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Ospedale Maria Vittoria

 

L'Ospedale Maria Vittoria, fondato nel 1897 dal Prof. Giuseppe Berruti, fa parte dell'ASL Città di Torino ed è uno dei cinque Ospedali Generali di riferimento del capoluogo piemontense. L'ingresso principale è in via Cibrario 72, e l'accesso al Pronto Soccorso o DEA (Dipartimento di Emergenza ed Accettazione) si trova in corso Tassoni 46. Il Direttore Sanitario è il Dott. Paolo Mussano, il numero di telefono (centralino) è 0114393111 ed il Fax è 0114393273. Il telefono dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) è 0114395815 - 0114395820 ed il Fax è 0114395845. Il numero totale di posti letto è di 302, di cui 47 per i ricoveri in regime di Day Hospital; in questo ospedale lavorano 450 dipendenti.

L'Ospedale Maria Vittoria di Torino è stato premiato nel 2007 e nel 2010 con 3 bollini rosa dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, per il Progetto Ospedale Donna. Le principali strutture di questo nosocomio sono: l'Area di Coordinamento Chirurgico, il DEA o Pronto Soccorso, l'Area di Coordinamento Medico, l'Accettazione Stato Civile, l'Anatomia Patologica, l'Assistenza Sociale, l'Assistenza Spirituale, l'Area del Benessere organizzativo e della Sicurezza dei lavoratori, le Camere Mortuarie, il Centro Regionale per le Malattie Prioniche (DOMP), la Chirurgia Laparoscopica Universitaria, l'Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, il Laboratorio Analisi, l'Oncologia, l'Ematologia, la Dietologia.

I prelievi ed il ritiro di materiale biologico dai bambini da 0 a 6 anni avvengono presso l'UOA di Pediatria, su richiesta del pediatra di famiglia. Il reparto di pediatria è situato nel Padiglione A ed i referti si ritirano in via Medail 1. Presso l'Ospedale Maria Vittoria è anche possibile ritirare i Farmaci H (non reperibili in farmacie aperte al pubblico), con la presentazione del piano terapeutico.

Il reparto di Otorinolaringoiatria si trova al secondo piano del padiglione D; la Neuropsichiatria infantile è situata nel piano rialzato del Padiglione N; il raparto di Chirurgia 1 è al primo piano del Padiglione E; la Chirurgia 2 segue le problematiche di tipo oncologico ed è al primo piano del Padiglione E. Questo reparto è convenzionato con la Scuola di Specializzazione in Oncologia dell'Università di Torino. Il reparto di Cardiologia si trova al piano terra e tratta le patologie cardiovascolari acquisite o congenite, offrendo anche servizi di diagnostica strumentale e di tipo chirurgico. Il reparto di oculistica si trova al secondo piano del Padiglione G; il reparto di Medicina Fisica e di Riabilitazione si trova al piano rialzato del Padiglione E, e si occupa di rieducazione motoria e logopedia. Il reparto di emodinamica è situato nel piano interrato della Palazzina D; il reparto di Neonatologia si trova al secondo piano del Padiglione F.

Il reparto di Odontoiatria e Stomatologia può essere contattato tramite il numero di telefono 0114393212; il reparto di Urologia si trova al secondo piano del Padiglione E; il reparto di Neurologia si trova al primo piano del Padiglione A/N, e tratta le patologia del Sistema Nervoso Centrale, Periferico Somatico e Periferico Autonomo, nonché le patologie di natura prionica. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia è situato nel secondo piano del Padiglione F; il reparto di Pneumologia si può contattare al numero di telefono 0114393918; il reparto di Radiologia Diagnostica si può contattare ai numeri 0114293249 e 0114393250. Per quanto riguarda le suddette patologie causate dai prioni, l'Ospedale Maria Vittoria di Torino è sede del Centro Regionale Malattie Prioniche (DOMP), che si trova al primo piano del Padiglione A/N (Neurologia).

 

Proteina Prionica Umana

 

Le malattie causate dai prioni sono delle patologie neurodegenerative, ed i priori si possono definire come "particelle infettive di natura proteica". Queste malattie sono causate da forme erroneamente ripiegate della proteina prionica, nota come PrP. Queste malattie colpiscono molti diversi mammiferi, oltre agli esseri umani: c'è la scrapia delle pecore, il morbo della mucca pazza e la malattia del dimagrimento cronico nei cervi.

Le forme umane delle malattie da prioni sono spesso note come il morbo di Creutzfeldt-Jakob (CJD), l'insonnia familiare fatale (FFI), la sindrome di Gertsmann-Straussler-Scheinker (GSS), il Kuru e la prionopatia della proteasi variabile (VPSPr). Tutte queste malattie sono causate da versioni solo leggermente diverse della stessa proteina, così ci si riferisce a queste patologie come "malattie da prioni".

Anche se le malattie da prioni hanno forme leggermente diverse, hanno molte cose in comune. In ogni patologia, la proteina prionica (PrP) si ripiega nel modo sbagliato, diventando un prione, e facendo sì che altre molecole PrP facciano altrettanto. I prioni possono quindi diffondersi "silenziosamente" in tutto il cervello di una persona per anni, senza causare alcun sintomo. Alla fine i prioni iniziano ad uccidere i neuroni, ed una volta che insorgono i sintomi, la persona ha un declino cognitivo molto rapido. La maggior parte delle malattie da prioni sono fatali nel giro di pochi mesi, anche se a volte si possono protrarre per alcuni anni.

Le malattie prioniche, negli esseri umani, sono piuttosto rare (circa una persona su un milione muore ogni anno per queste patologie). Le cause possono essere di tre tipi: per acquisizione, per via genetica o sporadica. L'acquisizione consiste nell'esposizione di una persona ai prioni, con conseguente infezione. Anche se i prioni fanno paura, entrano difficilmente nel corpo umano, quindi l'infezione è il modo meno comune con cui si manifesta la patologia. In Papua Nuova Guinea ci fu una famosa epidemia di Kuru, trasmessa da persona a persona per via del cannibalismo, ma ora questo non avviene quasi più. Poi c'è la malattia della mucca pazza o encefalopatia spongiforme bovina, che può essere trasmessa agli uomini attraverso il cibo contaminato. La forma umana di questa malattia si chiama variante di Creutzfeldt-Jakob (CJD), ed ha ucciso circa 200 persone nel Regno Unito dal 1994. Oggi solo poche persone muoiono per questa patologia ogni anno. Ci sono stati anche casi in cui la malattia prionica si è trasmessa per mezzo di strumenti chirurgici contaminati, attraverso integratori contenenti l'ormone della crescita o attraverso i trapianti di dura madre (un tessuto che circonda il cervello). Queste infezioni sono chiamate dai medici "infezioni iatrogene".

Le malattie da prioni possono avere anche cause genetiche, dal momento che alcune mutazioni del DNA possono produrre la formazione di proteine PrP mutate. Queste forme mutanti di DNA non producono priori istantaneamente, e la maggior parte delle persone che ne è affetta vive in perfetta salute per decenni. Tuttavia, con l'invecchiamento, le proteine prioniche iniziano a ripiegarsi in maniera errata, diventando prioni e causando malattie neurodegenerative. Anche se questi tipi di patologie sono genetiche, non si ha necessariamente una trasmissione per via ereditaria, dal momento che la mutazine genetica può avvenire anche se si è figli di persone sane. Secondo una stima, il 60% delle persone affette da patologie prioniche di natura genetica non ha una storia familiare di malattia.

Infine, le malattie prioniche possono essere semplicemente "sporadiche", il che significa che non si sa perché accadono. Alcuni sostengono che le malattie prioniche sporadiche si verificano quando una proteina prionica si ripiega per caso erroneamente, per poi diffondersi. Altri pensano che la malattia può iniziare con una cellula che ha una mutazione spontanea del DNA ed inizia a produrre proteine PrP mutanti. Non sappiamo quale sia la vera causa. In entrambi i casi, le persone ammalate non sono state esposte a prioni e non hanno mutazioni genetiche. La forma sporadica della malattia da prioni è di gran lunga la più comune. Si stima che i casi sporadici, nell'uomo, siano l'85%, quelli genetici il 15% e quelli acquisiti meno dell'1%.

 

Ospedale Maria Vittoria Via Cibrario

 

L'Ospedale Maria Vittoria dell'ASL Città di Torino è anche un punto di raccolta e di registrazione delle volontà di donazione e prelievo di organi e tessuti. Chi desidera sapere di più riguardo alla donazione di organi e tessuti può contattare l'Ufficio Accettazione, situato al piano terra del Padiglione G, ai numeri di telefono 0114393473 e 0114393536.

La donazione di organi si ha quando una persona permette che dei suoi organi o tessuti sani possano essere rimossi, sia dopo la morte, sia quando il donatore è ancora in vita, e che vengano trapiantati in un'altra persona. I trapianti più comunemente effettuati riguardano i reni, il cuore, il fegato, il pancreas, l'intestino, i polmoni, le ossa, il midollo osseo, la pelle e le cornee. Alcuni organi e tessuti possono essere donati da un donatore vivente, come un rene o una parte di fegato, ma la maggior parte delle donazioni avviene dopo la morte del donatore. Per quanto riguarda i donatori viventi, la donazione di organi comporta in genere numerosi test prima della sua effettuazione, compresa una valutazione psicologica. Il giorno della donazione, il donatore ed il ricevente arrivano in ospedale, proprio come nel caso di qualsiasi altro intervento chirurgico importante. Per quanto riguarda i donatori morti, il processo inizia con la minuziosa verifica del reale stato di morte, per poi determinare quali organi possano essere donati e la verifica dei consensi. La verifica dello stato di morte è spesso fatta più volte, per evitare che i medici trascurino qualche segno di vita residuo, per quanto piccolo.

 

Visuale Ospedale Dalla Chiesa San Alfonso 1930

 

Presso l'Ospedale Maria Vittoria sono attivi quattro ambulatori dove è possibile prenotare una visita gratuita per la prevenzione dei tumori, per quanto riguarda i seguenti organi: utero, mammella, retto, colon, naso, gola, laringe. Si tratta dell'iniziativa "Dedica un sabato alla tua salute" dell'Associazione per la prevenzione e la cura dei tumori in Piemonte onlus. Le visite sono gratuite ed avvengono il sabato mattina. Non è necessaria l'impegnativa del medico di base né il pagamento del ticket.

Nel 2008 vennero conteggiati circa 12,7 milioni di casi di cancro in tutto il mondo, e 7,6 milioni di decessi, nonostante le prove schiaccianti che molti tumori sono prevenibili. I tassi di sopravvivenza stanno migliorando, ma oltre mezzo milione di persone muore di cancro nei soli Stati Uniti ogni anno. Il cancro e le malattie cardiovascolari sono le prime cause di morte negli Stati Uniti per le persone di età inferiore agli 85 anni. Lo screening e la prevenzione possono ridurre la mortalità. Lo screening rileva delle anomalie prima che siano clinicamente evidenti, permettendo d'intervenire prima che il cancro si sviluppi o quando è in fase iniziale, quando il trattamento è spesso efficace. La prevenzione si concentra sulla modifica dei fattori di rischio ambientali e dello stile di vita. Si stima che il 50% dei casi di cancro si può prevedere.

 

 

L'Ospedale Maria Vittoria e, nella fattispecie, il reparto di Oculistica, è anche un Centro di eccellenza per la cura della "retinopatia del pretermine" (ROP), una malattia rara che, se non diagnosticata e curata in tempo, può portare alla cecità. Ogni anno, nel mondo, nascono circa 15 milioni di neonati prematuri, alcuni dei quali possono essere affetti da retinopatia del pretermine. Si tratta di una malattia vascolare della retina che si sviluppa, per l'appunto, nei neonati prematuri. Ogni anno molti neonati prematuri colpiti da ROP giungono in questo ospedale nella speranza di aver salva la vista, non solo dal Piemonte ma da tutta Italia.

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