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Ospedale Maria Vittoria

 

L'Ospedale Maria Vittoria, fondato nel 1897 dal Prof. Giuseppe Berruti, fa parte dell'ASL Città di Torino ed è uno dei cinque Ospedali Generali di riferimento del capoluogo piemontense. L'ingresso principale è in via Cibrario 72, e l'accesso al Pronto Soccorso o DEA (Dipartimento di Emergenza ed Accettazione) si trova in corso Tassoni 46. Il Direttore Sanitario è il Dott. Paolo Mussano, il numero di telefono (centralino) è 0114393111 ed il Fax è 0114393273. Il telefono dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) è 0114395815 - 0114395820 ed il Fax è 0114395845. Il numero totale di posti letto è di 302, di cui 47 per i ricoveri in regime di Day Hospital; in questo ospedale lavorano 450 dipendenti.

L'Ospedale Maria Vittoria di Torino è stato premiato nel 2007 e nel 2010 con 3 bollini rosa dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, per il Progetto Ospedale Donna. Le principali strutture di questo nosocomio sono: l'Area di Coordinamento Chirurgico, il DEA o Pronto Soccorso, l'Area di Coordinamento Medico, l'Accettazione Stato Civile, l'Anatomia Patologica, l'Assistenza Sociale, l'Assistenza Spirituale, l'Area del Benessere organizzativo e della Sicurezza dei lavoratori, le Camere Mortuarie, il Centro Regionale per le Malattie Prioniche (DOMP), la Chirurgia Laparoscopica Universitaria, l'Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, il Laboratorio Analisi, l'Oncologia, l'Ematologia, la Dietologia.

I prelievi ed il ritiro di materiale biologico dai bambini da 0 a 6 anni avvengono presso l'UOA di Pediatria, su richiesta del pediatra di famiglia. Il reparto di pediatria è situato nel Padiglione A ed i referti si ritirano in via Medail 1. Presso l'Ospedale Maria Vittoria è anche possibile ritirare i Farmaci H (non reperibili in farmacie aperte al pubblico), con la presentazione del piano terapeutico.

Il reparto di Otorinolaringoiatria si trova al secondo piano del padiglione D; la Neuropsichiatria infantile è situata nel piano rialzato del Padiglione N; il raparto di Chirurgia 1 è al primo piano del Padiglione E; la Chirurgia 2 segue le problematiche di tipo oncologico ed è al primo piano del Padiglione E. Questo reparto è convenzionato con la Scuola di Specializzazione in Oncologia dell'Università di Torino. Il reparto di Cardiologia si trova al piano terra e tratta le patologie cardiovascolari acquisite o congenite, offrendo anche servizi di diagnostica strumentale e di tipo chirurgico. Il reparto di oculistica si trova al secondo piano del Padiglione G; il reparto di Medicina Fisica e di Riabilitazione si trova al piano rialzato del Padiglione E, e si occupa di rieducazione motoria e logopedia. Il reparto di emodinamica è situato nel piano interrato della Palazzina D; il reparto di Neonatologia si trova al secondo piano del Padiglione F.

Il reparto di Odontoiatria e Stomatologia può essere contattato tramite il numero di telefono 0114393212; il reparto di Urologia si trova al secondo piano del Padiglione E; il reparto di Neurologia si trova al primo piano del Padiglione A/N, e tratta le patologia del Sistema Nervoso Centrale, Periferico Somatico e Periferico Autonomo, nonché le patologie di natura prionica. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia è situato nel secondo piano del Padiglione F; il reparto di Pneumologia si può contattare al numero di telefono 0114393918; il reparto di Radiologia Diagnostica si può contattare ai numeri 0114293249 e 0114393250. Per quanto riguarda le suddette patologie causate dai prioni, l'Ospedale Maria Vittoria di Torino è sede del Centro Regionale Malattie Prioniche (DOMP), che si trova al primo piano del Padiglione A/N (Neurologia).

 

Proteina Prionica Umana

 

Le malattie causate dai prioni sono delle patologie neurodegenerative, ed i priori si possono definire come "particelle infettive di natura proteica". Queste malattie sono causate da forme erroneamente ripiegate della proteina prionica, nota come PrP. Queste malattie colpiscono molti diversi mammiferi, oltre agli esseri umani: c'è la scrapia delle pecore, il morbo della mucca pazza e la malattia del dimagrimento cronico nei cervi.

Le forme umane delle malattie da prioni sono spesso note come il morbo di Creutzfeldt-Jakob (CJD), l'insonnia familiare fatale (FFI), la sindrome di Gertsmann-Straussler-Scheinker (GSS), il Kuru e la prionopatia della proteasi variabile (VPSPr). Tutte queste malattie sono causate da versioni solo leggermente diverse della stessa proteina, così ci si riferisce a queste patologie come "malattie da prioni".

Anche se le malattie da prioni hanno forme leggermente diverse, hanno molte cose in comune. In ogni patologia, la proteina prionica (PrP) si ripiega nel modo sbagliato, diventando un prione, e facendo sì che altre molecole PrP facciano altrettanto. I prioni possono quindi diffondersi "silenziosamente" in tutto il cervello di una persona per anni, senza causare alcun sintomo. Alla fine i prioni iniziano ad uccidere i neuroni, ed una volta che insorgono i sintomi, la persona ha un declino cognitivo molto rapido. La maggior parte delle malattie da prioni sono fatali nel giro di pochi mesi, anche se a volte si possono protrarre per alcuni anni.

Le malattie prioniche, negli esseri umani, sono piuttosto rare (circa una persona su un milione muore ogni anno per queste patologie). Le cause possono essere di tre tipi: per acquisizione, per via genetica o sporadica. L'acquisizione consiste nell'esposizione di una persona ai prioni, con conseguente infezione. Anche se i prioni fanno paura, entrano difficilmente nel corpo umano, quindi l'infezione è il modo meno comune con cui si manifesta la patologia. In Papua Nuova Guinea ci fu una famosa epidemia di Kuru, trasmessa da persona a persona per via del cannibalismo, ma ora questo non avviene quasi più. Poi c'è la malattia della mucca pazza o encefalopatia spongiforme bovina, che può essere trasmessa agli uomini attraverso il cibo contaminato. La forma umana di questa malattia si chiama variante di Creutzfeldt-Jakob (CJD), ed ha ucciso circa 200 persone nel Regno Unito dal 1994. Oggi solo poche persone muoiono per questa patologia ogni anno. Ci sono stati anche casi in cui la malattia prionica si è trasmessa per mezzo di strumenti chirurgici contaminati, attraverso integratori contenenti l'ormone della crescita o attraverso i trapianti di dura madre (un tessuto che circonda il cervello). Queste infezioni sono chiamate dai medici "infezioni iatrogene".

Le malattie da prioni possono avere anche cause genetiche, dal momento che alcune mutazioni del DNA possono produrre la formazione di proteine PrP mutate. Queste forme mutanti di DNA non producono priori istantaneamente, e la maggior parte delle persone che ne è affetta vive in perfetta salute per decenni. Tuttavia, con l'invecchiamento, le proteine prioniche iniziano a ripiegarsi in maniera errata, diventando prioni e causando malattie neurodegenerative. Anche se questi tipi di patologie sono genetiche, non si ha necessariamente una trasmissione per via ereditaria, dal momento che la mutazine genetica può avvenire anche se si è figli di persone sane. Secondo una stima, il 60% delle persone affette da patologie prioniche di natura genetica non ha una storia familiare di malattia.

Infine, le malattie prioniche possono essere semplicemente "sporadiche", il che significa che non si sa perché accadono. Alcuni sostengono che le malattie prioniche sporadiche si verificano quando una proteina prionica si ripiega per caso erroneamente, per poi diffondersi. Altri pensano che la malattia può iniziare con una cellula che ha una mutazione spontanea del DNA ed inizia a produrre proteine PrP mutanti. Non sappiamo quale sia la vera causa. In entrambi i casi, le persone ammalate non sono state esposte a prioni e non hanno mutazioni genetiche. La forma sporadica della malattia da prioni è di gran lunga la più comune. Si stima che i casi sporadici, nell'uomo, siano l'85%, quelli genetici il 15% e quelli acquisiti meno dell'1%.

 

Ospedale Maria Vittoria Via Cibrario

 

L'Ospedale Maria Vittoria dell'ASL Città di Torino è anche un punto di raccolta e di registrazione delle volontà di donazione e prelievo di organi e tessuti. Chi desidera sapere di più riguardo alla donazione di organi e tessuti può contattare l'Ufficio Accettazione, situato al piano terra del Padiglione G, ai numeri di telefono 0114393473 e 0114393536.

La donazione di organi si ha quando una persona permette che dei suoi organi o tessuti sani possano essere rimossi, sia dopo la morte, sia quando il donatore è ancora in vita, e che vengano trapiantati in un'altra persona. I trapianti più comunemente effettuati riguardano i reni, il cuore, il fegato, il pancreas, l'intestino, i polmoni, le ossa, il midollo osseo, la pelle e le cornee. Alcuni organi e tessuti possono essere donati da un donatore vivente, come un rene o una parte di fegato, ma la maggior parte delle donazioni avviene dopo la morte del donatore. Per quanto riguarda i donatori viventi, la donazione di organi comporta in genere numerosi test prima della sua effettuazione, compresa una valutazione psicologica. Il giorno della donazione, il donatore ed il ricevente arrivano in ospedale, proprio come nel caso di qualsiasi altro intervento chirurgico importante. Per quanto riguarda i donatori morti, il processo inizia con la minuziosa verifica del reale stato di morte, per poi determinare quali organi possano essere donati e la verifica dei consensi. La verifica dello stato di morte è spesso fatta più volte, per evitare che i medici trascurino qualche segno di vita residuo, per quanto piccolo.

 

Visuale Ospedale Dalla Chiesa San Alfonso 1930

 

Presso l'Ospedale Maria Vittoria sono attivi quattro ambulatori dove è possibile prenotare una visita gratuita per la prevenzione dei tumori, per quanto riguarda i seguenti organi: utero, mammella, retto, colon, naso, gola, laringe. Si tratta dell'iniziativa "Dedica un sabato alla tua salute" dell'Associazione per la prevenzione e la cura dei tumori in Piemonte onlus. Le visite sono gratuite ed avvengono il sabato mattina. Non è necessaria l'impegnativa del medico di base né il pagamento del ticket.

Nel 2008 vennero conteggiati circa 12,7 milioni di casi di cancro in tutto il mondo, e 7,6 milioni di decessi, nonostante le prove schiaccianti che molti tumori sono prevenibili. I tassi di sopravvivenza stanno migliorando, ma oltre mezzo milione di persone muore di cancro nei soli Stati Uniti ogni anno. Il cancro e le malattie cardiovascolari sono le prime cause di morte negli Stati Uniti per le persone di età inferiore agli 85 anni. Lo screening e la prevenzione possono ridurre la mortalità. Lo screening rileva delle anomalie prima che siano clinicamente evidenti, permettendo d'intervenire prima che il cancro si sviluppi o quando è in fase iniziale, quando il trattamento è spesso efficace. La prevenzione si concentra sulla modifica dei fattori di rischio ambientali e dello stile di vita. Si stima che il 50% dei casi di cancro si può prevedere.

 

 

L'Ospedale Maria Vittoria e, nella fattispecie, il reparto di Oculistica, è anche un Centro di eccellenza per la cura della "retinopatia del pretermine" (ROP), una malattia rara che, se non diagnosticata e curata in tempo, può portare alla cecità. Ogni anno, nel mondo, nascono circa 15 milioni di neonati prematuri, alcuni dei quali possono essere affetti da retinopatia del pretermine. Si tratta di una malattia vascolare della retina che si sviluppa, per l'appunto, nei neonati prematuri. Ogni anno molti neonati prematuri colpiti da ROP giungono in questo ospedale nella speranza di aver salva la vista, non solo dal Piemonte ma da tutta Italia.

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Disagio Socio Economico

 

L'organizzazione internazionale Save the Children, in collaborazione con Vides Main, ha da tempo attivato presso l'Ospedale Maria Vittoria di Torino un progetto denominato "Fiocchi in Ospedale", il cui obiettivo primario è quello di offrire dei servizi di sostegno di vario tipo ai bambini, nonché alle loro famiglie, che si trovano in condizioni di difficoltà sociale ed economica. L'iniziativa, già attivata precedentemente nel quartiere delle Vallette, si avvale di una collaborazione fra il Dipartimento Materno Infantile dell'ASL Città di Torino e le organizzazioni suddette. Nell'ambito del territorio torinese sono presenti diversi servizi come i consultori familiari e pediatrici, propri dell'Azienda Sanitaria Locale di questa città, e questo progetto rappresenta un loro rafforzamento ed integrazione, anche per l'interesse e l'aiuto dimostrati nei confronti dei bambini prima e dopo la nascita. Le difficoltà a cui una famiglia può andare incontro non sono solo di tipo sociale ed economico, ma anche psicologico e, nel caso di cittadini di origine straniera, di natura linguistica e culturale.

I duri effetti della povertà sulla salute cominciano già prima che i bambini nascano, accumulandosi durante le loro vite da adulti. I bambini che nascono in famiglie a basso reddito, spesso, vivono in case piene di stress, si alimentano poveramente, ed in alcune zone del mondo vivono inoltre in ambienti fortemente inquinati e con lacune sanitarie di ogni genere. Queste persone, a fatica, potranno migliorare le loro condizioni di salute. Gli esperti di tutto il mondo, spesso si riuniscono precisando il forte legame che esiste fra la povertà e le malattie, discutendo circa gli sforzi che dovrebbero essere fatti per migliorare la salute e la qualità della vita di milioni di persone.

Questo fenomeno riguardante la correlazione fra condizione socio-economica e salute non è presente solo nei Paesi del cosiddetto "Terzo Mondo" o "in via di sviluppo", ma anche in Nazioni "ricche", come quelle Europee e gli Stati Uniti d'America. Secondo alcuni risultati pubblicati sulla rivista medica online JAMA, negli USA esiste un divario considerevole fra l'aspettativa di vita delle persone povere e di quelle ricche, stimato fra i 10 e i 15 anni. Nell'ambito di un grande studio a lungo termine, che ha coinvolto i dati riguardanti 1,4 miliardi di persone che hanno vissuto e che vivono nel continente americano, i ricercatori hanno ottenuto informazioni inerenti il rapporto fra reddito e mortalità fra il 1999 e il 2014, per giungere alla conclusione che questo legame esiste veramente. Inoltre, un basso reddito famigliare è collegato ad un minor peso dei bambini alla nascita, il che aumenta una serie di problemi sanitari ed educativi.

Lacune di questo tipo non sono una sorpresa per il Dott. James Duffee, che ha svolto la professione di pediatra a Springfield, nell'Ohio, per più di vent'anni, servendo principalmente bambini e famiglie a basso reddito. Il Dott Duffee ha affermato: "La povertà è un fattore negativo e indipendente che influenza la salute in maniera permanente. Attraverso lo studio dello stress nocivo, comprendiamo che le avversità e la povertà nella prima infanzia sono dei fattori che non solo influenzano l'architettura del cervello e le funzioni neurologiche ed endocrine, ma aumentano il verificarsi di malattie permanenti, incluse quelle cardiache e il diabete."

Il ruolo insidioso dello stress comincia presto. "Se un bambino è esposto a stress costante durante l'infanzia, il meccanismo dello stress, essenzialmente, non viene mai spento. In conseguenza di ciò possono aumentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Gli adulti che vivono in povertà, hanno maggiori probabilità di avere malattie infiammatorie, con un aumento del rischio d'infarto e ictus. Molte malattie che si verificano negli adulti hanno origine da un'infanzia depressa. Le persone che vivono in povertà hanno maggiori probabilità di fumare, mettendo così ad un rischio più elevato di cancro i polmoni ed altre condizioni respiratorie."

Il Dott. Bernard Dreyer, presidente dell'Accademia Americana di Pediatria, ha affermato: "La gente è spesso sorpresa per l'aumento degli incidenti e delle morti che si verificano fra i bambini poveri, ma non è così difficile da capire. Vivono in ambienti più pericolosi, i loro genitori sono stressati e spesso lavorano in più posti di lavoro, vivono in alloggi precari ed in quartieri pericolosi, dove possono essere uccisi da armi da fuoco o feriti."

In tutto ciò c'è anche un paradosso, almeno a prima vista. Le persone povere, spesso, sono anche obese. A questo proposito Dreyer ha affermato: "La risposta è piuttosto semplice. Il cibo più economico che puoi acquistare, di solito, è costituito da alimenti ad alto contenuto calorico e ricchi di grassi. Le persone possono vivere in zone definibili 'deserti alimentari', ossia in quartieri in cui è difficile avere accesso a verdure fresche ma con molti fast food. Con questa combinazione, le persone che hanno fame, quando prendono cibo, mangiano molto." Più raramente, ma non troppo, non c'è davvero abbastanza da mangiare. Quando succede, Duffee diche che "la verità è che la maggior parte dei genitori salta il proprio pasto per nutrire i bambini. Quasi la metà dei bambini che vivono in povertà hanno delle madri con qualche sintomo di depressione, a causa delle sollecitazioni a cui sono sottoposte nell'allevare una famiglia in queste circostanze."

Duffee ha ricordato una situazione recente. "Ho visto una famiglia con due figli, i genitori ed una ragazzo più grande tutti nella stessa camera. Il 'paziente' era un ragazzo di nove anni molto sconvolto. Il padre mi ha detto: 'Perché non fa quello che gli dico? Non capisco perché abbia questo disappunto e perché mi odi.' A metà del colloquio la madre si è rivolta a me e mi ha detto: 'C'è qualcosa che probabilmente hai bisogno di sapere: siamo senza casa e viviamo in una stanza d'albergo.' Così ho detto al padre: 'Posso capire che questo ragazzo è estremamente sconvolto perché vivi in una stanza d'albergo e non hai una casa, e vivete tutti e cinque in una stanza. E ti aspetti che lui esegua i tuoi ordini?"

Duffee ha spiegato che i bambini rispondono a questo tipo di avversità in due modi: sia con comportamenti esteriori sia con depressione, interiorizzando le loro reazioni. "Questo ragazzo stava esprimendo la sua sofferenza facendo opposizione."

Duffee ha inoltre riferito che l'acqua contaminata da piombo è stato un diffuso pericolo per la salute, anche se questo è diminuito negli ultimi decenni. Ma la minaccia rimane. Ha detto: "A causa della carenza delle infrastrutture delle città, il piombo sta diventando sempre più preoccupante. Quando le infrastrutture si deteriorano, il piombo viene rilasciato nelle tubature più vecchie." Duffee ha fatto notare la crisi dell'acqua a Flint, in Michigan, come esempio recente. "Non esiste un livello sicuro di esposizione al piombo. L'esposizione al piombo nei primi due anni di vita può causare danni permanenti e irreparabili al cervello. Non sempre, ma può."

Duffee ha riferito che i pediatri stanno avendo un interesse crescente per la promozione precoce della salute orale. Effettuare delle applicazioni di fluoro durante le visite ai bambini riduce significativamente il rischio di carie dentale. La salute della visione, anche se coperta da Medicaid, può ancora essere un problema. I bambini spesso rompono gli occhiali, e quindi rimangono senza perché non ci sono abbastanza soldi per sostituirli. Il fatto che i bambini, a volte, non possano vedere correttamente ha un "assoluto" impatto negativo sull'educazione. L'insufficiente cura dentale aiuta a perpetuare il ciclo della povertà, ha spiegato Barbara Wolfe, professoressa specializzata in economia sanitaria presso l'Università del Wisconsin-Madison. "Se un individuo non ha avuto un'adeguata assistenza sanitaria orale, come un bambino o un adolescente, e poi perde i denti, questo rende molto difficile trovare un lavoro."

Wolfe ha affermato che il legame fra povertà e salute, spesso, ha un andamento in entrambe le direzioni, con persone adulte che hanno condizioni di salute cagionevoli che molto probabilmente hanno un reddito inferiore rispetto ad altre persone in buona salute. D'altra parte, un reddito maggiore può migliorare le condizioni di salute. In una ricerca condotta da Wolfe che ha coinvolto alcune tribù di nativi americani a cui è stato dato un lavoro, si sono trovati miglioramenti per la salute mentale, per la depressione e per l'ansia. In altri studi che hanno coinvolto gruppi di persone a cui è stata data la possibilità di avere un reddito costante, sono stati trovati dei piccoli miglioramenti per quanto riguarda la pressione sanguigna fra le persone affette da ipertensione, molte delle quali hanno bisogno di correzioni alla vista.

La riduzione del divario sanitario dovrebbe iniziare alla nascita ed anche prima. Wolfe ha affermato: "Abbiamo passato molto tempo a fornire assistenza sanitaria, soprattutto attraverso Medicaid, alle donne a basso reddito. In questo Paese abbiamo delle politiche che cercano di ridurre dei risultati che potrebbero essere prevenuti solo con la cura prenatale." In seguito ha spiegato: "Il problema è che abbiamo bisogno di migliorare le condizioni di vita e di valorizzare le persone, piuttosto che combattere per mantenerle in vita. Alcune buone notizie riguardano i programmi come il Supplemental Nutrition Assistance Programme (o bolli alimentari), i programmi WIC, i pasti nelle scuole ed alcuni crediti fiscali che sono permanentemente in atto." È stato anche migliorato l'accesso ai centri sanitari comunitari. "Abbiamo diffuso questi centri di assistenza sanitaria in molte aree che non dispongono di fornitori adeguati."

I corsi del National Health Service Corps e del Nurse Corps forniscono finanziamenti e borse di studio ai medici di base e agli studenti, in cambio del loro servizio in comunità meno qualificate. Secondo il sito web di NHSC, quasi 10.000 di questi medici, dentisti, infermieri, assistenti medici e psichiatri stanno fornendo un'assistenza sanitaria primaria a milioni di persone che non hanno assistenza medica.

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Gravidanza

 

In questo articolo è riportato un colloquio con la Dott.ssa Rosan Meyer, dietista pediatrico e docente senior onorario presso l'Imperial College di Londra, condotto da April Cashin-Garbutt. Con circa la metà delle donne in stato di gravidanza in questo Paese, che si trovano in sovrappeso o obese quando frequentano il loro primo controllo di maternità, gli esperti di Infant & Toddler Forum hanno sviluppato questa guida pratica che unisce e semplifica informazioni sulla gravidanza basate sull'evidenza.

Ci sono miti sulla gravidanza sana che ti piacerebbe dissipare?

"Mangiare per due" è probabilmente il mito più comune. Infatti, un recente sondaggio di ITF ha mostrato una incomprensione, con quasi la metà (41%) degli intervistati che pensano che sia giusto "mangiare per due". Non è così, ma bisogna avere un'alimentazione con alimenti nutrienti, non cibo extra, ed una dieta equilibrata è l'ideale.

Quante calorie aggiuntive dovresti puntare ad assumere al giorno durante il primo, secondo e terzo trimestre?

Anche se il requisito per alcune vitamine e minerali è più elevato durante la gravidanza, l'energia extra proveniente dal cibo non è necessaria durante i primi due trimestri. Anche nel terzo trimestre, sono necessarie solo 200 kilocalorie extra. Questo sarebbe equivalente a circa 2 fette di pane macinato, una ciotola di cereali per la prima colazione con latte o una ciotola di lenticchie e zuppa di pomodoro.

Di quanto peso dovresti  aumentare durante la gravidanza?

In generale, un aumento di peso sano dovrebbe essere lo scopo durante la gravidanza, e dipende dal peso e dall'altezza della donna in pre-gravidanza. Ci si aspetta di guadagnare solo 1-4 chili (0,5 - 2kg) nel primo trimestre e il resto nel secondo e terzo trimestre. Le raccomandazioni più dettagliate sono mostrate in una tabella dei dieci passaggi per le risorse di gravidanza sane, sulla base delle raccomandazioni dell'Istituto Americano di Medicina. Attualmente non esistono raccomandazioni basate su prove britanniche.

Ci sono cibi che si dovrebbe evitare di mangiare totalmente durante la gravidanza?

La gravidanza deve essere presa in considerazione per la sicurezza alimentare e alcuni alimenti vanno evitati. Gli alimenti da evitare includono il fegato, perché in esso è presente un'elevata quantità di vitamina A e quindi anche tutti i supplementi che contengono alti livelli di vitamina A, prodotti lattiero-caseari non pastorati, formaggi morbidi e blu, pesce spada ed altri. Inoltre, il tonno in scatolette dovrebbe essere limitato a 4 piccole porzioni a settimana. Occorre inoltre prestare particolare attenzione nel cucinare a fondo carni, pesci e uova, lavando via tutta la terra dalle verdure e dalla frutta.

Hai bisogno di prendere vitamine e integratori durante la gravidanza o puoi ottenere tutto ciò di cui hai bisogno da una dieta equilibrata?

Tutti tranne due nutrienti, l'acido folico e la vitamina D, possono essere consumati mangiando una dieta equilibrata e nutriente. Si consiglia di assumere un supplemento giornaliero di 10µg di vitamina D durante la gravidanza e di 400µg di acido folico prima del concepimento e fino ad almeno la dodicesima settimana di gravidanza. Ad alcune donne saranno prescritti 5mg di acido folico al giorno anziché 400µg.

C'è qualcosa che puoi fare durante la gravidanza per prevenire le allergie nel tuo bambino?

Non esiste attualmente alcuna prova concreta che qualsiasi intervento nutrizionale, integratori e cambiamenti dietetici impediscano l'insorgere di allergie alimentari. Il più grande contributo allo sviluppo di un'allergia alimentare è dovuto alla genetica, che non può essere modificata. Rimane importante alimentarsi con una dieta sana ed equilibrata, non per evitare ogni allergia alimentare come alle arachidi, al latte, alle uova, etc. mentre si è in gravidanza, in quanto ciò non impedirà le allergie, ma influenzerà solo lo stato nutrizionale della madre.

Che cosa provoca le voglie durante la gravidanza? È giusto mangiare i cibi che desideri durante la gravidanza?

I cambiamenti ormonali che le donne attraversano durante la gravidanza possono avere un impatto enorme sul gusto e sull'olfatto, e possono spiegare perché alcune donne, ma non tutte, sperimentano dei forti desideri e avversioni alimentari. Sebbene i motivi non siano completamente compresi, fintanto che i cibi consumati non sono dannosi, gli standard di sicurezza alimentare sono mantenuti e la dieta è generalmente nutriente, probabilmente non farai alcun male.

Quali consigli daresti alle donne affette da mal di mattina?

Per la maggioranza (80%) delle mamme, il mal di mattina è una realtà spiacevole. Il Collegio Reale di Ostetrici e Ginecologi ha recentemente pubblicato delle linee guida su come gestire la malattia di mattina, sia la forma grave sia i sintomi lievi o moderati. Dal punto di vista nutrizionale, molte donne ritengono che mangiare un pezzo asciutto di pane tostato, biscotti semplici o zenzero può aiutare a gestire i sintomi.

Quali consigli pratici avete per le donne che intendono rimanere incinte?

La gravidanza è un momento meraviglioso per le mamme, amche per pensare a come migliorare la loro dieta ed i livelli di attività fisica. Spesso, i consigli possono concentrarsi su ciò che le donne non dovrebbero mangiare o fare, anziché su quello che potrebbero fare per migliorare la salute e il benessere sia per la mamma che per il futuro figlio o figlia.

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Defibrillatore Indossabile

 

Nel mese di giugno del 2017, presso l'Ospedale Maria Vittoria di Torino, è stato applicato per la prima volta un defibrillatore indossabile ad un paziente affetto da miocardite. Questa apparecchiatura portatile è in grado di rilevare in maniera automatica e con precisione un'aritmia cardiaca e, successivamente, di produrre una scossa elettrica per porre fine a questo evento patologico. Il defibrillatore indossabile, inoltre, emette dei suoni di allarme durante la procedura e registra tutti gli eventi potenzialmente patologici di natura cardiaca della persona che lo indossa, svolgendo un lavoro simile a quello effettuato per mezzo dell'elettrocardiogramma Holter, che registra l'attività del cuore per 24 o 48 ore. La differenza, però, è che il defibrillatore indossabile registra solo gli eventi potenzialmente dannosi e, in caso di pericolo, fa esattamente il lavoro del defibrillatore classico, utilizzato dal personale sanitario. Il defibrillatore indossabile può essere fatto utilizzare da un paziente su richiesta di uno o più medici che ritengono sia necessario avere un'assistenza continua ed automatica, in genere per un periodo di qualche mese. Inoltre, solitamente l'apparecchiatura non va tolta dalla persona tranne che in alcuni casi, come per esempio quando si fa una doccia, ma di comune accordo con i medici.

La defibrillazione è un trattamento per le aritmie cardiache pericolose per la vita, in particolare la fibrillazione ventricolare o VF e la tachicardia ventricolare non perfusiva o VT. Un defibrillatore fornisce al cuore un dosaggio di corrente elettrica. Questo depolarizza una grande quantità di muscolo cardiaco, terminando l'aritmia. Successivamente, il pacemaker naturale del corpo nel seno sinoatriale del cuore è in grado di ristabilire il ritmo normale del seno. In contrasto con la defibrillazione, la cardioversione elettrica sincronizzata è uno shock elettrico consegnato in sincronia con il ciclo cardiaco. Sebbene la persona possa ancora essere malata critica, la cardioversione normalmente mira a porre fine alle aritmie cardiache scarsamente perfusive, come la tachicardia supraventricolare.

I defibrillatori possono essere esterni, impiantati o indossabili, a seconda del tipo di dispositivo utilizzato o necessario. Alcune unità esterne, conosciute come defibrillatori esterni automatizzati o AED, automatizzano la diagnosi di ritmi curabili, il che significa che anche persone che non sono professionisti sanitari sono in grado di utilizzarli con successo con poca o nessuna formazione, ad esempio in metropolitana.

La defibrillazione è spesso un passo importante nella rianimazione cardiopolmonare o CPR. La CPR è un intervento basato su algoritmi volto a ripristinare la funzione cardiaca e polmonare. La defibrillazione è indicata solo in alcuni tipi di disritmie cardiache, in particolare la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare pulseless. Se il cuore è completamente bloccato, come in asistole o in attività elettrica pulseless o PEA, la defibrillazione non è indicata. La defibrillazione non è anche indicata se il paziente è cosciente o ha un impulso. Le scosse elettriche non corrette possono causare disritmie pericolose, come la fibrillazione ventricolare.

I tassi di sopravvivenza per gli arresti cardiaci che avvengono fuori dall'ospedale sono scarsi, spesso inferiori al 10%. I risultati per gli arresti cardiaci ospedalieri sono più alti del 20%. All'interno del gruppo di persone che presentano un arresto cardiaco, il ritmo cardiaco specifico può avere un impatto significativo sui tassi di sopravvivenza. Rispetto alle persone che presentano un ritmo non scivoloso (come l'asistole o il PEA), le persone con un ritmo shockabile (come VF o tachicardia ventricolare senza pulsazioni) hanno migliorato i tassi di sopravvivenza, che vanno dal 21% al 50%.

I defibrillatori sono stati utilizzati per la prima volta nel 1899 da Jean-Louis Prévost e Frédéric Batelli, due fisiologi dell'Università di Ginevra, in Svizzera. Hanno scoperto che piccoli scosse elettriche potevano indurre fibrillazione ventricolare nei cani e che le scariche più grandi erano in grado d'invertire la condizione. Nel 1933, il Dott. Albert Hyman, specialista del cuore all'ospedale di Beth Davis di New York City e C. Henry Hyman, ingegnere elettrico, alla ricerca di un'alternativa alla iniezione di farmaci potenti direttamente nel cuore, hanno utilizzato una scossa elettrica al posto dell'iniezione di farmaci. Questa invenzione è stata chiamata Hyman Otor, dove viene utilizzato un ago cavo per passare un filo isolante all'area del cuore per fornire lo shock elettrico. L'ago in acciaio cavo agisce come un'estremità del circuito e la punta del filo isolato come l'altra estremità. Se l'Hyman Otor sia stato un successo, non è noto.

Il defibrillatore esterno com'è noto oggi è stato inventato dall'ingegnere elettrico William Kouwenhoven nel 1930. William ha studiato la relazione fra le scosse elettriche ed i loro effetti sul cuore umano, quando era uno studente presso la Johns Hopkins University School of Engineering. I suoi studi gli hanno aiutato a inventare un dispositivo. Ha inventato il defibrillatore e lo ha testato su un cane, come Prévost e Batelli. Il primo uso su un essere umano è stato eseguito nel 1947 da Claude Beck, professore di chirurgia presso la Case Western Reserve University. La teoria di Beck era che la fibrillazione ventricolare si verificava spesso nei cuori fondamentalmente sani, secondo le sue parole: "Cuori troppo belli per morire" e che ci doveva essere un modo per salvarli. Beck ha usato per la prima volta la tecnica con successo su un ragazzo di 14 anni che era stato operato per un difetto di petto congenito. Il petto del ragazzo è stato aperto chirurgicamente e il massaggio cardiaco manuale è stato intrapreso per 45 minuti fino all'arrivo del defibrillatore. Beck ha utilizzato le pale interne su entrambi i lati del cuore, insieme a procainamide, un farmaco antiaritmico e ha ottenuto il ritorno del ritmo normale del seno.

Questi primi defibrillatori usavano la corrente alternata prelevata da una presa di corrente, trasformata dai 110-240 Volt disponibili nella linea fino a 300-1000 Volt, al cuore esposto tramite elettrodi a "paddle". La tecnica era spesso inefficace nel ripristinare la VF mentre gli studi morfologici hanno mostrato danni alle cellule del muscolo cardiaco post mortem. La natura della macchina CA con un grande trasformatore ha anche reso queste unità molto difficili da trasportare e tendevano ad essere grandi unità su ruote.

Fino agli inizi degli anni '50, la defibrillazione del cuore era possibile solo quando la cavità toracica era aperta durante l'intervento chirurgico. La tecnica utilizzava una tensione alternata da una sorgente da 300 Volt o superiore derivata dalla potenza AC standard, comunicata ai lati del cuore esposto mediante elettrodi "paddle", dove ciascun elettrodo era una piastra metallica piatta o leggermente concava del diametro di circa 40 mm. Il dispositivo defibrillatore a petto chiuso, che applicava una tensione alternata superiore a 1000 volt, condotta mediante elettrodi applicati esternamente attraverso la gabbia toracica al cuore, è stato sperimentato dal Dott. V. Eskin con l'assistenza di A. Klimov in Frunze, Unione Sovietica (oggi noto come Bishkek, Kirghizistan) nella metà degli anni Cinquanta del secolo scorso.  La durata degli shock AC era tipicamente compresa nell'intervallo di 100-150 millisecondi.

I primi esperimenti di successo di defibrillazione effettuata con successo tramite lo scarico di un condensatore eseguiti su animali sono stati segnalati da N. L. Gurvich e G. S. Yunyev nel 1939. Nel 1947 le loro opere furono riportate nelle riviste mediche occidentali. La produzione in serie del defibrillatore ad impulso di Gurvich è iniziata nel 1952. Il primo "defibrillatore universale Prema" cecoslovacco è stato fabbricato nel 1957 dalla società Prema e progettato dal Dott. Bohumil Peleška. Nel 1958 il suo dispositivo è stato mostrato al Grand Prix all'Expo 58. Nel 1958, il senatore americano Hubert H. Humphrey ha visitato Nikita Khrushchev e tra l'altro ha visitato l'Istituto di rianimazione di Mosca, dove ha incontrato, fra gli altri. Humphrey ha immediatamente riconosciuto l'importanza della ricerca sulla rianimazione e, in seguito, un certo numero di medici americani ha visitato Gurvich. Allo stesso tempo, Humphrey ha lavorato alla creazione di un programma federale presso l'Istituto Nazionale di Salute in fisiologia e medicina, riferendo al Congresso quanto visto in URSS.

Nel 1959 Bernard Lown ha avviato una ricerca nel suo laboratorio con animali in collaborazione con l'ingegnere Barouh Berkovits, al fine di realizzare una tecnica che prevedeva la ricarica di una banca di condensatori a circa 1000 Volt con un contenuto energetico di 100-200 joules, per emettere la carica con un'induttanza tale da produrre un'onda sinusoidale fortemente smorzata di durata finita (circa 5 millisecondi) al cuore, attraverso elettrodi a pale. Questa squadra ha ulteriormente sviluppato una comprensione della tempistica ottimale della distribuzione degli urti nel ciclo cardiaco, consentendo l'applicazione del dispositivo alle aritmie come la fibrillazione atriale, la vibrazione atriale e la tachicardia supraventricolare nella tecnica conosciuta come "cardioversione".

La forma d'onda di Lown-Berkovits divenne lo standard per la defibrillazione fino alla fine degli anni '80. All'inizio degli anni '80 il "laboratorio MU" dell'Università del Missouri ha effettuato numerosi studi introducendo una nuova forma d'onda chiamata BTE. In questa forma d'onda, una tensione continua in espansione esponenziale viene invertita in polarità, circa a metà del percorso del tempo di scossa, quindi continua a decadere per qualche tempo, dopo di che la tensione viene tagliata o troncata. Gli studi hanno dimostrato che la forma d'onda bifasica troncata potrebbe essere più efficace e che richiede la distribuzione di livelli più bassi di energia per produrre la defibrillazione. Un ulteriore vantaggio è stato una significativa riduzione del peso della macchina. La forma d'onda BTE, combinata con la misura automatica dell'impedenza transtoracica, è la base per i defibrillatori moderni.

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