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Peri Implantite

 

La peri-implantite è una malattia infiammatoria irreversibile che è comunemente causata da placca e biofilm che si accumulano all'esterno di un impianto dentale. Effetti sui tessuti molli e duri che circondano l'impianto, se non si procede ad un trattamento, possono provocare un'eccessiva perdita ossea prossima all'impianto e la sua eventuale rottura. Le terapie chirurgiche sono più adatte all'accesso e alla rimozione del biofilm, impedendo così la progressione della malattia.

I ricercatori dell'Università di Wonkwang e dell'Università di Yonsei in Corea del Sud, e dell'Accademia Globale di Integrazione Ossea, sempre in Corea del Sud, a Seoul, hanno pubblicato uno studio sul numero attuale della rivista Implantologia Orale che esamina una nuova procedura chirurgica per combattere la peri-implantite. Nell'articolo, gli autori hanno descritto due casi di studio nei quali si è utilizzato un nuovo processo di pulizia e rigenerazione chirurgica.

In entrambi i casi è stata utilizzata una spazzola rotonda di titanio per rimuovere i detriti, mantenendo la superficie ruvida dell'impianto malato. Un approccio rigenerativo che incorporava materiali di innesto osseo è stato utilizzato per ricostruire l'osso che circonda l'impianto. La chiave per una rigenerazione efficace dell'osso prossimale all'impianto è quella di rimuovere con successo il biofilm a placca, pur mantenendo la superficie ruvida dell'impianto. La spazzola in titanio utilizzata in questa tecnica si è mostrata estremamente efficace nella rimozione del biofilm a placca che stava causando la malattia, pur preservando anche la superficie ruvida dei fili dell'impianto. Questo ha reso il processo di rigenerazione più prevedibile e con una percentuale di successo maggiore.

I risultati ottenuti nei casi di cui sopra sottolineano l'importanza della decontaminazione meccanica, che pulisce la superficie contaminata e crea una nuova superficie ruvida per un approccio rigenerativo nel trattamento di peri-implantite grave. Questa tecnica presenta i vantaggi di un'efficace pulizia della superficie contaminata dell'impianto e produce risultati clinici e radiologici positivi durante un periodo di follow-up di 2 anni. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per verificare l'affidabilità e la validità di questa tecnica.

Dopo un periodo di follow-up di due anni, i ricercatori hanno scoperto che il livello dell'osso è stato conservato in seguito all'uso di questa tecnica. Inoltre, è stato dimostrato un altro vantaggio: la riduzione della durata della seduta, il che porta un beneficio sia al chirurgo dell'impianto, per via di un tasso di successo più elevato, sia al paziente, che prova meno stanchezza muscolare e dolore articolare associati all'apertura prolungata della bocca. Nel complesso, i ricercatori sono sicuri riguardo all'esito positivo di questa nuova tecnica, e suggeriscono future ricerche per monitorare il successo a lungo termine della procedura.

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