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Laser Ad Olmio

 

Alcune patologie urologiche, fra cui i calcoli renali e l'ipertrofia prostatica benigna, possono essere trattate presso l'Ospedale Cottolengo di Torino per mezzo di sottili microfibre, dalle quali fuoriesce un fascio di luce laser generato da un'apparecchiatura che utilizza l'elemento denominato "olmio". Il trattamento laser per alcune condizioni patologiche urologiche è di fatto definibile come "endourologia di precisione". Il continuo progresso nel campo dei laser chirurgici a fibre ottiche, combinato con l'uso diffuso di strumenti endoscopici miniaturizzati in grado di andare dove una mano o un bisturi non possono arrivare, fanno della chirurgia laser il miglior supporto per il medico urologo e per lo sviluppo dell'endourologia. In particolare, i laser ad olmio e a tulio offrono prestazioni avanzate con un basso rischio di sanguinamento intraoperatorio e periodi di ricovero più brevi, rendendo le procedure endoscopiche più sicure e meno invasive rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali e alla chirurgia aperta.

Il laser è stato usato fin dagli anni '80 del secolo scorso per il trattamento endochirurgico dell'iperplasia prostatica benigna o BPH. In seguito all'evoluzione dei generatori laser e delle tecniche chirurgiche, oggi il laser ad olmio ed il più recente laser a tulio di ultima generazione sono le tecnologie più avanzate, nonché strumenti ad alte prestazioni, per le procedure di prostatectomia endoscopica. All'inizio i laser pulsati sono stati utilizzati per la vaporizzazione della prostata tramite HoLAP (Holmium Laser Ablation of Prostate), una procedura di "ablazione" che è facile da imparare ma non produce grandi risultati soprattutto per le grandi prostate. Successivamente è stata sviluppata la metodologia HoLEP per "l'enucleazione" con laser ad olmio della prostata: una tecnica di enucleazione che, con l'aiuto del morcellatore, consente il trattamento della BPH indipendentemente dalla dimensione degli adenomi. Negli ultimi anni, una nuova fonte laser ha guadagnato popolarità: il laser a tulio. L'arrivo della seconda generazione di laser a tulio ha contribuito a diffondere ulteriormente l'uso di queste apparecchiature.
I sistemi laser rappresentano l'ultima tecnologia disponibile oggi per gli urologi per eseguire operazioni transuretrali, consentendo loro di operare su una prostata di qualsiasi dimensione per una rimozione precisa dell'adenoma a livello di capsula chirurgica. Questi dispositivi sono alternative alla TURP tradizionale ed alla prostatectomia aperta. L'enucleazione della prostata con il laser è meno soggetta a ricorrenze o complicazioni, come la sindrome di TUR o sanguinamenti durante e dopo l'intervento chirurgico, e prevede brevi periodi di cateterizzazione e di ricovero. Grazie all'effetto emostatico, questi interventi sono raccomandati in caso di operazione chirurgica su pazienti cardiopatici o con problemi di coagulazione, ad esempio per coloro che sono trattati con anticoagulanti. Inoltre, l'uso del morcellatore, a differenza di altre procedure, consente di eseguire l'analisi istopatologica.

Anche per il trattamento chirurgico dei calcoli del tratto urinario, lo sviluppo del laser ad olmio ha offerto alternative più sicure e minimamente invasive rispetto alle tecniche tradizionali. Le varie tecniche di asportazione dei calcoli vengono utilizzate di volta in volta in base alla forma, alla dimensione, alla composizione chimica e alla posizione anatomica dei calcoli da trattare. I sintomi e le condizioni del paziente, come la presenza di stenosi del tratto urinario, sono altri criteri importanti per la scelta della procedura. I vantaggi principali di utilizzare una sorgente laser consistono in un'elevata efficienza per tutti i tipi di calcoli e nella bassa percentuale di migrazione e propulsione retrograda dei frammenti trattati. Se l'ureteroscopia o URS è adatta al trattamento chirurgico di diversi tipi di calcoli presenti nell'uretere, la RIRS o chirurgia retrogrado intra-renale può essere considerata come l'evoluzione della URS che, utilizzando l'ultima generazione di endoscopi, tratta anche molti tipi di calcoli renali. Utilizzando un ureterorenoscopio flessibile con deflessione attiva e passiva, è possibile raggiungere la cavità renale all'indietro.

Nessuna di queste procedure richiede incisioni: un ureteroscopio o un ureterorenoscopio viene inserito direttamente attraverso l'uretra nella vescica, nell'uretere e, se necessario, nei canali renali. La luce laser viene erogata tramite una fibra ottica flessibile inserita nell'endoscopio finché non entra in contatto diretto con i calcoli. Qui l'energia emessa dal laser ad olmio può portare alla polverizzazione o alla frammentazione. Nel primo caso, il residuo viene successivamente espulso spontaneamente con la minzione; nel secondo caso i frammenti vengono raccolti e rimossi usando sonde speciali. La nefrolitotomia percutanea è la procedura più utilizzata per i calcoli renali più grandi o per quelli di consistenza più dura. In anestesia generale, una piccola incisione viene effettuata sul lato del paziente a livello del rene, per il passaggio diretto di un nefroscopio che porta il laser a contatto diretto con i calcoli renali per la frammentazione. Quando l'operazione è completata, viene inserito un particolare catetere interno, che funge da collegamento fra il rene e la vescica per consentire l'uscita dell'urina, evitando così il verificarsi di coliche.

Lo sviluppo di trattamenti più efficaci e duraturi per la stretto uretrale, utilizzando procedure minimamente invasive e sicure, continua ad essere un'importante area di ricerca. Le striscie fibrose dell'uretra, derivanti da spongiofibrosi originata da cause diverse come l'infiammazione o il trauma, possono ora essere trattate rapidamente ed efficacemente con l'uretrotomia laser. L'uso del laser è adatto per gli stretti uretrali corti e per le striscie più significative, oppure per il trattamento dell'atresia uretrale. Il laser esegue l'ablazione del tessuto danneggiato con un taglio pulito, privo di sanguinamento e senza penetrare troppo in profondità. Ciò riduce il rischio di danni termici laterali, complicanze, ricorrenze o la formazione di fibrosi post-chirurgica, con conseguente completo ripristino del normale flusso urinario. Il laser è un ottimo strumento chirurgico ampiamente usato anche in oncologia chirurgica. In urologia, il laser può essere utilizzato per l'escissione di tumori dell'uretra, vescica, uretere e reni. L'utilizzo di lunghezze d'onda elettromagnetiche o luce, che vengono trasmesse tramite le fibre ottiche, consente di eseguire facilmente l'attività endoscopica. Adeguando opportunamente i parametri si ottiene un controllo preciso sia del taglio sia dell'ablazione.

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