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Pediatria

 

Il medico specialista in Pediatria è il Pediatra.

Nell'ambito dell'ASL unica Città di Torino sono presenti i seguenti servizi riguardanti la Pediatria:

 

Ospedale Maria Vittoria - Via Cibrario 72

Pediatria e Neonatologia

 

Ospedale San Giovanni Bosco - Piazza del Donatore di Sangue 3

Pediatria

 

Ospedale Martini - Via Tofane 71

Pediatria e Neonatologia

Day Hospital di Pediatria

 

Ospedale Oftalmico - Ora Nuovo Poliambulatorio in via Juvarra 19

Pediatria

 

Circoscrizione 5 - Vallette, Lucento, Madonna di Campagna e Borgo Vittoria

Pediatria: Via Sospello 139/3

 

Circoscrizione 6 - Barriera di Milano, Falchera, Villaretto, Rebaudengo, Reggio Parco, Barca, Bertolla

Pediatria: Via Tamagno 5

 

Pediatria Preventiva e Sociale distretto Santa Rita:

Via Gorizia 114 - Telefono: 01170953502 e 01170953503

 

Mirafiori Nord:

Via Bellono 1 - 01170953729

 

Consultorio Familiare di via Maddalene 35/A

 

Consultorio Familiare di via Pacchiotti 4

 

Consultorio Familiare di Piazza Montale 10

 

Consultorio Familiare di via Michele Coppino 152

 

Consultorio Familiare di via Sospello 139/3

 

Consultorio Familiare di via degli Abeti 16

 

Consultorio Familiare di via Tamagno 5

 

Consultorio Familiare di Lungo Dora Savona 24

 

Consultorio Familiare di via Cavezzale 6

 

La Pediatria è la branca della medicina che si occupa della cura medica dei neonati, bambini e adolescenti; di solito l'età va da 0 a 18 o 21 anni. I pediatri lavorano sia negli ospedali, in particolare quelli che hanno delle sotto-specializzazioni (neonatologia) e come medici di base o di famiglia specializzati nella cura dei bambini.

Principali differenze fra la medicina per gli adulti e quella per i bambini:

Le differenze di dimensioni del corpo vanno di pari passo con i cambiamenti di maturazione. La fisiologia del corpo di un neonato, ad esempio, è piuttosto diversa da quella di un adulto. I difetti congeniti, la varianza genetica e le questioni inerenti allo sviluppo sono di maggiore interesse per i pediatri, rispetto a quanto di solito lo siano per i medici degli adulti. Un adagio comune è che i bambini non sono semplicemente dei "piccoli adulti". Il clinico deve tener conto della fisiologia immatura del neonato o del bambino, quando si considerano i sintomi, la prescrizione di farmaci e la diagnosi delle malattie.

Una delle principali differenze fra la pratica della medicina pediatrica e quella per gli adulti è che i bambini, nella maggior parte delle giurisdizioni e con alcune eccezioni, non possono prendere decisioni per se stessi. I temi della tutela, della privacy, della responsabilità legale e del consenso informato devono sempre essere considerati in ogni procedura pediatrica. I pediatri devono spesso trattare con i genitori e, a volte, con l'intera famiglia, piuttosto che solo con il bambino. Gli adolescenti sono nella loro stessa classe giuridica, con i diritti alle loro decisioni in materia di assistenza sanitaria che vanno considerati caso per caso. Il concetto di consenso legale in combinazione con il consenso non legale o assenso del bambino, quando si considerano le opzioni di trattamento, soprattutto a fronte di condizioni con prognosi infausta o procedure complicate e dolorose, significa che il pediatra deve prendere in considerazione le volontà di molte persone e non solo di quelle del paziente.

 

Le sotto-specialità della pediatria comprendono:

- Medicina degli adolescenti.

- Pediatria degli abusi sui minori.

- Pediatria dello sviluppo comportamentale.

- Neonatologia.

- Allergia e immunologia pediatriche.

- Cardiologia pediatrica.

- Terapia intensiva pediatrica.

- Medicina d'urgenza pediatrica.

- Endocrinologia pediatrica.

- Gastroenterologia pediatrica.

- Ematologia pediatrica.

- Malattie infettive pediatriche.

- Nefrologia pediatrica.

- Neuropsicologia pediatrica.

- Oncologia pediatrica.

- Pneumologia pediatrica.

- Reumatologia pediatrica.

- Pediatria sociale.

- Medicina sportiva.

 

Altre specialità riguardanti la cura dei bambini sono:

- Neurologia infantile, una specialità a sé stante.

- Neuropsichiatria infantile, una sotto-specialità della psichiatria.

- Dermatologia pediatrica, una sotto-specialità della dermatologia.

- Oculistica pediatrica, una sotto-specialità dell'oculistica.

- Medicina di riabilitazione pediatrica, una sotto-specialità della medicina fisica e della riabilitazione.

- Chirurgia pediatrica, una sotto-specialità della chirurgia.

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Appendicite

 

Per quanto riguarda l'appendicite pediatrica, gli antibiotici sono un'opzione, ma hanno un maggiore rischio di fallimento rispetto alla chirurgia. Una meta-analisi, effettuata sulla base di un trial randomizzato, ha dimostrato che per i bambini con appendicite acuta, il trattamento antibiotico senza intervento chirurgico ha un'elevata incidenza d'insufficienza. Il trattamento medico non operatorio ha avuto successo nel 90,5% dei pazienti, dai 5 ai 18 anni, come osservato da cinque studi, con il 9,5% dei pazienti che hanno avuto bisogno di un'appendicectomia entro 48 ore o una recidiva entro un mese, come riferito dal Dott. Libin Huang e colleghi dell'Università di Sichuan in Cina.

Gli autori di questa ricerca hanno inoltre scritto in JAMA Pediatrics che i pazienti trattati con antibiotici avevano una probabilità quasi nove volte maggiore di inefficacia del trattamento, sebbene con un ampio intervallo statistico: rapporto di rischio ad effetto fisso Mantel-Haenszel del 8,92, 95% CI uguale a 2,67-29,79, eterogeneità P = 0,99, I2 = 0%. Tuttavia, hanno anche notato che la presenza di un deposito calcificato nell'appendice aumentava notevolmente il rischio di fallimento del trattamento non chirurgico.

D'altro canto, gli autori hanno affermato che anche se un certo numero di studi randomizzati hanno dimostrato che il trattamento non operatorio con antibiotici è sicuro ed efficace per gli adulti con un'appendicite non complicata, questi risultati non sono applicabili ai pazienti pediatrici. Hanno scritto: "A causa di specifiche caratteristiche anatomiche e patofisiologiche dei bambini, lo scenario clinico di appendicite acuta nei pazienti pediatrici è diverso da quello degli adulti, e le decisioni di trattamento per i bambini sono più difficili." Inoltre hanno detto che i campioni di studi che esaminano il trattamento antibiotico come un'alternativa all'appendicectomia sono stati "relativamente piccoli" e con conclusioni "incoerenti".

In un editoriale, la Dott.ssa Monica E. Lopez dell'Università Baylor di Waco, in Texas, ed il Dott. David E. Wesson del Texan Children's Hospital di Houston, hanno scritto che, anche se questa potrebbe essere una prima sintesi riguardante l'efficacia del trattamento non operatorio per l'appendicite non complicata, c'è ancora "una notevole scarsità di studi pediatrici" su questo argomento. Hanno scritto: "Si sostiene semplicemente che esistono prove insufficienti per giustificare un cambiamento nella pratica clinica e che l'appendicectomia rimane lo standard di cura di questa malattia. Il trattamento non operatorio rimane una proposta sperimentale che merita una considerazione continua, come una strategia di trattamento per l'appendicite non complicata nei bambini, e dovrebbe essere offerta solo ai pazienti pediatrici sotto protocollo nell'ambito di una sperimentazione clinica."

Oltre a 68 articoli, gli autori hanno incluso cinque studi in cui un totale di 404 pazienti pediatrici hanno ricevuto un trattamento antibiotico (168) o un'appendicectomia (236) per il trattamento di appendicite acuta poco complicata. Queste cinque prove sono costituite da quattro singoli centri, prospettici, non randomizzati e da uno studio randomizzato. Nel complesso, si sono trovati diversi motivi per cui i pazienti hanno dovuto subire un'appendicectomia durante un periodo di follow-up di un anno: recupero istopatologicamente confermato per 27 pazienti, fallimento del trattamento per 10 pazienti e richiesta dei genitori per otto pazienti.

Per quanto riguarda i pazienti con insufficienza di trattamento nel gruppo antibiotico, 16 pazienti hanno avuto una diagnosi istopatologica di appendicite, come riferito dagli autori, e tre di loro hanno avuto un'appendicite perforata. Undici di questi 168 pazienti hanno subito un'appendicectomia entro 48 ore, e cinque pazienti hanno avuto un'appendicite dopo un mese di follow-up. Da tre di quattro studi si è riportata la presenza di appendicoliti, e si è osservato che questa complicanza era associata ad un alto tasso d'insufficienza del trattamento in entrambi i gruppi: 30 pazienti con appendicolite erano nel gruppo antibiotico e 19 pazienti erano nel gruppo iniziale di appendicite. Un'analisi di sottogruppo eseguita solo sui pazienti con appendicolite ha evidenziato un aumento del rischio d'insufficienza iniziale e di appendiciti ricorrenti: RR 10,43, 95% CI 1,46-74,26, eterogeneità P = 0,91, I2 = 0%. Questo rispetto ai pazienti senza appendicite: RR 7,87, 95% CI 1,80-34,33, eterogeneità P = 0,88, I2 = 0%. Gli intervalli di fiducia erano larghi in entrambi i casi.

Non esistono differenze statisticamente significative per quanto riguarda le complicanze fra i due gruppi di trattamento, sebbene i tre studi che hanno esaminato l'ospedalizzazione hanno rilevato che i pazienti del gruppo antibiotico avevano un periodo di ricovero significativamente più lungo:, con differenza media di 14,32 ore, 95% CI di 7,49-21,15 ore, eterogeneità P = 0,16, I2 = 46%.

Le limitazioni dello studio comprendevano il piccolo numero di ricerche, in particolare un solo studio randomizzato, ed un periodo di follow-up di un anno, riportato in soli quattro su cinque studi, ma uno studio è terminato presto a causa di un tasso d'insufficienza elevato nel gruppo antibiotico. Tutto ciò ha introdotto il rischio di dati influenzabili.

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