviluppato un'allergia alle arachidi, si mostra promettente una nuova forma di immunoterapia epicutanea che ha avuto riscontri positivi durante gli studi clinici. Si tratta del cerotto Peak di Viaskin, che dopo aver superato una fase di sperimentazione per la sicurezza nel 2010, è passato alla fase II, ed è attualmente in corso la fase III, focalizzata sempre sulla sicurezza ma anche sull'efficacia a lungo termine e l'uso reale fra le persone.

Luis Salmun, vicepresidente senior del Global Medical Affairs per le fasi di studio clinico, della società biofarmaceutica DBV Technologies, ha affermato che il meccanismo di azione di questo nuovo cerotto sviluppato dall'azienda per cui lavora è molto emozionante, e che potrebbe essere utilizzato anche per altri allergeni e malattie. Oltre al cerotto per l'allergia alle arachidi, la società DBV Technologies sta esplorando la possibilità di utilizzo di questo dispositivo anche per affrontare le allergie al latte e alle uova, ed è in fase I di studio un cerotto per la pertosse. Salmun ha affermato: "Questa è una nuova piattaforma per la tecnologia che usa la pelle come un organismo immune... non solo una barriera, ma in realtà come un organo immunitario."

La tecnologia Viaskin si differenza da altri tipi di cerotto attualmente presenti sul mercato, come quelli che aiutano a smettere di fumare. Salmun ha spiegato: "I cerotti utilizzati attualmente fanno assorbire le sostanze rapidamente attraverso la pelle. Il cerotto Viaskin si differenzia da essi perché c'è uno spazio fra il cerotto e la pelle; si tratta di una membrana elettrostatica contenente la proteina delle arachidi. Lo spazio consente un rilascio molto lento della proteina delle arachidi dal cerotto alla pelle. Una volta che la proteina si deposita sulla pelle, essa si lega alle cellule di Langerhans, le cellule che presentano l'antigene, e va direttamente nei linfonodi senza passare attraverso il flusso sanguigno." Salmun ha sottolineato questo percorso, studiato in modelli animali, che riduce al minimo la possibilità di reazione sistemica e anafilassi. "Questo è uno dei vantaggi principali di questa tecnologia."

Salmun ha dichiarato che la dose di proteina di arachidi rilasciata nei bambini di età compresa fra i quattro e gli undici anni è di 250 microgrammi per cerotto. Salmun ha precisato: "Quello che è così eccitante è che una quantità trascurabile di proteine di arachidi possa portare a una tale risposta immunitaria. L'obiettivo di Viaskin è quello di ridurre la probabilità di una reazione causata da un'esposizione accidentale. Tuttavia, si tratta di un obiettivo importante, dato il numero di americani con allergia alle arachidi e la difficoltà a prevedere la gravità di una reazione in un dato giorno, che può variare da una reazione cutanea ad una grave anafilassi. L'incidenza delle allergie alle arachidi è aumentata significativamente negli ultimi dieci anni."

Anche se gli ultimi studi hanno dimostrato una maggiore tolleranza alle arachidi grazie all'uso del cerotto, Salmun ha affermato che non esiste una risposta esatta a questa malattia, per quanto riguarda l'età ottimale in cui utilizzare il cerotto usa e getta. "Non credo che ci sarà una risposta bianca o nera... questo dovrà essere valutato dal medico."

I risultati degli ultimi studi della fase III sono attesi per la seconda metà del 2017. Ciò che è già noto è che i pazienti hanno tollerato il cerotto molto bene, senza segnalare eventi avversi gravi. Ad ogni modo, quanto descritto in questo articolo, sia per quanto riguarda l'età dei bambini a cui dar da mangiare le arachidi, sia per quanto riguarda il dispositivo medico descritto, è in corso di sperimentazione ed osservazione negli Stati Uniti. I genitori che vivono in Italia, pertanto, devono comunque rivolgersi sempre al medico di famiglia o al pediatra o allo specialista, prima di prendere qualsiasi iniziativa riguardo a questo tipo di allergie. Questo, inoltre, vale anche per gli adulti.

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