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Trasporto Di Organi Umani Per Il Trapianto

 

Quando qualcuno diventa un donatore di organi, questo significa che può salvare la vita fino ad un massimo di otto persone. Inoltre, se vengono donati tessuti come le cellule del sangue e delle ossa, o le cornee, l'aiuto è ancora maggiore. Un tempo, il trapianto d'organi era considerato una procedura sperimentale con una bassa percentuale di successo. Molti organi trapiantati sopravvivevano solo pochi giorni o poche settimane. Tuttavia, i ricercatori hanno trasformato la chirurgia dei trapianti da un qualcosa di rischioso ad una tecnica di routine. Attualmente, il trapianto d'organi è la scelta principale per i pazienti affetti da una malattia allo stadio terminale che interessa un determinato organo. Ogni giorno, circa ottanta americani ricevono un trapianto d'organo salvavita, e molti altri diverse tipologie di trapianti.

Il Dott. Sandy Feng, un chirurgo dei trapianti presso l'Università della California a San Francisco, ha affermato: "I risultati dei trapianti sono davvero incoraggianti, in questi giorni, tanto che questo fa davvero la differenza per le persone che ricevono un trapianto d'organo. Gli organi sono chiaramente dei salvavita." Il problema è che ora non ci sono abbastanza organi per soddisfare la domanda. All'inizio del 2011, negli Stati Uniti, più di 110.000 persone erano in lista d'attesa per un organo. Una media di quasi 20 di loro muore ogni giorno durante l'attesa.

Il rene è l'organo più comunemente trapiantato. Più di 16.000 trapianti di rene sono stati eseguiti negli Stati Uniti l'anno scorso. L'attesa, però, può essere lunga. Nel mese di febbraio del 2011, quasi 90.000 persone erano in lista d'attesa nazionale per ottenere un trapianto di rene. Dopo il rene, l'organo più comunemente trapiantato è il fegato, con più di 6.000 interventi chirurgici nel 2010. Questo è seguito dal cuore, polmoni, pancreas e intestino.

Mentre si è ancora vivi, è possibile donare alcuni organi, come un rene o parte del fegato. Tuttavia, la donazione di questi organi richiede un intervento chirurgico importante, che comporta dei rischi. È per questo che i donatori viventi sono spesso familiari o amici del destinatario del trapianto. La maggior parte degli organi, però, viene donata dopo che il donatore è morto. Gli organi devono essere recuperati rapidamente dopo la morte, per essere utilizzabili. Molti vengono da pazienti che sono stati ricoverati in ospedale in seguito ad un incidente o ad un ictus. Nel caso in cui tutti gli sforzi di salvataggio siano falliti ed il paziente è stato dichiarato morto, la donazione degli organi diventa una possibilità. Il Dott. Sandy Feng ha spiegato: "Quando una persona muore, per la famiglia la decisione riguardante la donazione degli organi può diventare un peso. Quindi sarebbe un vero e proprio regalo per una famiglia, se i suoi membri prendessero questa decisione mentre sono ancora vivi, in modo da non lasciarla ad altri."

Oltre agli organi, è possibile donare dei tussuti. Uno dei tessuti più comunemente trapiantati è la cornea, la copertura trasparente sopra l'occhio. Una cornea trapiantata può ridare la vista a qualcuno accecato da un incidente, da un'infezione o da una malattia. Nel caso di donazioni di tessuto cutaneo, questo può essere utilizzato per effettuare degli innesti alle vittime di ustioni o per la ricostruzione dopo un intervento chirurgico. Le ossa donate possono sostituire delle ossa cancerose, e ad aiutare ad evitare l'amputazione di un braccio o di una gamba. I vasi sanguigni donati possono essere utilizzati nella chirurgia di bypass cardiaco.

Si sta eplorando una varietà di modi per migliorare il trapianto di organi. Il problema più grande è che quando un organo viene trapiantato da una persona ad un'altra, il sistema immunitario del ricevente attacca l'impianto come se fosse un agente patogeno in grado di provocare malattie. La Dott.ssa Nancy Ponti, capo della divisione di immunologia dei trapianti presso il NIH (National Institute of Health) ha affermato: "Sarebbe come segnare un grande punto, se riuscissimo a trovare un modo per rieducare il sistema immunitario di una persona a non riconoscere un organo trapiantato com un qualcosa di estraneo, pur continuando a combattere le infezioni in modo efficace come sempre." Per prevenire il rigetto d'organo, i destinatari devono assumere dei farmaci, chiamati immunosoppressori, solitamente per il resto della loro vita. Il Dott. Jerry Nepom, direttore di un programma finanziato dal NIH chiamato Immune Tolerance Network, ha affermato: "I farmaci immunosoppressori hanno rivoluzionato la nostra capacità di effettuare i trapianti d'organo negli ultimi 30 anni. Tuttavia, questi tre decenni ci hanno anche insegnato che questi immunosoppressori non sono molto selettivi, il che è un grosso problema."

Gli immunosoppressori abbattono l'intero sistema immunitario, in modo che il corpo ha poi difficoltà a combattere le infezioni. Questi farmaci, inoltre, aumentano il rischio di cancro, in particolare di cancro alla pelle. Inoltre, nel corso del tempo, questi farmaci potenti possono danneggiare i reni ed aumentare il rischio di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. Se il paziente smette di assumere gli immunosoppressori, può esserci il rigetto dell'organo da parte del sistema immunitario. Tuttavia, in alcuni casi, le persone possono anche smettere di prendere questi farmaci. L'anno scorso, gli scienziati finanziati dal NIH, hanno individuato un modello di attività dei geni in pazienti che avevano smesso con successo di assumere immunosoppressori dopo un trapianto di rene. La Dott.ssa Nancy Ponti ha affermato: "In ultima analisi, sarebbe utile se potessimo fare un esame del sangue per predire cosa potrebbe accadere con l'interruzione dell'assunzione di farmaci o un passaggio ad una dose più bassa. Abbiamo le prove che è possibile, ma non siamo ancora arrivati a questo punto."

In un altro studio, il Dott. Jerry Nepom ha affermato: "Stiamo cercando di capire come mettere il sistema immunitario del ricevente in una modalità ricettiva, in modo che non diventi eccitato e rabbioso quando un organo trapiantato entra nel corpo." Nel corso di un piccolo studio clinico, i ricercatori hanno trapiantato nel destinatario di un rene alcune parti di midollo osseo del donatore, prima dell'intervento chirurgico. Il midollo osseo produce le cellule che combattono le infezioni. La procedura ha creato un sistema immunitario ibrido nel destinatario, che ha tollerato meglio il trapianto. Alcuni pazienti sono stati in grado di non assumere più i farmaci immunosoppressori entro un anno dall'intervento chirurgico.

Mentre alcuni scienziati continuano a migliorare i metodi attuali, altri stanno esplorando idee completamente nuove. Un approccio d'avanguardia è quello di creare degli organi da trapiantare che non innescheranno attacchi da parte del sistema immunitario. Anche se saranno necessari anni di ricerca per applicare queste tecniche emergenti, i ricercatori hanno fatto progressi per quanto riguarda l'ingegneria medica di fegato, polmoni ed altri organi. Ad ogni modo, è possibile contribuire a ridurre la necessità della donazione di organi, in primo luogo per vivere bene. Ad esempio, è possibile ridurre il rischio di sviluppare malattie a lungo termine che potrebbero portare a delle insufficienze d'organo, con l'attività fisica ed una dieta sana ricca di fibre, frutta e verdura. Parlate con il vostro medico a proposito del vostro peso, pressione sanguigna e colesterolo. Inoltre, mentre fate queste cose, potete decidere di lasciare per iscritto la vostra volontà di donare i vostri organi in caso di morte, per aiutare gli altri.

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