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Ospedale Amedeo Di Savoia

 

L'Ospedale Amedeo di Savoia, comprensorio ospedalierio a cui è collegata la struttura Birago di Vische, è situato a Torino, in corso Svizzera 164. Il Direttore Sanitario è la Dott.ssa Maria Teresa Sensale. L'intera struttura sanitaria è il polo di riferimento della Regione Piemonte per la diagnosi e la cura delle malattie infettive, con il Birago di Vische che si occupa, in modo particolare, di Medicina Interna e Geriatria. Il numero di telefono del centralino è 0114393111, ed il Fax è 0114393273. Il numero di telefono dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) è 0114395815 ed il Fax è 0114395845. L'Ospedale Amedeo di Savoia fa parte dell'ASL Città di Torino. L'accesso ai reparti è interdetto ai minori di dodici anni, e l'accesso alle camere di degenza è consentito ad un massimo di due visitatori alla volta. Con l'unificazione dell'ASL TO1 e dell'ASL TO2 questo Ospedale è diventato un Nuovo Polo Sanitario territoriale.

L'Ospedale Amedeo di Savoia comprende la Struttura Complessa di Microbiologia e Virologia, la Struttura Semplice deputata alla gestione delle cartelle cliniche dei pazienti dimessi, gli ambulatori centralizzati che si occupano dei pazienti sieropositivi (HIV), l'ambulatorio di rieducazione traumatica e reumatica, l'ambulatorio di foniatria e disabilità minore, l'ufficio di assistenza sociale, l'ufficio di assistenza spirituale, le camere mortuarie, il centro cardiologico per l'esecuzione di elettrocardiogrammi, interventi ed ecodoppler, il centro unificato prelievi, il day hospital centralizzato, il centro per la diagnosi e terapia delle infezioni osteomuscolari, il reparto di geriatria, il laboratorio analisi, l'ambulatorio di psichiatria e psicologia (soprattutto rivolto alle persone affette da malattie infettive), i reparti per le malattie infettive 1 e 2, il servizio di mediazione culturale, il centro per la medicina dei viaggi, la radiologia.

I posti letto presenti in questo nosocomio sono 150, ed il personale è composto da 350 unità. Il laboratorio di microbiologia e quello di virologia fanno parte della rete di sorveglianza virologica InfluNet, registrata presso il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie di Stoccolma. Il laboratorio analisi di questo comprensorio ospedaliero torinese è in grado di effettuare test altamente specializzati di biologia molecolare, come i saggi quantitativi di reazione polimerasica a catena, lo studio delle mutazioni genetiche dei virus e la valutazione della resistenza farmacologia dei microrganismi.

 

Microrganismi

 

Le malattie infettive sono causate dai cosiddetti "microrganismi", come virus, batteri, funghi e parassiti che possono diffondersi fra la popolazione umana ed animale. I microrganismi che causano malattie sono collettivamente chiamati agenti patogeni. Questi provocano disturbi di varia entità e possono interrompere i normali processi fisiologici, talvolta stimolando il sistema immunitario a produrre delle risposte difensive, che possono essere seguite da febbre alta, infiammazione ed altre sintomatologie. Le malattie infettive possono diffondersi da una persona all'altra, per esempio mediante il contatto con i fluidi corporei, per aerosol attraverso tosse e starnuti, oppure tramite un vettore, come la zanzara.

Le malattie infettive sono una delle principali cause di morte in tutto il mondo. Molte malattie diventano difficili da controllare se gli agenti infettivi evolvono, ad esempio mediante mutazione genetica, opponendo resistenza ai farmaci comunemente usati. Ad esempio, i batteri possono accumulare mutazioni nel loro DNA o acquisire nuovi geni da altri batteri, e questo permette loro di sopravvivere a contatto con gli antibiotici che normalmente sono in grado di ucciderli. I ricercatori stanno attualmente studiando nuovi approcci per il trattamento delle malattie infettive, concentrandosi sul modo con cui gli agenti patogeni cambiano e su come si evolve la loro resistenza ai farmaci.

I virus sono degli agenti infettivi dalle dimensioni inferiori rispetto ai batteri, e si collocano come un qualcosa fra la materia inerte e quella vivente, dal momento che hanno molte caratteristiche degli organismi viventi (replicazione, mutazione, reazione, etc.), pur essendo costituiti da un numero limitato di componenti rispetto alle cellule normali, come i batteri. I virus si replicano nelle cellule viventi di altri organismi, ed hanno una struttura molto semplice, che consiste di materiale genetico in forma di DNA o RNA, racchiuso in una capsula di natura proteica. Essi possono infettare tutti i tipi di forme di vita: animali, esseri umani, piante, batteri, protozoi (fra cui l'ameba), etc.

 

Ospedale Amedeo Di Savoia Corso Svizzera

 

I virus possono diffondersi in molti modi: da una pianta all'altra, per mezzo degli insetti che si nutrono della linfa delle piante, come gli afidi; da animale ad animale, per mezzo degli insetti che succhiano il sangue, come il virus Dengue, che viene ospitato dalle zanzare; per mezzo aerosol (per via aerea attraverso tosse e starnuti), come i virus che causano l'influenza; per contatto, come la trasmissione dei norovirus e rotavirus, che avviene dopo che si è andati in bagno senza essersi poi lavate le mani; per contatto sessuale, come l'HIV ed il Papillomavirus umano (HPV); per contatto con sangue infetto, come l'epatite B. Le infezioni virali possono essere spesso prevenute mediante i vaccini.

I batteri sono microrganismi unicellulari e presentano varie forme, fra cui quella sferica, a spirale, a sigaro, etc. La maggior parte dei batteri non è dannosa, ed alcuni sono effettivamente utili. Meno dell'uno per cento dei batteri è di natura patogena. I batteri che causano infezioni possono crescere, moltiplicarsi per divisione e diffondersi nel corpo, causando le malattie infettive. Alcuni batteri infettivi emanano tossine che possono aggravare determinate malattie.

I batteri si diffondono in vari modi, similmente ai virus: aerosol, come nel caso dello Streptococcus; per contatto epidermico (Staphylococcus Aureus); per mezzo di fluidi corporei come il sangue e la saliva (meningite). A differenza dei virus, i batteri possono essere combattuti mediante farmaci antibiotici, e la resistenza di questi microrganismi a tali mezzi di cura è un problema significativo.

 

Palazzina Direzione E Uffici Nel 1930

 

I funghi microscopici sono microrganismi caratterizzati da una parete cellulare costituita da una sostanza chiamata chitina. La maggior parte dei funghi è innocua per l'uomo, ed alcuni sono commestibili. Altri funghi possono essere infettivi e possono talvolta portare a malattie mortali. I funghi si riproducono rilasciando spore che possono essere trasmesse attraverso il contatto diretto o inalate. Le infezioni fungine spesso colpiscono i polmoni, la pelle o le unghie. Alcuni funghi patogeni possono penetrare nel corpo e causare infezioni in vari organi. Esempi d'infezioni fungine sono il "piede d'atleta", con prurito, desquamazione o screpolature della pelle; la tigna, con arrossamento, prurito, ed eruzioni squamose di solito sulla pelle o sul cuoio capelluto; le infezioni da Candida albicans, che possono infettare bocca, stomaco, vagina e tratto urinario.

 

 

Il reparto Day Hospital Centralizzato dell'Ospedale Amedeo di Savoia è situato al piano terra del reparto Cottolengo, e tratta patologie in regime di ricovero diurno. Il reparto Malattie INfettive I è situato al piano terra del Padiglione De Mattia. Il reparto Malattie Infettive II è situato al piano terra, e si occupa prevalentemente dell'assistenza alle persone detenute affette da patologie trasmissibili, in particolare HIV, virus epatici e tubercolosi. Il reparto di Microbiologia e Virologia dell'ospedale Amedeo di Savoia Birago di Vische è il Centro di riferimento della Regione Piemonte per la Sorveglianza Virologica della rete InfluNet. Il reparto di Diagnosi e terapia delle infezioni osteomuscolari è situato al piano rialzato del Padiglione E, e si occupa di diagnostica clinica, strumentale, interventistica e microbiologica delle patologie osteomuscolari.

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Rappresentazione Virus HIV

 

Presso l'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, ora Nuovo Polo Sanitario Territoriale, è possibile effettuare in maniera anonima l'analisi per la verifica di positività o meno rispetto al virus dell'HIV. Inoltre, presso tale Ambulatorio Centralizzato le persone infettate da HIV possono usufruire di un punto di ascolto per le loro problematiche, ottenendo consigli, orientamento e sostegno psicologico di vario tipo. I cittadini che si recano in tale Centro possono scegliere se effettuare l'analisi di laboratorio per mezzo del tradizionale prelievo di sangue oppure tramite un test rapido della saliva. Il referto viene consegnato alle persone interessate in giornata, e permette così di lasciare libera scelta ai cittadini su come procedere, con l'aiuto di operatori sanitari che hanno seguito dei corsi di formazione specifici su questa evenienza, che non deve creare panico, bensì essere un'occasione per prepararsi, in caso di esito positivo, ad un percorso di cura che al giorno d'oggi è sempre più promettente e sicuro.

Il virus dell'immunodeficienza umana o HIV è un Lentivirus, un sottogruppo dei Retrovirus, che causa l'infezione da HIV e, nel tempo, può portare alla sindrome da immunodeficienza acquisita o AIDS. L'AIDS è una condizione che può presentarsi negli esseri umani, in cui il progressivo deficit del sistema immunitario permette l'insorgenza di infezioni e tumori opportunistici, pericolosi per la vita. Senza trattamento, il tempo medio di sopravvivenza in seguito all'infezione da HIV è stimato da 9 a 11 anni, a seconda del sottotipo di HIV. L'infezione da HIV si verifica tramite contatto con particolari liquidi biologici: il sangue, lo sperma, il liquido vaginale, la pre-eiaculazione o il latte materno. All'interno di questi fluidi corporei, l'HIV è presente come particelle di virus libere e presenti all'interno di cellule immunitarie infette.

L'HIV infetta le cellule vitali del sistema immunitario umano, come le cellule T helper (specificamente le cellule T CD4+), i macrofagi e le cellule dendritiche. L'infezione da HIV riduce i livelli di cellule T CD4+ attraverso alcuni tipi di meccanismi, fra cui la piroptosi delle cellule T infettate, l'apoptosi di cellule stantie non infette, l'uccisione virale diretta di cellule infette e l'uccisione di cellule T CD4+ per mezzo di linfociti citotossici CD8 che riconoscono le cellule infette. Quando il numero di cellule T CD4+ diminuisce al di sotto di un livello critico, l'immunità mediata dalle cellule viene persa, e il corpo diventa progressivamente più suscettibile alle infezioni opportunistiche.

L'HIV è un membro del genere Lentivirus, che è a sua volta parte delle famiglia Retroviridae. I Lentivirus hanno molte morfologie e proprietà biologiche comuni. Molte specie animali possono essere infettate dai Lentivirus, che sono tipicamente responsabili di malattie di lunga durata e con un lungo periodo d'incubazione. I Lentivirus sono dei virus a RNA a singolo filamento, avvolto in senso positivo. Quando entra nella cellula bersaglio, il genoma virale ad RNA viene convertito in DNA a doppio filamento mediante trascrizione inversa. Il DNA virale risultante viene quindi incorporato nel nucleo cellulare ed integrato nel DNA della cellula. Una volta integrato, il virus può diventare latente, impedendo al sistema immunitario di rilevare la cellula ospite. In alternativa, il virus può essere trascritto e produrre nuovi genomi di RNA e proteine virali, che vengono assemblati dalla cellula e rilasciate in circolo come nuove particelle di virus, che iniziano nuovamente il ciclo di replicazione.

Sono stati identificati due tipi di virus HIV: l'HIV-1 e l'HIV-2. L'HIV-1 è stato il primo ad essere scoperto, ed è anche denominato LAV e HTLV-III. È il tipo più virulento e più infettivo, ed è la causa della maggior parte delle infezioni da HIV a livello mondiale. L'infettività inferiore dell'HIV-2 rispetto all'HIV-1 implica un minor numero di casi d'infezione per esposizione. A causa della sua capacità di trasmissione relativamente scarsa, l'HIV-2 è in gran parte limitato all'Africa Occidentale.

Molte persone infettate da HIV non sono a conoscenza di esserlo. Ad esempio, nel 2001 meno dell'1% della popolazione urbana sessualmente attiva in Africa si era sottoposta ad analisi, e questa percentuale è ancora più bassa fra le popolazioni rurali. Inoltre, nel 2001 solo lo 0,5% delle donne in gravidanza, che frequentavano le strutture sanitarie urbane, si erano sottoposte ad analisi o hanno ricevuto i risultati dei test. Ancora una volta, questa percentuale è ancora più bassa nelle strutture sanitarie rurali. Poiché i donatori di sangue possono non essere consapevoli della loro eventuale infezione, il sangue proveniente dai donatori ed i prodotti sanguigni utilizzati per la medicina e la ricerca medica vengono normalmente sottoposti a screening per l'HIV.

All'inizio si utilizza l'analisi per la rilevazione dell'HIV-1 consistente in un test immunoassorbente enzimatico o ELISA, per rilevare gli anticorpi HIV-1. I campioni di liquido biologico non reattivi al test ELISA iniziale sono considerati negativi per l'HIV-1, a meno che non vi sia stato un rapporto sessuale dubbio o altre possibilità di contagio. I campioni con un risultato ELISA reattivo vengono nuovamente analizzati. Se il risultato della duplice prova è reattivo, vengono eseguiti altri test supplementari e confermativi più specifici, come il Blot Western o, meno comunemente, un test di immunofluorescenza o IFA. Solo i campioni che sono ripetutamente reattivi al test ELISA e positivi a quello IFA o reattivi al Blot Western sono considerati HIV positivi, ed indicativi dell'infezione da HIV.

Anche se il test IFA può essere utilizzato per confermare l'infezione in questi casi ambigui, questo test non è ampiamente utilizzato. In generale, un secondo campione dovrebbe essere raccolto dopo più di un mese e nuovamente analizzato con il test Western Blot. Sebbene siano meno disponibili, i test degli acidi nucleici, come l'RNA virale o il metodo di amplificazione provirale del DNA, possono aiutare ad effettuare una diagnosi in determinate situazioni. Inoltre, alcuni campioni testati possono fornire risultati incloncludenti a causa della loro scarsa qualità. In queste situazioni, viene raccolto un secondo campione e testato per l'infezione da HIV.

I moderni test per la rilevazione dell'HIV sono estremamente accurati. Un solo test di screening è corretto più del 99% delle volte. La probabilità di ottenere un falso positivo utilizzando il protocollo standard del test duplice è stimata di circa 1 volta su 250.000 in una popolazione a basso rischio. La ripetizione del test è raccomandata inizialmente a sei settimane, poi a tre mesi e a sei mesi.

La ricerca medica e scientifica riguardante l'HIV / AIDS comprende tutte le ricerche mediche che tentano di prevenire, trattare o curare l'HIV / AIDS, nonché la ricerca di base sulla natura dell'HIV come agente infettivo e su quella dell'AIDS come malattia causata dall'HIV.

Molti governi e istituti di ricerca partecipano alla ricerca sull'HIV / AIDS. Questa ricerca comprende interventi di salute comportamentale, come la ricerca sull'educazione sessuale e lo sviluppo di farmaci, la ricerca sui microbicidi per le malattie sessualmente trasmissibili, i vaccini contro l'HIV ed i farmaci antiretrovirali. Altre aree di ricerca medica comprendono le questioni riguardanti la profilassi pre-esposizione, la profilassi post-esposizione, l'eradicazione dell'HIV e gli effetti d'invecchiamento accelerato.

Dopo molti anni di ricerca è stato realizzato un vaccino per l'HIV non testato sugli esseri umani. Gli anticorpi bi-specifici che hanno come obiettivo la superficie delle cellule T e gli epitomi virali possono impedire l'ingresso del virus nelle cellule somatiche. Un altro gruppo di ricerca ha utilizzato la stessa tecnologia per sviluppare un anticorpo bi-specifico che neutralizza le particelle virali protetto da un involucro di glicoproteine.

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Plasmodium Vivax

 

La malaria è una malattia pericolosa per la vita, tipicamente trasmessa attraverso il morso di una zanzara infetta chiamata Anopheles. La malaria è di solito trovata nelle regioni della Terra aventi climi tropicali e subtropicali, dove i parassiti che la causano vivono. La malaria congenita si verifica quando una madre con malaria passa la malattia al suo bambino alla nascita. Le zanzare infette sono portatrici del Plasmodium. Quando questa zanzara morde, il parassita viene rilasciato nel flusso sanguigno.

Una volta che i parassiti sono all'interno del corpo, si recano nel fegato, dove maturano. Dopo diversi giorni, i parassiti maturi entrano nel flusso sanguigno e iniziano a infettare i globuli rossi. Entro 48-72 ore, i parassiti all'interno delle cellule del sangue rosso si moltiplicano, provocando la lisi o rottura dei globuli rossi. I parassiti continuano a infettare i globuli rossi, causando sintomi che si verificano in cicli che durano due o tre giorni ogni volta.

La malaria è tipicamente presente nelle zone con clima tropicale e subtropicale in cui i parassiti possono vivere. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 3,2 miliardi di persone siano a rischio di malaria. Negli Stati Uniti, i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie o CDC riportano annualmente 1.700 casi di malaria. La maggior parte dei casi di malaria si sviluppa nelle persone che si recano in Paesi dove la malaria è più comune.

La malaria può verificarsi se una zanzara infetta portatrice del parassita di Plasmodium morde una persona. Il Plasmodium vivax è uno dei cinque tipi di parassiti che comunemente causano la malaria nell'essere umano. Una madre infetta può anche passare la malattia al suo bambino alla nascita. Questo è noto come malaria congenita. La malaria viene anche trasmessa per mezzo di sangue infetto, quindi può essere trasmessa anche attraverso: un trapianto di organi; una trasfusione; l'utilizzo di aghi o siringhe condivise.

I sintomi della malaria si sviluppano tipicamente da 10 giorni fino a 4 settimane dopo l'infezione. In alcune persone, i sintomi potrebbero non svilupparsi per diversi mesi. Alcuni parassiti malarici possono entrare nel corpo ma rimangono dormienti per lunghi periodi di tempo. I sintomi comuni della malaria sono: brividi che possono variare da moderati a gravi; febbre alta; notevole sudorazione; mal di testa; nausea; vomito; dolore addominale; diarrea; anemia; dolore muscolare; convulsioni; coma; sanguinamento.

Il medico può diagnosticare la malaria. Durante la visita, il medico rivede la storia sanitaria del paziente, inclusi i viaggi recenti in zone a clima tropicale. Viene inoltre eseguito un esame fisico. Il medico può determinare se si ha la milza o il fegato ingrossato. Se si hanno sintomi di malaria, il medico può ordinare delle analisi del sangue per confermare la diagnosi. Questi test mostreranno: se si ha la malaria ed il tipo di patologia; se l'infezione è causata da un parassita resistente a determinati tipi di farmaci; se la malattia ha causato anemia; se la malattia ha colpito organi vitali.

La malaria può causare una serie di complicazioni pericolose per la vita. Può verificarsi quanto segue: gonfiore dei vasi sanguigni del cervello o malaria cerebrale; accumulo di fluidi nei polmoni che causa problemi respiratori o edema polmonare; insufficienza dei reni, del fegato o della milza; anemia dovuta alla distruzione dei globuli rossi; bassi livelli di zuccheri nel sangue.

La malaria può essere una condizione pericolosa per la vita, come si è detto. Il trattamento per la malattia è tipicamente fornito in un ospedale. Il medico prescriverà farmaci in base al tipo di parassita. In alcuni casi, il medicinale prescritto non può eliminare l'infezione a causa della resistenza parassitaria al farmaco. Se questo si verifica, il medico può avere bisogno di utilizzare più di un farmaco o modificare i farmaci nel complesso per trattare la condizione.

Le persone affette da malaria che ricevono il trattamento, in genere, hanno una buona prospettiva a lungo termine. Se si verificano complicazioni in seguito a malaria, le prospettive non possono essere così buone. La malaria cerebrale, che provoca il gonfiore dei vasi sanguigni del cervello, può causare danni al cervello. La prospettiva a lungo termine per i pazienti con parassiti resistenti ai farmaci può anche essere scarsa. In questi pazienti, la malaria può diventare ricorrente. Ciò può causare altre complicazioni. Non è disponibile alcun vaccino definitivo per prevenire la malaria. Parlate con il medico se state per recarvi in una zona dove la malaria è comune o se vivete in una zona del genere; possono essere infatti prescritti dei farmaci per prevenire la malattia. Questi farmaci sono gli stessi usati per trattare la malattia e devono essere presi prima, durante e dopo il viaggio. Dormire sotto una zanzariera può aiutare a prevenire il morso da parte di una zanzara infetta. Coprire la pelle o utilizzare repellenti per zanzare può anche aiutare a prevenire l'infezione. Se non siete sicuri se la malaria è prevalente nella zona, il CDC ed altri Enti hanno delle mappe aggiornate che indicano dove si trova la malaria.

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Sangue Microrganismi Anticorpi

 

L'immunologia è il ramo della biologia che riguarda lo studio dei sistemi immunitari di tutti gli organismi viventi. È stato il biologo russo Ilya Ilyich Mechnikov a promuovere gli studi d'immunologia, e che per questo ricevette il premio Nobel nel 1908 per il suo lavoro. Agitò la spina di una rosa su una stella di mare e notò che, 24 ore dopo, le cellule circondavano la punta. Era una risposta attiva del corpo, che cercava la sua integrità. È stato sempre Mechnikov ad osservare per la prima volta il fenomeno della fagocitosi, in cui il corpo si difende contro un organismo estraneo, coniandone il termine. La scienza immunologica elabora, misura e contestualizza il funzionamento fisiologico del sistema immunitario negli stati di salute e di malattia; studia i malfunzionamenti del sistema immunitario nei disturbi immunologici (malattie autoimmuni, ipersensibilità, carenza di anticorpi e rigetto nei trapianti). Si occupa inoltre delle caratteristiche fisiche, chimiche e fisiologiche dei componenti del sistema immunitario in vitro, in situ e in vivo. L'immunologia ha applicazioni in numerose discipline mediche, in particolare nei settori del trapianto di organi, oncologia, virologia, batteriologia, parassitologia, psichiatria e dermatologia.

Prima della designazione dell'immunità dalla radice etimologica latina "immunis", che significa "esente", i medici studiavano gli organi che in seguito sarebbero stati identificati come i componenti essenziali del sistema immunitario. Gli importanti organi linfoidi del sistema immunitario sono il timo e il midollo osseo, con i principali tessuti linfatici di milza, tonsille, vasi linfatici, linfonodi, adenoidi e fegato. Quando le condizioni sanitarie peggiorano verso uno stato di emergenza, porzioni di organi del sistema immunitario, inclusi il timo, la milza, il midollo osseo, i linfonodi e altri tessuti linfatici possono essere sottoposti a chirurgia, per essere esaminati mentre i pazienti sono ancora vivi. Molti componenti del sistema immunitario sono tipicamente cellulari, in natura, e non associati ad alcun organo specifico; piuttosto sono incorporati o circolanti in vari tessuti situati in tutto il corpo, come le cellule bianche o globuli bianchi del sangue.

Le strutture sanitarie di sieroimmunologia dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino sono dotate di particolari laboratori, in cui vengono effettuati vari tipi di dosaggi ed esami clinici di natura sierologica ed immunologica. Si tratta delle cosiddette analisi sieroimmunologiche. Il numero di telefono principale della sieroimmunologia di questo nuovo Polo Sanitario Territoriale è 0114393961. Vengono effettuati i test per l'identificazione anticorpale ed antigenica dei vari ceppi virali di HIV, di epatite A, B e C, dei virus influenzali e parainfluenzali, dei virus di Epstein Barr, del Cytomegalovirus, del virus della Varicella-Zoster, dei virus che causano vari tipi di Herpes, degli Adenovirus, nonché per trovare le tracce immunologiche della Legionella, del Mycoplasma, delle febbri emorragiche e delle encefaliti. In pratica, vengono identificati gli antigeni batterici e virali di tutte le principali malattie infettive, comprese le malattie dell'infanzia e dell'adolescenza come la rosolia, la pertosse, il morbillo, la parotite, etc. Altre patologie di natura infettiva sono la toxoplasmosi, la malattia causata dal virus Zika e quella causata dal virus Chikungunya, la febbre gialla e le varie micosi come l'aspergillosi e la candidosi; la meningite (batterio), salmonellosi, colera, tifo, peste, lebbra, ebola (virus), la tubercolosi o TBC (Mycobacterium tuberculosis), la malaria (Plasmodium, protozoo), le infezioni da Ameba (protozoo) e Schistosoma.

L'immunologia classica è legata a campi scientifici come l'epidemiologia e la medicina. Esamina la relazione fra i sistemi del corpo, gli agenti patogeni e l'immunità. La prima menzione scritta dell'immunità può essere ricondotta alla peste di Atene frl 430 a.C. Tucidide osservò che le persone che erano guarite in seguito ad un precedente attacco della malattia potevano nutrire i malati senza contrattare la malattia una seconda volta. Molte altre società antiche hanno riferimenti a questo fenomeno, ma non fino al diciannovesimo e ventesimo secolo, prima che il concetto d'immunità si sviluppasse in teoria scientifica, e venisse poi adottato in varie forme nella pratica clinica. Lo studio dei componenti molecolari e cellulari che compongono il sistema immunitario, compresa la loro funzione e le interazioni, è la scienza centrale dell'immunologia. Il sistema immunitario è stato suddiviso in un sistema immunitario innato più primitivo e, nei vertebrati, in un sistema immunitario acquisito o adattativo. Quest'ultimo è ulteriormente diviso in componenti umorali (o anticorpi) e cellulari.

La risposta di tipo umorale (anticorpi, che sono macromolecole) è definita come l'interazione fra gli anticorpi e gli antigeni. Gli anticorpi sono proteine specifiche rilasciate da una certa classe di cellule immunitarie note come linfociti B, mentre gli antigeni sono definiti come qualsiasi cosa che induca la generazione di anticorpi. L'immunologia poggia le sue basi su una comprensione delle proprietà di queste due entità biologiche e la risposta cellulare ad entrambe. La ricerca immunologica continua a diventare sempre più specializzata, perseguendo modelli non-classici di immunità e funzioni di cellule, organi e sistemi non precedentemente associati al sistema immunitario. L'immunologia clinica è lo studio delle malattie causate da disturbi del sistema immunitario (fallimento, azione aberrante e crescita maligna degli elementi cellulari del sistema). Include anche malattie di altri sistemi, in cui le reazioni immunitarie svolgono un ruolo nella patologia e nelle caratteristiche cliniche.

Le malattie causate da disturbi del sistema immunitario rientrano in due grandi categorie:

1) Immunodeficienza, in cui parti del sistema immunitario non riescono a fornire una risposta adeguata (esempi includono la malattia cronica granulomatosa e le malattie immunitarie primarie). La malattia più nota che colpisce il sistema immunitario è l'AIDS, un'immunodeficienza caratterizzata dalla soppressione delle cellule T CD4 + (cellule "helper", cellule dendritiche e macrofagi da parte del virus dell'immunodeficienza umana o HIV).

2) Autoimmunità, in cui il sistema immunitario attacca il corpo del proprio ospite (esempi includono il lupus eritematoso sistemico, l'artrite reumatoide, la malattia di Hashimoto e la miastenia gravis). Altri disturbi del sistema immunitario includono varie ipersensibilità (come ad esempio l'asma ed altre allergie) in cui si ha una risposta inappropriata ed eccessiva a composti altrimenti innocui.

Gli immunologi clinici studiano anche dei modi per prevenire i tentativi del sistema immunitario di distruggere gli allograft (rigetto in caso di trapianto).

La capacità del corpo di reagire all'antigene dipende dall'età di una persona, dal tipo di antigene, dai fattori materni e dall'area in cui viene presentato l'antigene. Si dice che i neonati siano in uno stato di immunodeficienza fisiologica, perché le loro risposte immunologiche innate e adattative sono notevolmente soppresse. Una volta che nasce, il sistema immunitario di un bambino risponde favorevolmente agli antigeni proteici, mentre non è così per le glicoproteine e i polisaccaridi. Infatti, molte delle infezioni acquisite dai neonati sono causate da organismi di bassa virulenza come lo Staphylococcus e lo Pseudomonas. Nei neonati, l'attività opsonica e la capacità di attivare la cascata del complemento sono molto limitate. Ad esempio, il livello medio di C3 in un neonato è di circa il 65% di quello trovato nell'adulto. L'attività fagocitaria è anche notevolmente compromessa nei neonati. Ciò è dovuto alla diminuzione dell'attività opsonica, così come alla riduzione della regolazione dei recettori integrinici e selettivi, che limitano la capacità dei neutrofili di interagire con le molecole di adesione nell'endotelio. I loro monociti sono lenti e hanno una ridotta produzione di ATP, che limita anche l'attività fagocitica del neonato. Anche se il numero di linfociti totali è significativamente superiore a quello degli adulti, anche l'immunità cellulare e umorale sono compromesse. Le cellule che presentano antigene nei neonati hanno una capacità ridotta di attivare le cellule T.

Anche i fattori materni svolgono un ruolo nella risposta immunitaria del corpo. Alla nascita, la maggior parte dell'immunoglobulina presente è IgG materna. Poiché IgM, IgD, IgE e IgA non attraversano la placenta, sono quasi assenti alla nascita. Alcune IgA sono fornite dal latte materno. Questi anticorpi acquisiti in modo passivo possono proteggere il neonato per un massimo di 18 mesi, ma la loro risposta è generalmente di breve durata e di bassa affinità. Questi anticorpi possono anche produrre una risposta negativa. Se un bambino è esposto all'anticorpo per un particolare antigene prima di essere esposto all'antigene stesso, il bambino produrrà una risposta limitata. Gli anticorpi materni acquisiti in modo passivo possono sopprimere la risposta anticorpale all'immunizzazione attiva. Allo stesso modo la risposta delle cellule T alla vaccinazione è diversa nei bambini rispetto agli adulti e i vaccini che inducono le risposte Th1 negli adulti non provocano immediatamente queste stesse reazioni nei neonati. Fra i sei ed i nove mesi dopo la nascita, il sistema immunitario di un bambino inizia a rispondere maggiormente alle glicoproteine, ma di solito non c'è notevole miglioramento nella risposta ai polisaccaridi fino a quando non è raggiunto almeno un anno di età. Questo può essere il motivo per i tempi distinti trovati nei momenti di vaccinazione.

Durante l'adolescenza, il corpo umano subisce diversi cambiamenti fisici, fisiologici ed immunologici innescati e mediati da ormoni. Per le donne si tratta soprattutto dell'ormone 17-ß-estradiolo (estrogeno) e, nei maschi, è il testosterone. L'estradiolo inizia normalmente ad agire intorno all'età di 10 anni e il testosterone alcuni mesi dopo. Ci sono prove che questi steroidi non solo agiscono direttamente sulle caratteristiche sessuali primarie e secondarie, ma hanno anche un effetto sullo sviluppo e sulla regolazione del sistema immunitario, incluso un rischio aumentato nello sviluppo di autoimmunità pubertali e post-pubescenti. C'è anche qualche prova che i recettori delle superfici cellulari sulle cellule B e sui macrofagi possono rilevare gli ormoni sessuali nel sistema.

L'ormone sessuale femminile 17-ß-estradiolo ha dimostrato di regolare il livello di risposta immunologica, mentre alcuni androgeni maschili come il testosterone sembrano sopprimere la risposta allo stress causato da infezione. Altri androgeni, come il DHEA, aumentano la risposta immunitaria. Come nelle femmine, gli ormoni sessuali maschili sembrano avere più controllo del sistema immunitario durante la pubertà e la post-pubertà rispetto al resto della vita adulta maschile. I cambiamenti fisici durante la pubertà come l'involuzione timica influenzano anche la risposta immunologica.

L'ecoimmunologia, o immunologia ecologica, esplora la relazione fra il sistema immunitario di un organismo e il suo ambiente sociale, biotico e abiotico. La ricerca ecoimmunologica più recente si è concentrata sulle difese ospedaliere patogene tradizionalmente considerate "non-immunologiche", come l'evasione di agenti patogeni, l'auto-medicazione, le difese mediate dalla simbiosi e gli scambi di fecondità. L'immunità comportamentale, una frase coniata da Mark Schaller, si riferisce in particolare ai conducenti psicologici volti all'evitare gli agenti patogeni, come il disgusto suscitato dagli stimoli incontrati nei confronti di individui infetti da patogeni, come l'odore di vomito. Più in generale, l'immunità ecologica "comportamentale" è stata trovata in molteplici specie. Per esempio, la farfalla monarca spesso riporta le sue uova su determinate specie tossiche di latte quando sono infette da parassiti. Queste tossine riducono la crescita dei parassiti nella prole del monarca infetto. Tuttavia, quando le farfalle monariche non infette sono costrette a nutrirsi solo su queste piante tossiche, esse subiscono un costo di idoneità come una ridotta durata di vita rispetto ad altre farfalle monarche non infette. Ciò indica che posare le uova su piante tossiche è un comportamento costoso per queste farfalle, che probabilmente si è evoluto per ridurre la gravità dell'infezione da parassiti. Le difese mediate dalla simbiosi sono anche ereditabili fra le generazioni ospiti, nonostante una base diretta non genetica per la trasmissione. Gli afidi, per esempio, si affidano a diversi simbionti differenti per la difesa dai parassiti chiave e possono trasmettere verticalmente i loro simbionti da genitore a discendenza. Pertanto, un simbionte che consente di ottenere protezione da un parassita è più probabile che sia passato alla prole ospite, permettendo la coevoluzione con i parassiti che attaccano l'ospite in un modo simile all'immunità tradizionale.

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Virus H5N1

 

Con la definizione di "influenza aviaria" ci si riferisce ad un gruppo di malattie infettive causate da virus influenzali che infettano gli uccelli e li fanno ammalare. Questa infezione può trasferirsi, solo in alcuni casi, dagli uccelli all'uomo ed è fatale nel 60% dei casi. Un sottotipo di virus che causa l'influenza aviaria è denominato H5N1.

Il primo focolaio noto di influenza aviaria H5N1 risale al mese di dicembre del 2003. Da allora, oltre 700 casi sono stati segnalati in Africa, Asia ed Europa. I numeri più alti sono stati rilevati in Indonesia, Vietnam ed Egitto. Il caso più recente di H5N1 è stato segnalato in Malesia nel marzo del 2017. Ha ucciso un certo numero di polli, ma non sono stati segnalati casi umani.

Ecco alcune informazioni sull'influenza aviaria: L'influenza aviaria colpisce gli uccelli. In alcuni casi, può trasferirsi agli umani. Può essere fatale nel 60% dei casi. I sintomi includono sangue nell'espettorato, febbre alta, mal di testa e mal di stomaco. Il deterioramento fisico può essere rapido. I farmaci antivirali possono aiutare ad aumentare le possibilità di sopravvivenza e ridurre l'impatto della malattia. Una pandemia è improbabile a meno che la malattia "impari" a diffondersi fra le persone. I ceppi di tipo A del virus influenzale causano l'influenza aviaria H5N1.

Il virus H5N1 colpisce diversi tipi di uccelli. È stato per lo più segnalato nel pollame da allevamento, come polli, oche, tacchini e anatre. Tuttavia, nel gennaio del 2015 è stato trovato in un'anatra selvatica negli Stati Uniti, ed è stato anche isolato in suini, gatti, cani e martore, nonché in leoni e tigri in cattività. Il virus passa facilmente fra gli uccelli, attraverso la loro saliva, secrezioni nasali, feci e mangimi. Possono prendere il virus da superfici contaminate, come gabbie e altre attrezzature agricole. La maggior parte delle persone con il virus ha avuto contatti diretti con pollame infetto o oggetti contaminati da escrementi di uccelli (guano) o da secrezioni.

Fino ad ora si sono verificati pochissimi casi di trasmissione da uomo a uomo. Tuttavia, se il virus H5N1 dovesse mutare in modo da poter passare facilmente fra gli esseri umani, potrebbe verificarsi una pandemia, anche se come si è detto è improbabile. Una persona con H5N1 solitamente sviluppa sintomi gravi. Il periodo di incubazione va da 2 a 8 giorni e può richiedere fino a 17 giorni. Questo è confrontabile con i 2 o 3 giorni per l'influenza stagionale umana.

I sintomi iniziali comprendono febbre alta, oltre 38 gradi centigradi; sintomi del tratto respiratorio inferiore e, meno comunemente, sintomi del tratto respiratorio superiore. Possono presentarsi i seguenti segni e sintomi: tosse, solitamente secca; voce rauca; febbre alta, oltre 38 gradi centigradi; naso chiuso o che cola; ossa, articolazioni e muscoli doloranti; sanguinamento del naso; dolore al petto; sudori freddi e brividi; fatica; mal di testa; perdita di appetito; difficoltà per quanto riguarda il sonno; mal di stomaco, a volte con diarrea; sanguinamento delle gengive; espettorato sanguinolento. Alcuni pazienti sviluppano polmonite e difficoltà respiratorie. Ciò si verifica circa 5 giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.

Le condizioni del paziente possono deteriorarsi rapidamente, causando polmonite, insufficienza multiorganica e morte. Gli esseri umani possono diventare infetti e malati dopo essere entrati in contatto con uccelli infetti. I seguenti meccanismi di contagio sono stati collegati alla malattia umana: toccare uccelli infetti; toccare o inalare le feci e altre secrezioni di uccelli infetti; preparare del pollame infetto da cucinare; macellare pollame infetto; gestire uccelli per la vendita; frequentare mercati che vendono uccelli vivi.

Mangiare pollame o uova cotte non provoca infezioni. Tuttavia, le persone dovrebbero cuocere il pollame fino a quando la temperatura interna è di almeno 165 gradi Fahrenheit o 74 gradi centigradi e le uova fino a quando sia il bianco sia il tuorlo sono cotti. Gli escrementi di uccelli possono contenere il virus e possono contaminare mangimi, attrezzature, veicoli, scarpe, vestiti, terra, polvere e acqua. I piedi e il corpo degli animali possono anche trasportare il virus H5N1.

Una diagnosi precoce può migliorare l'aspettativa di esito positivo per quanto concerne il trattamento. Un medico esaminerà i segni e i sintomi del paziente e chiederà informazioni su eventuali viaggi recenti e qualsiasi contatto con gli uccelli. Un campione respiratorio verrà raccolto e inviato al laboratorio. Le persone dovrebbero ricevere gli esiti delle analisi entro 4 o 5 giorni dalla comparsa dei sintomi. Nel 2009, la FDA ha approvato il test per l'influenza AVantage A / H5N1, che rileva l'influenza A / H5N1, o influenza aviaria, da tamponi nasali o faringei raccolti da pazienti con sintomi simil-influenzali. In meno di 40 minuti, il test può identificare una proteina specifica, denominata NS1 che indica la presenza del sottotipo di virus A / H5N1. Tuttavia, il virus H5N1 è relativamente raro, quindi un medico non si aspetterebbe di vederlo a meno che una persona non sia stata in contatto con uccelli o sia stata di recente in un luogo in cui è probabile che si verifichi un'infezione da H5N1.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i farmaci antivirali possono sopprimere la replicazione virale e migliorare i risultati per i pazienti. Gli antivirali possono impedire che alcuni casi diventino fatali. Il farmaco oseltamivir o Tamiflu dev'essere somministrato entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, per un migliore effetto. Tuttavia, poiché i tassi di mortalità sono elevati, i medici possono prescrivere oseltamivir dopo questo periodo. La dose e la durata del trattamento dipenderanno da quanto grave è il caso. I pazienti con problemi gastrointestinali potrebbero non essere in grado di assorbire il farmaco con la stessa efficacia degli altri. Gli studi suggeriscono che alcuni casi potrebbero essere resistenti a questo trattamento. I pazienti con diagnosi o sospetta influenza aviaria devono rimanere a casa o rimanere isolati in ospedale. Oltre all'assunzione di Tamiflu, i professionisti del settore sanitario consigliano ai pazienti: riposo, bere molti liquidi, ricevere una corretta alimentazione, ricevere farmaci per il dolore e la febbre, prescritti da un operatore sanitario.

Complicazioni, come la polmonite batterica, sono comuni nei pazienti con H5N1. Questi pazienti avranno bisogno di antibiotici e alcuni potrebbero aver bisogno di ossigeno extra. Un'attenta manipolazione o precauzione nei confronti di uccelli vivi o morti può aiutare a prevenire la diffusione della malattia. Non è possibile prevenire totalmente la diffusione dell'influenza aviaria, ma le autorità possono aiutare le comunità a prepararsi a possibili infezioni monitorando i modelli di migrazione degli uccelli.

La vaccinazione esiste per l'influenza stagionale umana, ma non per l'influenza aviaria. Tuttavia, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità esiste un vaccino sperimentale per il virus H5N1, ma non è ancora pronto per l'uso diffuso. Gli individui possono ridurre al minimo la diffusione di diversi tipi di influenza, influenza aviaria e altre infezioni prendendo alcune precauzioni. Igiene delle mani: lavarsi le mani regolarmente con acqua calda e sapone prima e dopo aver usato il bagno, prima e dopo aver maneggiato il cibo e dopo aver tossito. Tosse: tossire nel gomito o su un tessuto. Mettere da parte con cura il tessuto. Se tossisci nella mano e poi tocchi qualche oggetto, un'altra persona può prendere il virus da quell'oggetto. Isolamento: chi è malato dovrebbe stare lontano dai luoghi pubblici ed evitare il contatto con le persone, ove possibile. Vaccinazioni: rimani aggiornato soprattutto con i vaccini antinfluenzali stagionali e pneumococcici anche se, come detto, non esiste attualmente un vaccino disponibile per l'influenza aviaria.

Quando si preparano i cibi, non usare gli stessi utensili per le carni cotte e crude. Prima e dopo aver maneggiato il pollame crudo, lavarsi le mani con acqua e sapone. Non avvicinarti ad un uccello morto o malato. Chiamare l'autorità locale competente per segnalare eventuali avvistamenti di animali morti. Coloro che lavorano con gli uccelli domestici dovrebbero seguire le linee guida locali e nazionali. Chiunque viaggi in una zona in cui l'influenza aviaria potrebbe essere presente dovrebbe evitare i mercati degli animali vivi e le aziende avicole, nonché stare lontano dalle feci degli uccelli. Un umano non può facilmente infettarsi con l'influenza aviaria, ed è anche meno probabile che passi da una persona all'altra. Tuttavia, se una persona ha l'influenza umana stagionale e quindi diventa coinfettata con l'influenza aviaria, il virus H5N1 potrebbe teoricamente scambiare informazioni genetiche con il virus dell'influenza umana. In questo modo, il virus H5N1 potrebbe acquisire la capacità di diffondersi fra le persone. Un ceppo virale dell'influenza aviaria facilmente trasmissibile all'uomo potrebbe avere gravi conseguenze. Il controllo dei focolai di influenza sia umana sia aviaria può aiutare a ridurre la probabilità che entrino in contatto fra loro, creando un nuovo ceppo.

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