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Muscoli Facciali

 

Da uno studio si è scoperto e dimostrato che le persone, le quali manifestano facilmente il dolore in modo più intenso di altre in maniera tale da cambiare l'espressione del viso, non esagerano per niente, e si è capito per mezzo della percezione di una stimolazione dolorosa in qualche modo controllata. In pratica, come già si sapeva, in questi casi la comunicazione non verbale ha più valore di quella verbale. Questo studio è stato condotto da Miriam Kunz e pubblicato sulla rivista Pain.

La ricerca è stata effettuata su 20 uomini e 20 donne fra i 18 e i 30 anni. Kunz ha posto un dispositivo di riscaldamento su una gamba di queste persone per provocare lo stimolo doloroso. Durante la prova, Kunz ha chiesto ai soggetti della prova di premere un pulsante quando il caldo era moderatamente doloroso, mentre filmava le loro espressioni facciali.

Kunz, uno studente di post-dottorato dell'Università di Montréal, Facoltà di Odontoiatria e Dipartimento di Stomatologia, ha affermato: "Gli individui che reagiscono al dolore con intense espressioni facciali provano in effetti più dolore, rispetto a quanto può essere detto mediante espressioni verbali quantitative indipendenti dall'esperienza dolorosa." Tuttavia, hanno una tolleranza inferiore al dolore. "Tutti i soggetti sottoposti al test, che hanno avuto una forte reazione del viso al dolore, hanno stimato che la sensazione era 'moderatamente dolorosa' fra i 45 ed i 47 gradi Celsius, mentre altri avevano una soglia più elevata."

Tutte le persone hanno delle forme di comunicazione non verbali, influenzate dalla cultura, dall'istruzione, dall'età, dal sesso, etc. Queste modalità si basano sulla programmazione innata e universale. Ad esempio, un bambino cieco sa sorridere, anche se non ha mai visto sorridere sua madre. Kunz ha affermato: "Il dolore, proprio come la gioia, la tristezza, la paura, la sorpresa, la rabbia e il disgusto, attiva automaticamente alcuni gruppi muscolari che fanno apparire l'espressione sul viso."

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