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Cervello Umano

 

Le scansioni cerebrali effettuate per mezzo di risonanza magnetica nucleare o RMN hanno confermato l'esistenza di vasi linfatici nel cervello. Una ricerca innovativa effettuata presso gli Istituti Nazionali di Salute o NIH dimostra che il cervello ha dei vasi linfatici, che permettono di elaborare "i rifiuti" che trapelano dai vasi sanguigni. Ciò può portare nuova luce sul rapporto esistente fra il cervello e il sistema immunitario.

Il sistema linfatico del corpo si basa sui vasi linfatici per assorbire, trasformare e restituire le proteine e il fluido interstiziale, cioè il fluido che circonda le cellule dei tessuti nel corpo, verso il flusso sanguigno. Il fluido trasportato dai vasi linfatici è chiamato "linfa". Esistono tre funzioni principali del sistema linfatico: contribuire a mantenere costante il volume e la pressione del sangue, combattere gli agenti estranei come parte del sistema immunitario e assorbire le vitamine fatiscenti ed i grassi.

I vasi linfatici sono distribuiti in tutto il nostro corpo, ma finora non ci sono state prove che suggerivano che il cervello li contenesse. Tuttavia, in un trattato medico del 1816, uno scienziato italiano suggeriva l'esistenza di tali vasi, ma questa nozione è stata respinta fino a poco tempo fa. Uno studio sui topi del 2015 ha mostrato che i vasi linfatici erano presenti nel sistema nervoso centrale dei roditori, suggerendo che lo stesso valesse per gli esseri umani e per altri primati.

Ora, un team di ricercatori del National Institute of Health guidato dal Dott. Daniel S. Reich ha confermato che i cervelli umani hanno anch'essi vasi linfatici. Più precisamente, sono stati osservati nella dura madre, la membrana spessa più esterna che circonda il cervello. "Abbiamo letteralmente guardato i cervelli della gente scolare il fluido in questi vasi", ha affermato il Dott. Reich. "Speriamo che i nostri risultati forniscano nuove visioni per una serie di disturbi neurologici." I risultati dei ricercatori sono stati recentemente pubblicati sulla rivista eLife.

Il Dott. Reich e il suo team hanno utilizzato metodi non invasivi per accertare la presenza di vasi linfatici nel cervello umano. Hanno lavorato con cinque volontari sani e tre scimmie, i cui cervelli sono stati sottoposti a scansione utilizzando la RMN, effettuando iniezioni con diversi tipi di agenti di contrasto. Queste sostanze sono "stand out" durante una scansione RMN, consentendo così agli scienziati di visualizzare meglio i vasi sanguigni nel cervello. In primo luogo, i ricercatori hanno iniettato ai volontari il gadobutrol, le cui molecole sono abbastanza piccole da perdersi nei vasi sanguigni e nel flusso interstiziale del cervello. La scansione RMN iniziale ha evidenziato solo i vasi sanguigni nella dura madre, ma alcuni aggiustamenti sull'immagine hanno anche rivelato linee più sottili. Queste, ipotizzavano i ricercatori, sono vasi linfatici che avevano prelevato l'agente di contrasto che era trapelato dai vasi sanguigni.

In seguito, il Dott. Reich e il suo team hanno deciso di provare la loro ipotesi iniettando ad un partecipante umano e ad una scimmia il gadofosveset. Si tratta di un altro agente di contrasto composto da molecole più grandi, che minimizzavano la possibilità che queste fuoriuscissero dai vasi sanguigni. Come previsto, le nuove scansioni RMN hanno mostrato i vasi sanguigni evidenziati ma non hanno rivelato traccia di altri tipi di vasi. Questo, spiegano i ricercatori, suggerisce che la loro ipotesi era corretta: ci sono vasi linfatici nella dura madre che raccolgono elementi fluidi dal vano interstiziale del cervello.

Alcune prove dell'esistenza di vasi linfatici sono state trovate anche in tre cervelli umani esaminati dopo autopsia. Due dei campioni sono stati prelevati da pazienti di 60 e 77 anni con sclerosi multipla progressiva, ed uno da un paziente di 33 anni con epilessia refrattaria.

Il Dott. Reich ha affermato: "Per anni sapevamo come entra il liquido nel cervello. Ora possiamo finalmente vedere che, come gli altri organi del corpo, il liquido del cervello può esaurirsi attraverso il sistema linfatico." Il Dott. Reich ed i suoi colleghi sperano di esaminare in seguito quali implicazioni abbiano le loro conclusioni per una prospettiva clinica. Ad esempio, vorrebbero vedere se il sistema linfatico funziona oppure no nelle persone diagnosticate con condizioni neuroinfiammatorie come la sclerosi multipla. Il Dott. Walter J. Koroshetz dell'Istituto Nazionale dei Disturbi Neurologici e Ictus ha affermato: "Questi risultati potrebbero cambiare radicalmente il modo di pensare a come interagiscono il cervello ed il sistema immunitario."

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