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Rappresentazione Virus HIV

 

Presso l'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, ora Nuovo Polo Sanitario Territoriale, è possibile effettuare in maniera anonima l'analisi per la verifica di positività o meno rispetto al virus dell'HIV. Inoltre, presso tale Ambulatorio Centralizzato le persone infettate da HIV possono usufruire di un punto di ascolto per le loro problematiche, ottenendo consigli, orientamento e sostegno psicologico di vario tipo. I cittadini che si recano in tale Centro possono scegliere se effettuare l'analisi di laboratorio per mezzo del tradizionale prelievo di sangue oppure tramite un test rapido della saliva. Il referto viene consegnato alle persone interessate in giornata, e permette così di lasciare libera scelta ai cittadini su come procedere, con l'aiuto di operatori sanitari che hanno seguito dei corsi di formazione specifici su questa evenienza, che non deve creare panico, bensì essere un'occasione per prepararsi, in caso di esito positivo, ad un percorso di cura che al giorno d'oggi è sempre più promettente e sicuro.

Il virus dell'immunodeficienza umana o HIV è un Lentivirus, un sottogruppo dei Retrovirus, che causa l'infezione da HIV e, nel tempo, può portare alla sindrome da immunodeficienza acquisita o AIDS. L'AIDS è una condizione che può presentarsi negli esseri umani, in cui il progressivo deficit del sistema immunitario permette l'insorgenza di infezioni e tumori opportunistici, pericolosi per la vita. Senza trattamento, il tempo medio di sopravvivenza in seguito all'infezione da HIV è stimato da 9 a 11 anni, a seconda del sottotipo di HIV. L'infezione da HIV si verifica tramite contatto con particolari liquidi biologici: il sangue, lo sperma, il liquido vaginale, la pre-eiaculazione o il latte materno. All'interno di questi fluidi corporei, l'HIV è presente come particelle di virus libere e presenti all'interno di cellule immunitarie infette.

L'HIV infetta le cellule vitali del sistema immunitario umano, come le cellule T helper (specificamente le cellule T CD4+), i macrofagi e le cellule dendritiche. L'infezione da HIV riduce i livelli di cellule T CD4+ attraverso alcuni tipi di meccanismi, fra cui la piroptosi delle cellule T infettate, l'apoptosi di cellule stantie non infette, l'uccisione virale diretta di cellule infette e l'uccisione di cellule T CD4+ per mezzo di linfociti citotossici CD8 che riconoscono le cellule infette. Quando il numero di cellule T CD4+ diminuisce al di sotto di un livello critico, l'immunità mediata dalle cellule viene persa, e il corpo diventa progressivamente più suscettibile alle infezioni opportunistiche.

L'HIV è un membro del genere Lentivirus, che è a sua volta parte delle famiglia Retroviridae. I Lentivirus hanno molte morfologie e proprietà biologiche comuni. Molte specie animali possono essere infettate dai Lentivirus, che sono tipicamente responsabili di malattie di lunga durata e con un lungo periodo d'incubazione. I Lentivirus sono dei virus a RNA a singolo filamento, avvolto in senso positivo. Quando entra nella cellula bersaglio, il genoma virale ad RNA viene convertito in DNA a doppio filamento mediante trascrizione inversa. Il DNA virale risultante viene quindi incorporato nel nucleo cellulare ed integrato nel DNA della cellula. Una volta integrato, il virus può diventare latente, impedendo al sistema immunitario di rilevare la cellula ospite. In alternativa, il virus può essere trascritto e produrre nuovi genomi di RNA e proteine virali, che vengono assemblati dalla cellula e rilasciate in circolo come nuove particelle di virus, che iniziano nuovamente il ciclo di replicazione.

Sono stati identificati due tipi di virus HIV: l'HIV-1 e l'HIV-2. L'HIV-1 è stato il primo ad essere scoperto, ed è anche denominato LAV e HTLV-III. È il tipo più virulento e più infettivo, ed è la causa della maggior parte delle infezioni da HIV a livello mondiale. L'infettività inferiore dell'HIV-2 rispetto all'HIV-1 implica un minor numero di casi d'infezione per esposizione. A causa della sua capacità di trasmissione relativamente scarsa, l'HIV-2 è in gran parte limitato all'Africa Occidentale.

Molte persone infettate da HIV non sono a conoscenza di esserlo. Ad esempio, nel 2001 meno dell'1% della popolazione urbana sessualmente attiva in Africa si era sottoposta ad analisi, e questa percentuale è ancora più bassa fra le popolazioni rurali. Inoltre, nel 2001 solo lo 0,5% delle donne in gravidanza, che frequentavano le strutture sanitarie urbane, si erano sottoposte ad analisi o hanno ricevuto i risultati dei test. Ancora una volta, questa percentuale è ancora più bassa nelle strutture sanitarie rurali. Poiché i donatori di sangue possono non essere consapevoli della loro eventuale infezione, il sangue proveniente dai donatori ed i prodotti sanguigni utilizzati per la medicina e la ricerca medica vengono normalmente sottoposti a screening per l'HIV.

All'inizio si utilizza l'analisi per la rilevazione dell'HIV-1 consistente in un test immunoassorbente enzimatico o ELISA, per rilevare gli anticorpi HIV-1. I campioni di liquido biologico non reattivi al test ELISA iniziale sono considerati negativi per l'HIV-1, a meno che non vi sia stato un rapporto sessuale dubbio o altre possibilità di contagio. I campioni con un risultato ELISA reattivo vengono nuovamente analizzati. Se il risultato della duplice prova è reattivo, vengono eseguiti altri test supplementari e confermativi più specifici, come il Blot Western o, meno comunemente, un test di immunofluorescenza o IFA. Solo i campioni che sono ripetutamente reattivi al test ELISA e positivi a quello IFA o reattivi al Blot Western sono considerati HIV positivi, ed indicativi dell'infezione da HIV.

Anche se il test IFA può essere utilizzato per confermare l'infezione in questi casi ambigui, questo test non è ampiamente utilizzato. In generale, un secondo campione dovrebbe essere raccolto dopo più di un mese e nuovamente analizzato con il test Western Blot. Sebbene siano meno disponibili, i test degli acidi nucleici, come l'RNA virale o il metodo di amplificazione provirale del DNA, possono aiutare ad effettuare una diagnosi in determinate situazioni. Inoltre, alcuni campioni testati possono fornire risultati incloncludenti a causa della loro scarsa qualità. In queste situazioni, viene raccolto un secondo campione e testato per l'infezione da HIV.

I moderni test per la rilevazione dell'HIV sono estremamente accurati. Un solo test di screening è corretto più del 99% delle volte. La probabilità di ottenere un falso positivo utilizzando il protocollo standard del test duplice è stimata di circa 1 volta su 250.000 in una popolazione a basso rischio. La ripetizione del test è raccomandata inizialmente a sei settimane, poi a tre mesi e a sei mesi.

La ricerca medica e scientifica riguardante l'HIV / AIDS comprende tutte le ricerche mediche che tentano di prevenire, trattare o curare l'HIV / AIDS, nonché la ricerca di base sulla natura dell'HIV come agente infettivo e su quella dell'AIDS come malattia causata dall'HIV.

Molti governi e istituti di ricerca partecipano alla ricerca sull'HIV / AIDS. Questa ricerca comprende interventi di salute comportamentale, come la ricerca sull'educazione sessuale e lo sviluppo di farmaci, la ricerca sui microbicidi per le malattie sessualmente trasmissibili, i vaccini contro l'HIV ed i farmaci antiretrovirali. Altre aree di ricerca medica comprendono le questioni riguardanti la profilassi pre-esposizione, la profilassi post-esposizione, l'eradicazione dell'HIV e gli effetti d'invecchiamento accelerato.

Dopo molti anni di ricerca è stato realizzato un vaccino per l'HIV non testato sugli esseri umani. Gli anticorpi bi-specifici che hanno come obiettivo la superficie delle cellule T e gli epitomi virali possono impedire l'ingresso del virus nelle cellule somatiche. Un altro gruppo di ricerca ha utilizzato la stessa tecnologia per sviluppare un anticorpo bi-specifico che neutralizza le particelle virali protetto da un involucro di glicoproteine.

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